29 luglio 2014

Auto da investimento: Porsche 911 Turbo

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Porsche 911 Turbo: auto epocale. Rappresenta, per antonomasia, “un certo tipo” di auto sportiva, un tempo conosciuta per essere una delle più terrificanti del mercato per le sue caratteristiche peculiari: motore posteriore a sbalzo (al contrario di tutta la maggiore concorrenza, Ferrari, Maserati, Lamborghini, Aston Martin, Jaguar, che ha sempre proposto motori anteriori o posteriori ma centrali), turbina di grandi dimensioni, grande potenza, coppia smisurata, estetica possente.

Nata nel 1975, la versione sovralimentata della 911, la Turbo 3.0 era una vera figlia delle corse, sviluppata sulla base delle esperienze acquisite nel campionato americano Can-Am dove la Porsche 917/30 (V12 boxer, 2 turbo, 1.000 Cv) era una vera ammazzasette.

banner 1 3 Auto da investimento: Porsche 911 Turbo

Dal primo modello del ’75 con 265 Cv, nel 1977, sulla 930, la potenza è salita a 300 Cv e oltre 400 Nm di coppia (cambio a 4 marce per avere ingranaggi adeguatamente grandi e robusti).

Nel 1986 viene proposta anche in versione Targa e Cabriolet. Nel 1989 la Turbo ha messo la quinta marcia ma solo sugli ultimi esemplari almeno l’ABS era optional. Sul modello del 1991 della gamma 964 la potenza cresce ancora (320 Cv sulla 3.3, 360 Cv sulla 3.6) ma aumentano il comfort e il motore diventa un po’ più sfruttabile.

Nel 1994, sulla 993, una prima rivoluzione: due turbocompressori, trazione integrale, cambio meccanico a 6 marce e sospensione posteriore multilink. La 993 Turbo è una bestia ma è anche una Porsche molto più sfruttabile.

Con la 996 e l’introduzione del motore raffreddato ad acqua (e, per la prima volta, il cambio automatico Tiptronic S a 6 marce), pur con 420 Cv la Turbo è una vera e propria auto sportiva per tutti i giorni, comoda, confortevole e versatile.

Sulla 997 Turbo MK1 la potenza sale ancora: 480 Cv ancora più indiavolati rispetto alla 996 ma anche una grandiosa capacità di guida nel traffico di tutti i giorni e sulle lunghe distanze. Una vera Gran turismo, insomma.

Con la versione 997 Turbo MK2 cambia radicalmente l’impostazione tecnica del motore (iniezione diretta di benzina, sempre con due turbo) e la potenza raggiunge il nuovo picco dei 500 Cv. Non si tratta più un AUTENTICO motore Turbo madi un motore Carrera potenziato.

Cosa dice il mercato

Fino alla 993 Turbo (l’ultima con motore raffreddato ad aria, quindi testimone di una certa tradizione), le 911 Turbo possono essere considerate auto da collezione sulle quali è possibile scommettere per il futuro. Dalla 996 in avanti la 911 Turbo è considerata una buona auto usata, che si acquista con cifre molto più contenute rispetto al costo da nuova. Essendo una Turbo offre comunque una maggiore tenuta del valore rispetto alla 911 Carrera.

Sulla 997 Turbo MK2 si paga lo scotto di un motore molto diverso dalle sue consorelle. Resta una 911 Turbo ma il mercato, nei prossimi anni, potrebbe non premiarla. Si potrebbero, per contro, riuscire a fare ottimi affari.

911 turbo 3.0 – 930 Turbo 3.3 (4 e 5 marce)

La primissima generazione delle 911 Turbo sovralimentato comprende il modello primigenio (3 litri, turbocompressore senza intercooler, 260 Cv, vel. Max 250 km/h, 0-100 km/h in 5”5, produzione 1975 – ‘78) e la sua evoluzione (3,3 litri, turbocompressore con intercooler, 300 Cv, vel. 260 km/h, 0-100 in 5”, produzione 1978 – ‘89).

Manutenzione ordinaria: tagliando ogni 20.000 chilometri o una volta l’anno.

Pregi: tenuta del turbina di vecchia generazione con spinta notevole ma ritardata valore nel tempo; versione Turbo 3.3 5 marce leggermente più progressiva nell’erogazione.

Difetti: turbina di vecchia generazione con spinta notevole ma ritardata, avantreno leggero, tenuta di strada e guida per esperti, marce lunghe (specialmente le versioni con 4 marce). Sulle versione Turbo 3.3 Targa (molto rara) e Turbo 3.3 Cabriolet è necessaria maggiore attenzione e cura delle guarnizioni per l’abitacolo.

Note: è possibile che la turbina sia stata modificata per aumentare la pressione di sovralimentazione e fornire più potenza. Prima di un acquisto sarebbe necessario smontare il turbocompressore e controllare la valvola limitatrice della pressione (wastegate): potrebbero essere stati applicati dei distanziali per aumentare il carico della molla.

Quotazioni. 911 Turbo 3.0: oltre 50.000 euro (quotazione media). 911 Turbo 3.3 Coupé: 35 – 50.000 euro (quotazione media). Porsche 911 Turbo 3.3 Targa o Cabriolet: +20%

964 Turbo 3.3, Turbo 3.6, Turbo S 3.3

La gamma delle 964 si articola nella prima versione (3,3 litri, turbo con intercooler, 320 Cv, 270 km/h, 0-100 km/h in 5”0, produzione 1990 – ‘92), poi aggiornata (3,6 litri, turbo con intercooler, 360 Cv, 280 km/h, 0-100 km/h in 4”8, produzione 1993 – ’95). Per i clienti più esigenti e sportivi era disponibile la versione Turbo S, in pratica una 964 RS sovralimentata (3,3 litri, turbo con intercooler, 381 Cv, 290 km/h, 0-100 km/h in 4”9, produzione 1990 – ’92).

Manutenzione ordinaria: tagliando ogni 20.000 km o una volta ogni due anni. Registrazione punterie ogni 40.000 km

Pregi: grande affidabilità, migliore guidabilità rispetto alla generazione precedente. Turbo 3.6 più progressiva rispetto alla Turbo 3.3. Tenuta del valore usato.

Difetti: bracci inferiori delle sospensioni anteriori (silent block soggetto ad usura e rottura). 911 Turbo S per esperti e collezionisti (valore elevato, guida difficile).

Note: possibile modifica alla pressione di sovralimentazione. Il concessionario Porsche ufficiale effettuava un aumento contenuto (nell’ordine di 0,2 bar e comunque inferiore a 1) per rendere la spinta più vigorosa ma salvaguardando l’affidabilità del motore. L’aumento verso pressioni di sovralimentazione maggiori era comunque impossibile: se fosse stata rilevata una pressione troppo elevata veniva interrotto (di regola) il flusso di benzina nei cilindri.

Quotazioni: 40 – 60.000 euro (quotazione media). 964 Turbo S 3.3: oltre 200.000 euro.

993 Turbo, 993 Turbo kit 430 o 450 Cv, 993 Turbo S, 993 GT2

Negli anni ’90 non erano molte le vetture in grado di esibire oltre 400 Cv di potenza massima. La 993 Turbo (3,6 litri, 2 turbo con intercooler, 408 Cv, 305 km/h, 0-100 km/h in 4”5, produzione 1995 – ’98) era disponibile anche con kit di potenza ufficiale a 430 e 450 Cv. Nel 1996 entrò in produzione la 993 Turbo S (160 esemplari) con motore potenziato a 450 Cv ed equipaggiamento interno completo. Nel biennio 1995 – ’96 Porsche produsse la 993 GT2 (450 Cv, trazione posteriore, abitacolo semplificato) oggi molto rara e ricercata dai collezionisti.

Manutenzione ordinaria: tagliando ogni 20.000 chilometri o una volta ogni due anni.

Pregi: trazione integrale, grande affidabilità, potenza elevatissima, molto guidabile nell’uso quotidiano grazie alla doppia sovralimentazione. Tenuta del valore usato

Difetti: bracci inferiori delle sospensioni anteriori (silent block soggetto ad usura e rottura), manicotti dei tubi afferenti aria dall’intercooler alle turbine (eccessiva debolezza). Dopo diverse rotture (segnalate dalla spia generale di malfunzionamento propulsore sulla strumentazione), Porsche interviene ufficialmente con un rinforzo di colore arancione a livello della fascetta stringi-tubo (se, dunque, da una banale ispezione del vano motore risultano manicotti con un bordo arancione, si tratta dei componenti aggiornati). Coperchi delle valvole in materiale plastico: col tempo possono rovinarsi e provocare perdite d’olio.

Note: possibile modifica alla pressione di sovralimentazione. Il concessionario Porsche ufficiale effettuava un aumento contenuto (nell’ordine di 0,2 bar e comunque inferiore a 1) per rendere la spinta più vigorosa ma salvaguardando l’affidabilità del motore.

Quotazioni: da 60-80.000 euro (quotazione media). 993 Turbo S: da 150.000 euro (quotazione media)

996 Turbo, 996 Turbo kit 450 Cv, 996 Turbo S

Nel 1999 la 911 Turbo adotta il raffreddamento ad acqua e, optional, il cambio automatico Tiptronic S. Le caratteristiche salienti sono: 3,6 litri, 2 turbo con intercooler, 420 Cv, 305 km/h (Tiptronic S: 298), 0-100 km/h in 4”5 (Tiptronic S: 4”9), produzione 2001 – ’06. Nel 2003 Porsche propose un kit di potenziamento a 450 Cv. Nel 2005 venne presentata la versione Turbo S: 450 Cv, full optional.

Manutenzione ordinaria: tagliando ogni 20.000 chilometri o una volta ogni due anni.

Pregi: basamento motore ripreso dalla 993 Turbo (elimina il noto rischio di rotture che affliggono i motori 3,4 e 3,6 delle 996). Grande affidabilità e guidabilità nella guida quotidiana, potenza molto elevata ma gestibile. Prestazioni superlative grazie alla trazione integrale.

Difetti: rapida svalutazione. Il mercato non tende a valorizzare le versioni Cabriolet o Turbo S. Da questo modello in avanti la percezione della 911 Turbo è soprattutto quella di un’auto “usata”.

Quotazioni: 45 – 55.000 euro (quotazione media)

997 Turbo MK1, 480 Cv

Si tratta di un’evoluzione del modello precedente con propulsore molto simile ma con un ulteriore guadagno di potenza massima (3,6 litri, 2 turbo con intercooler, 480 Cv, 310 km/h, 0-100 km/h in 3”9 (Tiptronic S: 3”7), produzione 2005 – ’08).

Manutenzione ordinaria: tagliando ogni 30.000 chilometri o una volta ogni due anni.

Pregi: trazione integrale, grande affidabilità, un missile di potenza e prestazioni che si guida come una vettura di tutti i giorni.

Difetti: rapida svalutazione

Quotazione: 50 – 70.000 euro (quotazione media).

997 Turbo MK2, 500 Cv

Il motore cambia radicalmente. Fino alla Turbo MK1 il motore Turbo è sempre stato molto differente dai modelli Carrera. Pur cambiando le sigle tecniche, esso ha conservato una stretta parentela con le generazioni precedenti, tutte derivate da motori Porsche utilizzati per le competizioni.

Su questo modello, ragionando in termini “puristici” si compie un passo indietro: si tratta, infatti, di un motore Carrera S da 3,8 litri a cui sono stati applicati due turbo.

Manutenzione ordinaria: tagliando ogni 30.000 chilometri o una volta ogni due anni.

Pregi: come Porsche 997 Turbo MK1, cambio PDK a doppia frizione (optional).

Difetti: rapida svalutazione

Quotazione: da 70.000 euro (quotazione media)

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