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Autostrada A10: chiude l’area di servizio San Cristoforo Sud. 15 dipendenti lasciati a casa.

IL NULLA CHE AVANZA. “PERCHE’ FANTASIA MUORE? PERCHE’ LA GENTE HA RINUNCIATO A SPERARE E DIMENTICA I PROPRI SOGNI. COSI’ IL NULLA DILAGA”. SIAMO SOLO ALL’8 GENNAIO 2014 E, SULLA A10, SIAMO A -15. TRA SAVONA E ALBISOLA, CHIUDE LA PRIMA AREA DI SERVIZIO IN ITALIA. ORA, PIU’ CHE MAI, ABBIAMO BISOGNO DI TANTI ATREYU E BASTIAN. 

La crisi non s’arresta e ci accompagna anche in questo inizio anno.

Con la chiusura dell’area di servizio San Cristoforo Sud, sulla A10 tra Savona e Albisola, in Liguria, anche il settore delle aree di servizio autostradale viene colpito, per la prima volta, dalla crisi economica che affligge anche il Bel Paese.

Il declino dell’area ligure, ha dichiarato il titolare Marco Ghenati, ebbe inizio, unitamente alla crisi del trafficocon l’installazione, nel 2011, di pannelli fono assorbenti.

Per mesi la struttura rimase chiusa e, una volta riaperta a lavori ultimati, il punto di sosta era ormai un “quasi” fantasma a causa delle barriere anti rumore montate.

Negli ultimi 4 anni, continua Ghenati, mentre i canoni d’affitto della stazione restavano invariati, il fatturato registrava un -50%.

I dipendenti erano a conoscenza di questo amarissimo “pacco” di Natale dal 20 dicembre scorso; la loro speranza rimane ora quella di avere la priorità di assunzione in caso di una futura riapertura dell’area.

Il “vuoto” che verrà a crearsi colpirà inevitabilmente soprattutto i camionisti; infatti, andando a Genova, dopo l’area di Borsana, che precede quella in chiusura, c’è solo quella di Varazze che, al momento, non consente l’accesso ai Tir.

mezzi pesanti che devono procedere in direzione Toscana dovranno recarsi fino a Genova Nervi per il rifornimento di benzina mentre, chi deve procedere sulla Gravellona Toce, sarà obbligato a far tappa a Masone con un “buco nero” di circa settanta chilomentri.

Attualmente, gli ex dipendenti dell’area hanno deciso di occuparla impedendo, a chi di dovere, di apporre i sigilli.

Intanto il governo Letta parla di ripresa.