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L’ALBERO DELLA CUCCAGNA. IL BOLOGNA MOTOR SHOW 2016 DEDICA UN INTERO PADIGLIONE AD AUTO E MOTO D’EPOCA: OLTRE 100 AUTOMOBILI SONO ESPOSTE NELLO SPAZIO HERITAGE DEDICATO A PASSIONE CLASSICA, COMPOSTA DA UNA STRAORDINARIA SELEZIONE DI VEICOLI STORICI GRAZIE ALLA PARTECIPAZIONE DI MUSEI, COLLEZIONI PRIVATE, CLUB, REGISTRI, ISTITUZIONI E I REPARTI UFFICIALI DELLE CASE AUTOMOBILISTICHE.

Il Bologna Motor Show ha evidentemente deciso di dare del filo da torcere ad appuntamenti consolidati come Automotodepoca di Padova o Milano Autoclassica: la rassegna bolognese, quest’anno, ha organizzato la presenza della tematica storica riservandole un intero padiglione, in cui sono esposte oltre 100 automobili di tutte le epoche e numerose decine di moto. Questa straordinaria celebrazione della storia dell’automobile si deve al consistente contributo, di fatto, dei maggiori player a livello italiano (ma parliamo, naturalmente, di soggetti di fama internazionale), che per l’occasione hanno portato i loro pezzi migliori e messo in scena vere e proprie piccole rassegne tematiche all’interno della mostra principale.

Si parte dalle divisioni ufficiali dei costruttori (FCA Group, Peugeot, Citroen, Jaguar, Land Rover), che non hanno decisamente lesinato ma, anzi, rafforzano il valore del brand esponendo pezzi senza dubbio unici. FCA Group celebra l’Heritage di Fiat, Alfa Romeo, Lancia e Abarth con un’esposizione di modelli che racconta l’epopea sportiva della loro storia: ci sono – solo per citarne alcune – l’Alfa Romeo Tipo B Aerodinamica 1934 e la 75 IMSA, la Lancia Alfa Sport, la D23 e la Stratos, le Fiat 508 Balilla Sport e 1100 Berlinetta MM, la 750 Prototipo Record Pininfarina e la 131 Abarth Rally. il Gruppo Jaguar-Land Rover espone una SS100, una XK120, una MK2, una E-Type e un poker di Discovery in diretta connessione con il nuovo modello esposto nello stand ufficiale. Ford, infine, ha portato tre capolavori della sua storia: Model T, Model A e GT40. Peugeot racconta la storia della 205 sportiva, dalla GTI 1.6 alla possente Turbo 16, Citroen il mito della 2Cv e della DS. Non può mancare, inoltre, la collezione Bertone di proprietà dell’ASI: sono esposte la Chevrolet Ramarro del 1984, la Lotus Emotion del 1991, l’Alfa Romeo Bella (1999), BMW Pickster (1998) e la Citroen Camargue (1972).

Alla chiamata dell’organizzazione hanno risposto anche i principali musei e collezioni private italiane: il Museo dell’Automobile di Torino espone una serie di gioielli di inizio ‘900 (tra cui la Itala vittoriosa alla Pechino – Parigi del 1907), il Museo Lamborghini (è presente con un tris d’eccezione: Miura, Countach 25° e Urraco), la collezione Righini (Lancia Astura del ’33, SCAT del 1907, Alfa Romeo RL SS del ’25, Fiat Chiribiri del ’13), la collezione il Museo Panini (un trittico di Maserati: Ghibli, Mistral e 3500 GT), la Lopresto collection (Fiat 1400 Balbo, Alfa Romeo Giulietta Spider Bertone e Giulietta Sprint Prototipo, tutte opera del designer Franco Scaglione) e la Collezione Lamperti (Lancia Astura Torpedo Gran Sport del ’32, Lancia Fulvia Sport Zagato e Aurelia B53 Giardinetta). Quest’anno non ha voluto mancare nemmeno il Museo delle Forze Armate Italiane, per la prima volta al Motor Show con i modelli storici utilizzati dall’Esercito nelle missioni in Italia e nel mondo. Il padiglione si completa con la presenza di club e registri di marca: il Registro Alfa Romeo 6C, il Registro Mercedes-Benz Italia, il Registro ASA, il Registro Stanguellini e il Registro Lancia Delta Integrale.

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