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CHI HA INVENTATO IL CROSSOVER? CHEVROLET CARRYAL SUBURBAN, JEEP WILLYS STATION WAGON O GAZ 61 SONO ALCUNI DEI VEICOLI CHE SI CONTENDONO IL DIRITTO DI INVENZIONE DEL SUV/CROSSOVER. NEL 1996, DEL RESTO, TOYOTA LANCIAVA LA RAV4 (“RECREATIONAL ACTIVE VEHICLE WITH 4-WHEEL DRIVE”). CE N’E’ PER TUTTI, INSOMMA. CERTO E’ CHE IL PRIMO “CASO DI MERCATO” E’ STATA LA QASHQAI, PRIMO PROGETTO NISSAN SVILUPPATO INTERAMENTE IN EUROPA. IL MODELLO GIAPPONESE (3,3 MILIONI DI ESEMPLARI VENDUTI) FESTEGGIA I 10 ANNI DAL LANCIO, CONFERMANDO IL PRIMATO DI CROSSOVER PIÙ RICHIESTO. POTRÀ ESSERE RICORDATA ED ENTRARE NEL CUORE DEGLI APPASSIONATI COME UNA DEFENDER O COME, STANDO IN CASA NISSAN, LA HAKOSUKA? LA VITA, DEL RESTO, NON E’ FATTA SOLO DI NUMERI.

Qashqai, pioniere nel segmento crossover, compirà 10 anni il prossimo mese di febbraio. Dalla prima apparizione come concept al Salone di Ginevra del 2004, alla presentazione al Salone di Parigi del 2006 (di quella che poi sarebbe effettivamente andata in produzione), qualcosa è cambiato. In meglio, stando ai volumi di vendita.

Via i grossi fanali anteriori che richiamavano la GT-R ancora in fase di sviluppo, tolti gli enormi cerchi tipici delle concept, Nissan puntò a qualcosa con forse meno “appeal”, ma che più si omologasse alle richieste di mercato.

Ecco nascere così “the original crossover”, ovvero l’unione dei principali punti forti di un SUV e una berlina ma di dimensioni compatte. Una macchina tipicamente da città, ma che non ha disdegnato anche occasionali “uscite di pista”. È il nome stesso a suggerirlo, dato che Qashqai ha un duplice valore: deriva da una popolazione di nomadi erranti del sud dell’Ira, ma significa anche “cavallo dalla fronte bianca”.

La prima generazione di Qashqai, commercializzata tra fine gennaio e inizi febbraio 2007 nei vari paesi europei, ha riscosso un successo immediato. Prima della fine dell’anno ne furono venuti quasi 100.000 esemplari in Europa.

Paul Willcox, Presidente di Nissan Europa, ha così commentato: “Nel 2007, quando Qashqai ha esordito sul mercato, non c’erano veicoli analoghi. Ed è rimasto il numero uno dei crossover non solo perché ha conservato l’identità originaria, ma anche perché siamo stati capaci di innovare in termini di stile e tecnologie”.

“Innovazione ed emozione per tutti”, questo lo slogan di Nissan per promuovere il nuovo nato.

E infatti con il restyling del 2010 Qashqai ha visto anche l’introduzione del sistema Around View Monitor, con telecamere a visione panoramica a 360°, primo nella sua categoria. Nel 2014 con l’avvento della seconda generazione del crossover e con l’introduzione della tecnologia Intelligent Park Assist, ha dimostrando di essere sempre più “user friendly oriented”.

Numeri alla mano, la lungimiranza di Nissan ha portato il crossover di segmento C ad essere un bestseller assoluto tanto da avere oggi ben 21 competitor tra gli altri marchi automobilistici presenti sul mercato.

3,3 milioni di unità venduta a livello globale, con una crescita dello 5,2% su base annua dal suo rilascio.

Significativo però che ben 2,3 milioni siano stati venduti in Europa (oltre 261 mila vendite nel solo 2016 e Italia come terzo mercato maggioritario): le vendite in Giappone si sono interrotte nel 2014 (per favorire la più piccola ma appetibile Juke) e l’America non dimostra un grande interesse per il segmento crossover in generale, continuando piuttosto a chiedere altre “icone” per cui Nissan è ricordata (la serie Skyline su tutte).

Festeggiando questo importante traguardo (Nissan ha in programma celebrazioni in grande stile con una serie di eventi esclusivi) non possiamo esimerci dal chiederci: bastano “i numeri” per rendere Qashqai una icona del suo tempo?

La Defender di Land Rover ha cessato la produzione nel 2016, dopo 68 anni e poco più di 2 milioni di modelli costruiti. Sarebbe bello se tra 50 anni tutti ancora ci ricordassimo chi fu Qashqai, la progenitrice dei crossover.

2017© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.