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La storia della nuova
Porsche 996 comincia ufficialmente nel 1992, periodo decisamente
"nero" per la casa di Stoccarda: la gamma Porsche di questo
periodo, poteva contare sulle 911 Carrera 2, 4, Turbo (sigla di progetto,
964), sulla 968 e sulla "portaaerei" 928. Se le vendite delle
964 riuscivano ad alimentare degnamente le casse della fabbrica,
altrettanto non può dirsi degli altri 2 modelli: il primo, sicuramente
ottimo dal punto di vista costruttivo seppure abbastanza convenzionale (il
4 cilindri aspirato più potente del mondo, con 252 cavalli), non dava
certo l'impressione di essere figlio di un mito qual'è il marchio
Porsche: motore Audi, raffreddato ad acqua, abitacolo molto povero, un
capiente bagagliaio, una linea sicuramente molto personale ma poco
accattivante (musone lungo e stretto, poco imponente, coda alta e
ugualmente stretta); il secondo, una vera e propria "portaerei":
enorme, potentissima, muscolosa, lussuosa, ma buona solo per i manager
tedeschi che amano lanciarsi a 250 orari sulle loro autostrade guidando
con un dito, piacevolmente accompagnati da dolci e rilassanti
sinfonie classiche. Tutto ciò che non si può fare nel resto del mondo
dove i limiti di velocità danno poco spazio al divertimento al volante.
Tutto ciò si traduceva in un mare di costi per la fabbrica e in uno
scarso risultato economico. Scese, allora, dal cielo un angelo di nome
Wendelin Wiedeking che con mano decisa e straordinaria competenza, gettò
le basi del rilancio. Si cominciò dalla 911: ci voleva, prima di tutto,
un restailing: la linea, appesantita dagl'anni, necessitava di
un'iniezione di freschezza, che senza stravolgere il concetto guida della
linea della Porsche 911, conferisse una nuova immagine all'auto, coerente
con i tempi. Quindi bisognava pensare ai contenuti: per troppi anni si era
continuato a parlare negativamente della guidabilità di una 911:
impegnativa, sovrasterzante come poche, inguidabile sui terreni scivolosi
(vedi Turbo: guidare una 930 o una 964 Turbo sul bagnato era come cercare
di addomesticare un leone affamato con un nastrino di seta!): d'altronde
cosa si può pretendere da un'auto con una curva di coppia praticamente
VERTICALE ?). rumorosa (per gli Americani, forse), aerodinamicamente poco
efficiente. E così arrivò la 993: più bassa, più larga, più filante,
linee più tonde, parafanghi più bassi, fari più inclinati, un nuovo
sistema di sospensioni posteriori a bracci multipli, più potente (le
modifiche hanno interessato prevalentemente i materiali costruttivi), un
più sofisticato sistema di iniezione, un sistema di scarico molto più
attento al rispetto dell'ambiente, un nuovo cambio a 6 rapporti
ravvicinati, freni ancora più efficienti.
Secondariamente, via 968 e 928 ormai vetuste e obsolete, e si decise di
concentrare la produzione solo sulla 911 e le sue varie versioni, cercando
di consentire al cliente la più ampia possibilità di personalizzare il
suo acquisto, attraverso un vastissimo programma di personalizzazioni
estetiche e meccaniche. Piano piano la gamma raggiunse la sua completezza:
Carrera 2, Carrera 4, coupè e Cabrio, Targa, Turbo. E, nel frattempo,
continuava il programma di rivoluzione della produzione. Nel 1996, la
rivoluzione: arriva la Boxster. Il nuovo modello riprende alcuni concetti
della storica 550 RS del 1954 (tubo di scarico al centro della coda,
motore centrale posteriore) e propone per la prima voLta il raffreddamento
a liquido su un motore boxer prodotto dalla Porsche; questo consente di
inserire le 4 valvole per cilindro, di migliorare la qualità dei gas di
scarico, di ridurre i consumi e l'inquinamento acustico (pregio ??). Ma
intanto l'evoluzione del progetto 911 continua, lavorando su una linea
completamente nuova (ma che non tolga nulla all'essenza di una 911), e sui
contenuti tecnici già inaugurati con la Boxster. E si giunge cosi' alla
nascita della 996.
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PIANALE: invariato dal
1968, ora è più lungo di 8 cm. L'avantreno, pur sempre impostato
secondo lo schema McPherson, abbandona il classico triangolo, in favore
di una combinazione tra braccio trasversale e tirante longitudinale, i
due elementi, realizzati in lega pressofusa, presentano una connessione
elastica, al fine di garantire una risposta più efficace alle piccole
irregolarità del fondo stradale. La connessione tra sospensioni e
scocca è affidata ad un telaietto in alluminio. Identico materiale per
il supporto del retrotreno, che conserva lo schema multilink della 993:
i bracci superiori sono fucinati in alluminio, e supportano i portamozzo,
pure in lega; l'articolazione inferiore, invece, utilizza elementi
identici a quelli dell'avantreno.
CAMBIO: In alternativa al cambio a 6 marce, la 911 è proposta con la più
recente versione del Tiptronic, denominata S, contraddistinta dalla
disponibilità di 5 marce. Le sue peculiarità restano la selezione
manuale delle marce (con i pulsanti al volante) e soprattutto la logica
particolarmente evoluta che ne caratterizza il funzionamento in
automatico.
FRENI: Tradizionale punto di forza delle vetture di Zuffenhausen,
l'impianto freni poggia su dischi autoventilanti molto generosi (318 mm.
davanti, 299 dietro), e su pinze monoblocco a quattro pistoncini. A
corredo dell'impianto, l'ABS Bosh 5.3.
CARROZZERIA: al si là del miglioramento del cx, sceso da 0,32 a 0,30,
vanno segnalati i ridotti valori di portanza pari a 0,08 sull'anteriore
(conservata intenzionalmente, dicono alla Porsche, per mettere il pilota
in condizione di rendersi conto dell'alta velocità e della minor
prontezza di risposta dello sterzo) e a 0,005 sul posteriore, che
naturalmente beneficia del lavoro dello spoiler posteriore a scomparsa.
Ma il miglioramento della penetrazione è stato ottenuto ricorrendo
anche ad una sorta di fondo piatto per il sottoscocca.
TELAIO: la struttura è realizzata con lamiere differenziate , ad alta
resistenza soltanto nelle zone che costituiscono la cellula abitacolo.
Complessivamente la casa dichiara un incremento del 45% per la rigidità
torsionale e del 50% per quella flessionale: il tutto nonostante il peso
della struttura sia leggermente diminuito. A corredo dei dispositivi di
sicurezza, figurano i due airbags frontali (con generatori di gas privi
di sostanze acide) e, a richiesta, quelli laterali. Da segnalare che
finalmente anche le cinture di sicurezza anteriori, dispongono di
regolazione in altezza dell'attacco sul montante.
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Pur conservando il
classico frazionamento dei cilindri (6 boxer), con interasse di 118 mm,
cambia radicalmente volto. Balza gli occhi il raffreddamento a liquido:
scelta obbligata (in funzione degli obblighi da rispettare per emissioni
e rumore) che peraltro offre anche dei risvolti positivi, visto che ha
consentito al glorioso boxer di passare alla distribuzione a 4 valvole
per cilindro. Ovviamente con due alberi a camme in testa per bancata,
comandati da una lunga serie di rinvii a doppia catena. In realtà il
motore cambia sin dalla struttura, riuscendo anche a limitare le sue
dimensioni: è più corto di 7 centimetri, e più basso di 12. Il
basamento è in lega, ma integra sedi dei supporti fuse in ghisa.
L'albero motore, che poggia su sette supporti e conta 12 contrappesi, è
realizzato in acciaio fucinato, al pari delle bielle. Queste ultime sono
monolitiche e vengono fratturate meccanicamente dopo marcatura al laser.
Stesso trattamento di fucinatura anche per i pistoni, in precedenza
realizzati in pressofusione. Al di là dell'incremento delle dimensioni,
inevitabile dovendovi ricavare i passaggi per il refrigerante, il
basamento propone un'inedita tecnica di fusione, con la parte centrale
delle camicie preformate in cristalli di silicio sinterizzato, che
successivamente vengono annegate nella fusione di lega in alluminio. Il
basamento ospita altresì il pozzetto di raccolta dell'olio, a
completamento di un circuito che la casa definisce "a carter secco
integrato". Per evitare problemi di centrifugazione, il pozzetto
ospita una camera con paratie "a inerzia": piccole pompe
meccaniche provvedono invece a garantire il ritorno del lubrificante
(che, essendo il motore orizzontale, ovviamente non avviene per gravità)
dalle testate. Quanto al circuito di raffreddamento, va segnalato che il
flusso del liquido avviene in modo omogeneo per tutta la larghezza del
motore: In altri termini, tutti i cilindri sono lambiti dall'acqua alla
medesima temperatura, senza che ( come avviene di norma) l'ultimo sia
raggiunto dal liquido pre-riscaldato dal passaggio accanto ai
precedenti. Alleggerito quanto possibile (con numerosi elementi in
alluminio e magnesio), lo sterzo si distingue per la posizione della
scatola guida, davanti all'asse delle ruote. La messa a punto del
comando ha portato ad un minor carico di azionamento, cui si accompagna
un miglioramento del diametro di volta, ridotto di oltre un metro. Al di
là del non trascurabile incremento della potenza specifica del
propulsore (ora a 88,6 cv/litro, tant'è che a fronte di una cilindrata
inferiore, la 911 è più potente della sua antenata 993) il boxer Porsche
presenta un'erogazione più regolare in tutti i campi di utilizzo. Una
dote, questa, cui contribuiscono la fasatura variabile e il collettore
di aspirazione a camere di risonanza. Il primo provvede a mantenere un
incrocio valvole favorevole alla coppia in un intervallo centrale di
regimi (da 1850 a 5820 giri); il secondo modifica il riempimento dei
cilindri, favorendo le doti di coppia tra 2700 e 5100 giri, per poi
passare ad una configurazione che esalta l'erogazione di potenza.
L'iniezione poggia su un'unica centralina, dotata di regolazione lambda
separata per le due bancate e di misurazione della portata d'aria con
debimetro a film caldo: controlla sei elettroiniettori che operano in
ciclo sequenziale. L'accessione a bobine singole, ha invece abbandonato
le due candele per cilindro in favore di una più semplice architettura
monoaccensione.
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Motore |
Posteriore,
longitudinale, 6 cilindri boxer raffreddamento a liquido. |
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Alesaggio
x corsa |
96
x 78 mm |
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Distribuzione |
Doppio
albero a camme in testa, 4 valvole per cilindro, variatore di fase
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Alimentazione |
Iniezione
elettronica sequenziale multipoint
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Acensione |
Elettronica
a bobine singole
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Cilindrata |
3.387
cc |
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Rapporto
di compressione |
11.3
: 1 |
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Potenza
massima |
300
Cv. (221 kW) @ 6.800 giri/min |
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Potenza
specifica |
88,6
Cv./litro |
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Coppia
massima |
35,5
kgm (350 Nm) @ 4.600 giri/min |
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Trasmissione |
Trazione
posteriore. Cambio manuale a 6 rapporti sincronizzati + RM (In
alternativa: cambio automatico Tiptronic S) |
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Sospensioni |
Anteriori:
Ruote indipendenti tipo McPherson con bracci trasversali e tiranti
longitudinali, molle elicoidali, ammortizzatori a gas bitubo.
Posteriori: bracci multipli, molle elicoidali, ammortizzatori
monotubo a gas (sistema LSA). |
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Freni |
Doppio
circuito idraulico con servofreno e ABS; freni a disco
autoventilanti anteriori (diametro 318 mm.) e posteriori (diametro
299 mm.) |
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Dimensioni |
Lunghezza
: 4.430 mm
Larghezza: 1.765 mm
Altezza: 1.305 mm
Passo: 2.350 mm
Carreggiata anteriore: 1455 mm
Carreggiata posteriore: 1500 mm |
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Ruote
e pneumatici |
Anteriori:
7 j x 17, 205/50 ZR 17 (optional: 7.5 j x 18, 225/40 ZR 18).
Posteriori: 9 j x 17, 255/40 ZR 17 (optional: 10 j x 18, 265/35 ZR
18). |
| Peso |
1395
kg |
| Capacità
serbatoio |
64
litri |
| Capacità
bagagliaio |
130
litri |
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Prestazioni
(dati dichiarati) |
Velocità
massima : 280 km/h (Tiptronic S: 275 Km/h)
Accelerazione 0-100 km/h : 5,2 sec. (Tiptronic S: 6,0 sec.)
Accelerazione 0-160 km/h: 11,5 sec. (Tiptronic S: 13 sec.)
Accelerazione 0-200 km/h : 18,3 sec. (Tiptronic S: -)
Accelerazione 0-1000 m. : 24,2 sec. (Tiptronic S : 25,3 sec.)
Ripresa 80-120 km/h: 7,1 sec. in V (Tiptronic S: 6.9 sec. in IV) |
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