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GASOLIO SUL FUOCO. LA FORD FOCUS ST TDCi HA UNO STILE CHE NON LE LASCIA SCAMPO (TI RICONOSCONO OVUNQUE) MA E’ LA DIRETTA CONSEGUENZA DI QUELLO CHE PULSA NEL VANO MOTORE: 4 CILINDRI TURBODIESEL DA 185 CV E 400 NM DI COPPIA MASSIMA. NON CI SONO PULSANTI PER MODIFICARE IL CARATTERE, PER TRASFORMARE LA SUA PERSONALITA’ SECONDO IL TUO BIORITMO. LEI E’ COSI’: PURA, GENUINA, SCORBUTICA, A TRATTI SELVAGGIA. E NON HA L’EDUCAZIONE DI NASCONDERLO! ABITACOLO BAROCCO MA OTTIMA POSIZIONE DI GUIDA. PREZZO INVITANTE.

Ci vuole, ogni tanto, qualcosa di diverso, che si stacchi dal gruppo anche… “senza uscirvi”. Ci vuole un’auto che desideri essere davvero differente e porsi come un punto di riferimento nel suo piccolo. Intendiamoci: la Focus ST non è la Focus RS. E non puoi certo avvicinarti a mostri sacri del calibro dell’Audi RS2. Eppure era evidentemente il caso – e nelle possibilità di Ford – di proporre una ST anche con motore a gasolio. Sicché presi uno per uno tutti i suoi elementi strutturali e calati nel rispettivo contesto, senza dubbio siamo di fronte a una Diesel sportiva da famiglia particolare, che merita la nostra attenzione.

STILE

L’estetica dell’ST è senza dubbio adeguata alla macchina: decisamente aggressiva e con un intenso desiderio di farsi notare. Il colore grigio titanio, quasi opaco, abbinato a ruote in lega verniciate in nero rappresentano la migliore combinazione cromatica possibile. E’ innanzitutto un’auto da famiglia ma intende esprimere con forza un carattere da kick-boxer, sia nelle prestazioni, sia nelle qualità dinamiche: osservandola attentamente si coglie come i designer Ford abbiano deciso di donarle soprattutto un’immagine muscolosa. Del resto, merita una netta distinzione dalle versioni più tranquille. Nel frontale cogli uno stile acerbo e l’esaltazione della forma appuntita del musetto, con la caratteristica calandra (forma esagonale, trama a nido d’ape, colore nero lucido) di chiara ispirazione Aston Martin e i sottili fari convergenti verso il centro della griglia. L’ulteriore elemento di aggressività si coglie nella parte inferiore dell’anteriore, definita da un vistoso elemento stilistico che corre per tutta la sua lunghezza, con uno stile “affilato” e sotto il quale prendono corpo un’altra presa d’aria centrale e due finti ingressi di flusso ai lati di forma tridimensionale. Sulla fiancata le profonde minigonne abbassano visivamente il corpo vettura e le grandi ruote da 18″ con razze sottili permettono ai dischi (anteriori da 320 mm) e alle pinze rosse di accentuare ancora di più l’estetica. La coda, alquanto anonima è esaltata dal grande spoiler in cima al lunotto e dal possente doppio scarico centrale, tocco inequivocabile della personalità dell’ST.

ABITACOLO

Gli interni della Focus sono tipicamente Ford: ti assale la preoccupazione che ci sia tanta plastica intorno e in effetti non c’è traccia di impiallacciature, modanature di carbonio o di alluminio e altri elementi che avrebbero sicuramente elevato la qualità. Le superfici hanno un che di elaborato oltre misura, uno stile barocco, quasi fosse necessario trovare una via d’uscita al conformismo. E così si finisce per rimpiangere quel certo “rigore” nello stile che vedi sull’Audi A4 o sulla Kia Optima.

Così la parte centrale della plancia, con un andamento insolitamente molto inclinato, appare molto prominente e lo schermo troppo “incassato”: i diffusori d’aria di forma verticale e con “rotellona” hanno un design decisamente anticonvenzionale ma rischiano di essere percepiti come strani piuttosto che originali. La plancetta del clima è “sprofondata” nella parte bassa, davanti al cambio, in una posizione che obbliga a distogliere lo sguardo durante la guida. In cima alla plancia, occhi al pilota, tre meravigliosi manometri (temperatura olio, pressione olio e pressione turbo) però piccoli e distanti, come se volessero solo timidamente farsi notare.

Di contro i sedili Recaro sono davvero ottimi e rendono l’atmosfera interna sportiva come un’ST esige: sedute rigide, ottimo contenimento laterale, molto ben sagomati, di gran lunga tra i migliori mai provati. Ti accomodi al posto guida e non ti muovi più. Così deve essere! Il volante è piccolo e con una buona impugnatura anche se un po’ troppo inclinato.

IMPRESSIONI DI GUIDA

La Ford Focus ST TDCi è una macchina, per certi aspetti, di sano e genuino sapore brittannico, terra di TVR, Caterham, Morgan, Noble, Radical e Lotus. Manca in lei il carattere sofisticato, complesso e articolato di una tedesca o di una francese con velleità sportive. Si presenta con un volto unico ed è quello di una station wagon da famiglia sportiva ma che non cerca con ansia di essere anche elegante, sobria o espressione di un valore nazionalista o altro ancora. Cinque posti, un grande baule, un grande motore e – conseguente – adeguata preparazione della meccanica. Non si adatta al tuo stile ma – ed è per questo che può conquistarti definitivamente – è alquanto sfrontata ed esige di essere studiata, interpretata e capita.

Del resto, in abitacolo mancano completamente controlli per modificare la taratura di motore, sterzo, sospensioni, suono. Una cristallina dimostrazione che la Focus ST è sportiva così come appare e non ha mezze misure.

All’avvio si sente il suono caldo e gutturale di un bel 2 litri. Stupisce che, pur essendo un Turbodiesel, abbia una tonalità addirittura piacevole, che non ti ispira “economicità” ma una convincente sensazione di sportività.

Nelle partenze e nelle marce basse è scorbutica e poco sfruttabile. In prima marcia, in particolare, è necessario essere particolarmente delicati con il gas poiché il turbo è letteralmente pronto a esplodere come una palla di cannone. Si deve, quindi, imparare a dosare con giudizio l’acceleratore e “inventarsi” uno stile di guida misurato visto che non ci sono “trucchi” che la trasformano in un oggetto trattabile.

Aumentando la velocità si acquisisce consapevolezza della meticolosa preparazione della meccanica: il motore turbo spinge con una grande forza ma ti convince continuamente che la Focus ST TDCi non è, banalmente, una station wagon con tanta potenza. L’assetto è confortevole ma, comunque, rigido: è stato configurato per ridurre in misura adeguata rollio e beccheggio e calmare gli scuotimenti del corpo vettura. Lo sterzo è preciso e complice nel restituirti un ottimo feeling con il terreno, con una buona  demoltiplicazione (ma si potrebbe sempre meglio per renderlo ancora più sportivo). Ho provato la Focus ST TDCi soprattutto sui misti veloci e il giudizio è positivo al 95%. Sui lunghi e ampi curvoni è stabile, appiccicata all’asfalto grazie alle larghe ruote da 18″ con pneumatici da 235/40. Le larghe gommature la rendono precisa sull’avantreno e leale nel mantenimento della traiettoria mentre lo sterzo si caratterizza per una certa – sacrosanta – durezza. La si può tranquillamente definire esplosiva nelle prime due marce ma, naturalmente, trattandosi di un motore turbodiesel, spiace che la forza del motore – 400 Nm a tra 2.000 e 2.750 giri – esaurisca anzitempo il suo mordente. Meglio allora sfruttarla soprattutto nelle marce alte – quinta e sesta – e godere della grande ripresa di cui è capace. La leva del cambio ha una buona manovrabilità però Ford avrebbe potuto darci qualcosa in più: una minore “gommosita” e un’escursione decisamente dimezzata.
La frenata mi strappa un giudizio positivo ma senza dubbio un set di dischi anteriori più grandi e baffati sarebbero stati ancora meglio. La Focus è infatti incisiva in decelerazione (anche nelle fasi più accentuate l’assetto rigido contiene gli scuotimenti del telaio, dunque la Focus rimane stabile e facile da gestire). E’ globalmente molto potente ma sulle “drastiche” decelerazioni manca la positiva sensazione di una vera morsa (come successe con la Seat Leon Cupra 280).

IN CONCLUSIONE

Stile “forte”, senza dubbio. Abitacolo barocco ma un’abitabilità esemplare, incassati nei Recaro come su un coupé di alto lignaggio. E la genuinità del suo carattere la rende assolutamente irresistibile. Il 4 cilindri ha una grande forza (e un sound convincente a dispetto della motorizzazione) e, anche nelle marce alte, quinta e sesta, una grande capacità di ripresa. La Casa dichiara 8″3 sullo 0-100 ma francamente sembra sia necessario molto meno. Costa 35.000 euro e potrebbero essere davvero ben spesi.


MOTORE 4 cilindri Turbodiesel
cilindrata  1.997 cc
Alimentazione Iniezione diretta Common-Rail, iniettori con 7 spruzzi, pressione di iniezione a 2.000 bar, turbocompressore Borg-Warner a geometria variabile.
Distribuzione Bialbero a camme in testa, 16 valvole
Potenza 185 Cv a 3.500 giri
Coppia 400 Nm tra 2.000 e 2.750 giri
CORPO VETTURA Telaio autoportante, carrozzeria in lamiera zincata
Sospensioni ant. McPherson
Sospensioni post.
Sterzo Cremagliera con servosterzo
Pneumatici 235/40 R18
Impianto freni 4 dischi (∅ ant/post 320/271 mm), ABS, EBD, ESP
TRASMISSIONE
Trazione Anteriore
Cambio meccanico, 6 marce + RM
DIMENSIONI E PESI
Dimensioni Lungh. 4.563 mm, largh. 1.823 mm, 1.486 mm, passo 2.648 mm
Volume baule 476 – 1.516 litri
Peso a secco 1.488 kg.
Serbatoio 60 litri
PRESTAZIONI
0-100 km/h 8″3
Velocità max. 217 km/h
Consumo (dichiarato) Urbano 5 l/100 km, extraurbano 3,8 l/100 km, misto 4,2 l/100 km
Emissioni 110 g/km Co2


  • Antifurto volumetrico
  • Cerchi da 18″
  • Cambio rivestito in pelle con controlli
  • Climatizzatore automatico bizona
  • Consolle centrale “Premium”
  • Fari Bi-Xenon con luci diurne a led
  • Sedili sportivi Recaro, con regolazione elettrica e rivestimento in pelle
  • Sedili anteriori riscaldabili
  • Tappetini in velluto
  • Active Green shutter,
  • Servosterzo elettrico
  • Start & Stop
  • Hill Launch Assist
  • Sensore controllo pressione pneumatici
  • Sensore crepuscolare, sensore pioggia
  • ABS, ESP, Emergency Brake Assist
  • ST Pack 2 (400 €): cerchi in lega da 18″ Rock grey, soglie battitacco illuminate, oinze freno di colore rosso
  • Door Edge Protector (250 €)
  • Rear View Camera (250 €)
  • Sync 3 con Touch Navigation (1100 €)


Percorrenza complessiva: 435 chilometri

Consumo medio complessivo: 7,7 l/100 km


2017© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.