1951 Lambretta Record Racer

IL PROIETTILE ROSSO. DOPO L’EXPLOIT SULLA “FETTUCCIA DI TERRACINA” E L’AUTODROME DE LINAS-MONTLHERY, NEL 1951 LA LAMBRETTA “SILURO”, SULL’AUTOSTRADA TRA MONACO DI BAVIERA E INGOLSTADT, BATTE’ IL RECORD SUL CHILOMETRO LANCIATO SUPERANDO I 200 KM/H.

La Lambretta “siluro” da record (alta 115 cm, larga 65 cm e lunga 235 cm) è una motocicletta interamente carenata dal peso a vuoto intorno agli 82 chili.

Ideata da Pierluigi Torre, ingegnere e progettista italiano della Innocenti Lambretta, ha una carenatura di colore rosso che ricorda nelle linee la fusoliera di un aereo.

Mostra una finestra frontale in plexiglass per la visibilità e termina in coda con un’estesa pinna caudale.

Nella parte anteriore, ai lati della ruota, sono sistemate due prese d’aria mentre l’abitacolo è accessibile da un’apertura sul lato superiore richiudibile grazie a un pannello da applicare per la corsa.

La guida della “Lambretta dei record” avviene distendendosi completamente all’interno dell’abitacolo verso la ruota anteriore.

UN PO’ DI STORIA

In ambito motociclistico, la ricerca di record internazionali di durata e di velocità è sempre stato un importante strumento pubblicitario attraverso il quale le case costruttrici potevano mostrare le prestazioni delle proprie moto.

Al termine della Seconda Guerra Mondiale, la grande diffusione di scooter servì da incentivo affinché questi veicoli si confrontassero nella sfida ai record mondiali.

Tra il 1949 e il 1951, per la categoria fino a 125 cc, si fronteggiarono Vespa e Lambretta fino a che, l’8 agosto 1951, sull’autostrada tra Monaco di Baviera e Ingolstadt, la Lambretta, il siluro rosso, pilotata da Romolo Ferri, raggiunse sul chilometro lanciato i 201 km/h conquistando il record di velocità.

Le prove per il record con il prototipo definitivo furono effettuate di mattino molto presto sull’autostrada Bergamo-Brescia in un tratto vicino ad Ospitaletto.

Giulio Alfieri, allora giovane ingegnere alla Innocenti poi progettista Maserati, raccontava che: “… Ancora una settimana prima del record si lavorava a pieno ritmo in sala prova senza che i cavalli saltassero fuori. Con i meccanici Cassola e Giuliani abbiamo smontato ancora una volta testa e cilindro e abbiamo fatto una modifica ai travasi e siamo finalmente saliti dai 16 CV a 18- 18,5. Alla mattina Torre era commosso: il record si avvicinava“.

A questo successo, seguirono altri 6 record mondiali dimostrando il livello tecnico raggiunto dal centro sperimentale Innocenti dopo solo 4 anni dall’ingresso nel settore motoristico.

Purtroppo, la maggior parte della documentazione cartacea relativa agli studi, ai disegni, agli appunti riguardanti la nascita e le varie evoluzioni della Lambretta, è andata perduta.

Nel 1972 infatti, quando il marchio e la sezione scooter dell’azienda furono ceduti alla S.I.L. (Scooters of India Limited), tutto l’archivio venne portato in un magazzino che, in seguito, subì un disastroso allagamento.