Jaguar XJ220 1990: in vendita il Prototipo n.2

VOLI PINDARICI. LA MERAVIGLIOSA XJ 220, TESTIMONE DI UN PERIODO IN CUI MOLTI POTEVANO ANCORA PERMETTERSI GLI ERRORI MADORNALI DI VENDERE IN PERDITA (LEI STESSA O PORSCHE, AD ESEMPIO, CON LA 959).

E’ in vendita il prezioso (dal punto di vista collezionistico e storico) prototipo numero 2 (di 5 costruiti) della Jaguar XJ 220, una delle più estreme e sconcertanti supercar di sempre, certamente la più significativa nella storia Jaguar (quasi 5 metri di lunghezza, 542 Cv, 281 esemplari prodotti).

Rispetto a un esemplare di serie, il prototipo 02 era più corto di 18 cm e più stretto di 15, con un peso inferiore di 180 kg. Era inoltre equipaggiata con un motore V6 Heidegger biturbo, molto simile ai propulsori delle Jaguar XJR-11 schierate nel Gruppo C dalla TWR (Tom Walkinshaw Racing).

Questo esemplare, in particolare, riveste una notevole importanza. Completata il 7 settembre 1990 e spesso guidata dal pilota Andy Wallace, è “responsabile” di due importanti risultati nell’ambito dello sviluppo del progetto: durante il mese di settembre ha raggiunto 186 miglia orarie (299,3 km/h) sul circuito di Bruntingthorpe. Il mese successivo ha portato a termine una prova di durata di 24 ore sul tracciato di prova di Millbrook.

Secondo i commenti del manager Kelvin Nevitt, in forze alla Jaguar nel periodo e al progetto XJ220, il prototipo 02 ebbe un ruolo fondamentale nelle prove di durata ad alta velocità, robustezza della trasmissione, stabilità e test delle gomme Bridgestone.

Fu poi presente, l’anno dopo nel mese di settembre, al circuito del Nurburgring, dove il prototipo 05 fece segnare lo straordinario tempo di 7″46, imbattuto fino al 2000.

L’XJ220 Prototipo 02 ha subito, nel corso della sua vita, tre aggiornamenti e il cambio di colorazione dal grigio Argento al rosso. Inoltre fu personalmente “ispezionata” dalla Principessa Diana il giorno della sua visita ufficiale all’apertura del nuovo stabilimento JaguarSport a Bloxham, nel 1992.

COMPRATA E MAI UTILIZZATA

All’indomani del lusinghiero risultato portato a termine alla 24 Ore di Le Mans del 1993 (una Jaguar XJ220C conquistò la vittoria di classe in categoria GT), Allen Lloyd, Richard Hassan e Tom Priestnall formarono la scuderia LHP Racing per competere nel campionato BPR (antesignano dell’odierno FIA GT), nel BRDC GT e nella 24 Ore di Le Mans 1995.

Fu trattato con la Jaguar l’acquisto di due esemplari dell’JX220 da trasformare in modello da corsa: il prototipo 02 e un’altra vettura molto vicina alle specifiche di serie, danneggiata durante un’esibizione a Goodwood.

Purtroppo le ottimistiche premesse nelle operazioni di ricerca degli sponsor si tradussero in ben magri risultati e il progetto della LHP Racing fu interrotto.

Uno degli ex soci, Tom Priestnall, vendette il Prototipo 02 all’americano Anthony Parkinson ma senza informare Richard Hassan. Ne nacque una lunga battaglia legale durata dal 1999 al 2005.

METICOLOSO RESTAURO

Nel 2007 l’XJ220 Prototipo 02 fu ceduta all’attuale proprietario, che svolse un lungo e costoso lavoro di restauro. La affidò alle cure della  J.D. Classics. Con 761 ore di lavoro complessive e un investimento di 70.000 sterline (oltre 81.000 euro) la vettura è rinata. Con l’assistenza di Jaguar Daimler Heritage Trust, inoltre, è stata regolarmente immatricolata con targa stradale.

Un importante pezzo di storia Jaguar, insomma, il “più antico” dei prototipi sopravvissuti: l’XJ220 Prototipo 01, infatti, fu distrutta durante un test. I suoi resti furono riutilizzati per creare la Ford GT 90 Concept.