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COME UN FUMETTO SENZA LIETO FINE. LA VOLPE, L’ANTESIGNANA DELLE “BUBBLE CARS”, ERA UNA VETTURETTA A 2 POSTI FABBRICATA DALL’ALCA (ANONIMA LOMBARDA CABOTAGGIO AEREO). FU PRESENTATA A ROMA IL 30 MARZO 1947 ANTICIPANDO DI UN DECENNIO LE MICROCAR CHE AVREBBERO CONQUISTATO GLI AUTOMOBILISTI EUROPEI.

Mentre il Garelli Mosquito motorizzava le biciclette e la Piaggio presentava nel 1946 la mitica Vespa, l’Anonima Lombarda Cabotaggio Aereo (ALCA) presentava la micro vettura Alca Volpe.

In occasione di una presentazione fatta in un teatro romano il 30 marzo 1947 con la partecipazione dell’allora famosa compagnia del comico Erminio Macario, l’Alca Volpe venne pubblicizzata come la scelta ideale per la mobilità del dopoguerra.

Era una curiosa piccola automobile; semplice, maneggevole e robusta ma, soprattutto, meno costosa della Fiat “Topolino”, in pole position nelle vendite dell’epoca della casa automobilistica torinese.

Era lunga 2 metri e mezzo, larga e alta poco più di un metro a capote chiusa e dal peso di 135 chilogrammi.

La carrozzeria portante, dalla linea tondeggiante, era in lamiera d’acciaio, l’alto parabrezza era in resina sintetica mentre la capote apribile era in tessuto con archetti snodati.

La particolarità del design faceva sì che ogni persona a bordo ricordasse più un bimbo sulla sua macchinina a pedali che un guidatore adulto sulla sua auto.

La mini vettura scoperta a due posti era mossa da un motore bicilindrico a 2 tempi di 124 cc (si pensa sia stato sviluppato dall’ing. Gioachino Colombo, conosciuto per i primi motori Ferrari) e 6 Cv a 5.000 giri, montato in posizione posteriore che l’avrebbe spinta fino a 75 km/h.

Il minuscolo due tempi era alimentato a miscela e raffreddato ad aria, il cambio era un 4 marce (+ retro) privo di frizione con leva al volante e preselettore. Le sospensioni erano a balestra con quella anteriore trasversale e due mezze balestre longitudinali dietro assistite da ammortizzatori telescopici.

La Volpe montava minuscole ruote 4.00 J x 8 pollici. Altri dati dichiarano una pendenza massima superabile del 25% e di uno spazio d’arresto a 60 Km/h in meno di 7 metri.

L’OMBRA DELLA TRUFFA

Purtroppo, la tanta creatività e voglia di innovare è stata “sporcata” dall’accusa di bancarotta fraudolenta che piombò sull’Alca nel 1948; la società non consegnò le vetture ai clienti che avevano già pagato impossessandosi indebitamente di 300 milioni di lire; una cifra che oggi ammonterebbe a circa 5 milioni e mezzo di euro.

La truffa coinvolse anche la ditta spagnola Gemicar Internacional Auto S. L. di Madrid che, nel 1947, decise di costruire una versione della vetturetta (Hispano Volpe) per il mercato interno, per il Portogallo, il Marocco, l’America latina e le allora colonie spagnole. Nessuno stabilimento madrileno ha mai sfornato alcuna Hispano Volpe.

LA MILLE MIGLIA MANCATA

Alla prima Mille Miglia del dopoguerra, quella del 1947, furono iscritte 5 Alca Volpe, 3 delle quali allestite in una versione turbo compressa, senza capote e dotate di coda aerodinamica arrotondata con poggiatesta integrato.

Peccato fu che le vetture non si presentarono mai alla partenza.

L’AMARO IN BOCCA

La Volpe fu prodotta in meno di 10 esemplari, molti dei quali probabilmente privi di un motore funzionante. I pochissimi modelli sopravvissuti si trovano oggi in musei e collezioni private.

La cosa che più dispiace è che la Volpe avesse in qualche modo anticipato la moda e il successo di microcar come la Kleinschnittger F125, la Iso Isetta, la Messerchmitt Kabinenroller (Mival in Italia), la Brütsch Mopetta e la Glas Goggomobil.

  • davide

    purtroppo quest’esperienza industriale italiana non è mai decollata abbiamo perso, un’altra volta, una bellissima opportunità però c’è da dire che quest’auto è bellissima ha una linea incredibile beato chi la possiede