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INSALATA BELGA. LA FERRARI 166MM TELAIO 0300M NASCE NEL ’53 CON UNA STREPITOSA CARROZZERIA COUPE’ ESEGUITA DA VIGNALE. IL PROPRIETARIO LA SPREME COME UN LIMONE E UN ANNO DOPO LA FA RICCARROZZARE IN BELGIO DA OBLIN. SOPRAVVISSUTA FINO A OGGI IN QUESTA NUOVA ED ELEGANTE LIVREA SPORTIVA, SARA’ IN VENDITA TRA POCHI GIORNI A PARIGI.

Enzo Ferrari, dopo aver monopolizzato le corse negli Anni 30 con le Alfa Romeo ufficiali schierate dalla sua Scuderia Ferrari, già nel 1940 era diventato costruttore ma, per un preciso divieto, non con il suo nome. Aveva creato l’Auto Avio Costruzioni e creato la barchetta 815 motorizzata con un 8 cilindri di 1.500 cc e una leggera carrozzeria elaborata da Touring di Milano.

Dopo la guerra, finalmente, il Drake fu libero di utilizzare il proprio nome sulla prima vettura con il marchio del cavallino Rampante. La 125 S 12 cilindri, debuttò ufficialmente al Circuito di Piacenza dell’11 maggio 1947.

il progettista di quel motore era stato Gioacchino Colombo, il quale progettò, su quella base, una serie di aggiornamenti successivi. Mentre non è confermato al 100% che lo stesso motore della prima Ferrari, il telaio 01C che oggi non esiste più, sia stato aggiornato in Tipo 159, nel 1948 Gioacchino Colombo aveva già portato la cilindrata da 1,5 a 2 litri.

IMBATTIBILE

Era nata la Ferrari 166, prodotta in numerosi esemplari carrozzati da un esercito di battilastra tra i più famosi dell’epoca (Pininfarina, Zagato, Touring,  Vignale, Motto, Sala…).

La Ferrari 166 si dimostrò subito l’auto da battere. Clemente Biondetti vinse la Mille Miglia nel 1948 (con la 166 S Coupé Allemano 003S) e nel 1949 (con la 166 MM spider barchetta Touring 008M), Luigi Chinetti la 24 Ore di Le Mans del ’49.

Complessivamente, fino al 1953 furono costruiti, secondo le fonti, 46 esemplari, suddivisi tra prima e seconda serie.

IL TELAIO 0300M

L’1 aprile 1953 il telaio 0300M, completo di meccanica, partì per Torino per ricevere una carrozzeria coupé da Vignale (secondo le fonti l’atelier torinese carrozzò i telai 072E, 062M, 0262M, 0266M, 0278M, 0290M, 0314M, 0328M, 0342M).

Il mese seguente, completata, fu spedita in Belgio presso l’importatore nazionale, la Garage Francorchamps, e venduta al suo primo acquirente, Jacques Herzet. Questi la schierò in gara con successo in numerose competizioni: la Coupes de Spa-Francorchamps, la Liège – Rome – Liège e il Tour de France Automobile. Alla fine dell’anno fu spedita in Sud America dove, sempre nelle mani di Herzet, iniziò una nuova carriera agonistica, soprattutto in Brasile.

Nel 1954 la 0300M tornò in Belgio, probabilmente in pessime condizioni visto l’uso intenso a cui era stata sottoposta. Herzet si rivolse al carrozziere Martial Oblin, già autore di affascinanti interpretazioni sul tema delle sportive europee (Talbot Lago o Jaguar XK), per rivestirla con una nuova carrozzeria, questa volta in forma di uno spider due posti ancora più leggero e veloce.

La nuova 166 corse ancora nel ’54, ’55 e ’56 con molto successo in molte parti d’Europa (ed esposta nello stand Oblin al salone di Bruxelles del ’55) raccogliendo un palmares invidiabile. Alla fine del ’56 fu venduta al belga Jan De Dobbeleer e, dieci anni dopo, all’americano Ed Bond. Da quest’ultimo a Robert Selz in Florida, che la acquistò nel 1977 e l’ha tenuta per 35 anni. Nel 2012, infine, è stata sottoposta a un rigoroso restauro totale del costo di 400.000 dollari.

[Photo credit: Dan Savinelli; BW photos: Marcel Massini]

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.