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UN TIPICO CASO… MADE IN ITALY. LA GUARDIA DI FINANZA SEQUESTRA 46 MILIONI DI EURO. LA GRIFFE HA SOTTRATTO AL FISCO 3 MILIARDI DI RICAVI.

Dopo il caso Marzotto (il 5 novembre 2012 la Gdf  eseguì un decreto di sequestro preventivo al Gruppo Marzotto di beni immobili, terreni e partecipazioni societarie per un valore di 50 milioni di euro per evasione e fondi off shore), un altro grande nome del lusso cede al richiamo del “vogliamo tenerci tutto per noi”.

Risultano ora indagati Paolo e Nicola Bulgari (azionisti e soci storici dell’azienda), Francesco Trapani e Maurizio Valentini, rispettivamente ex ed attuale rappresentante legale della capogruppo italiana con l’accusa di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici per aver sottratto all’erario, dal 2006 in poi, circa 3 miliardi di euro di ricavi attraverso l’interposizione di società con sede in Olanda e Irlanda create al solo scopo di sfuggire all’imposizione fiscale in Italia.

La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Roma ha effettuato un maxi sequestro da 46 milioni di euro tra beni immobili disponibilità finanziarie nei confronti dei vertici del Gruppo Bulgari.

Da sottolineare che l’indagine chiama in causa i vertici della holding del lusso oggi di proprietà francese per fatti accaduti anche prima del passaggio di mano.

Era infatti il 7 marzo 2011 quando il marchio Bulgari,  uno dei simboli del lusso italiano, cambiò bandiera passando nelle mani del colosso della moda oltralpe LVMH, che acquisì la partecipazione della famiglia Bulgari pari al 50,45%.