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BICCHIERE MEZZO PIENO O MEZZO VUOTO? SARANNO DELUSI GLI ALFISTI, IN PARTICOLARI QUELLI CHE ATTENDEVANO CON ANSIA IL RITORNO DELL’ALFA ROMEO DUETTO. IN COMPENSO ESULTERANNO DI GIOIA GLI ABARTHISTI. LA NUOVA COLLABORAZIONE FIAT GROUP – MAZDA PORTERA’ ALLA NASCITA (O ALLA RINASCITA) DELL’ABARTH 124 SULLA MECCANICA MX5.

Tramonta il sogno di rivedere l’Alfa Romeo Duetto. Secondo indiscrezioni che 0-100.it ha potuto raccogliere al Salone dell’Auto di Ginevra, le mosse future del Gruppo FIAT vanno in una direzione diversa rispetto a quanto dichiarato a suo tempo dallo stesso Marchionne.

L’accordo Fiat/Chrysler Automobiles  – Mazda, infatti, porterà alla nascita di una piattaforma meccanica condivisa e sulla quale, “lato FCA” non è previsto di produrre l’annunciato modello spider due posti dell’Alfa Romeo. L’attenzione, invece, si è spostata sul revival di una delle Fiat-Abarth più famose della storia sportiva del marchio dello Scorpione.

Alludiamo alla Fiat-Abarth 124 Rally, a sua volta la versione “tuning ufficiale” della Fiat 124 Sport (disegnata dal designer Tom Tjaarda e prodotta, con restyling successivi, dal 1966 fino al 1985).

GLI AMERICANI NON GRADIREBBERO

La ragione del cambiamento potrebbe essere “nascosta” nella frase sibillina pronunciata recentemente da Marchionne: “le Alfa Romeo nasceranno tutte in Italia!“. Effettivamente, se l’ambizione del manager italocanadese è di riportare le Alfa Romeo in America, significa che una vettura Alfa (la Duetto) prodotta in Giappone potrebbe non essere apprezzata dal pubblico americano, storicamente molto affezionato al made in Italy.

LA FIAT-ABARTH 124 RALLY: UN PO’ DI STORIA

Presentata al Salone di Torino del 1972, la Fiat-Abarth 124 Rally stradale era motorizzata con un 4 cilindri di 1.756 cc alimentato con due carburatori Weber doppio corpo 44 IDF. Il motore era costituito dal blocco in ghisa testa in lega leggera con sedi valvole separate, albero motore su 5 supporti.

La potenza massima dichiarata era di 128 cavalli. La trasmissione consisteva in un cambio a 5 rapporti tutti sincronizzati, frizione monodisco a secco, trazione posteriore.

La carrozzeria, tipo Spider autoportante, era due posti con tetto rigido in vetroresina, completo di lunotto in perspex e rollbar. Per guadagnare ulteriore peso i cofani erano realizzati in resina, le porte in alluminio. Solo tre le colorazioni dispoibili: Rosso vivo, Azzurro chiaro e Bianco.

Secondo il costruttore, con un peso dichiarato (in ordine di marcia) di 905 kg, poteva superare 190 km/h di velocità massima.

LE CORSE

La sua versione da corsa debuttò in gara al Rally di Montecarlo del’ 73, gara d’apertura del Mondiale. Le vetture della squadra ufficiale, colore rosso con fascia bianca, non ottengono grandi risultati per tutto l’anno, ad esclusione di una vittoria al rally di Polonia.

Nel settembre ’73 il motore fu aggiornato a 1.839 cc e 180 Cv di potenza. Corse al Rally di San Martino di Castrozza e si classificò al secondo posto. Nel mese di ottobre, due vetture con motore aggiornato a 1.950 cc e 200 Cv furono iscritte al Giro d’Italia ma furono costrette al ritiro.

1974: la 124 Rally fu aggiornata con radiatore olio maggiorato e doppi ammortizzatori anteriori e posteriori (a fine stagione anche con testata 16 valvole e iniezione Kugelfisher per 210 Cv). Cambiò anche la livrea adottando il rosso aragosta opaco con codolini e strisce gialle. Vinse il rally di Portogallo e il Rally di San Martino di Castrozza. A fine stagione il risultato fu ottimo: vittoria nel campionato nazionale Rally e secondo posto nel Internazionale.

1975: secondo, terzo e quarto posto a Montecarlo, vittoria al Rally Tap del Portogallo, Rally delle Alpi Orientali, al 10000 Trabucchi, al rally di Polonia e al rally di Jugoslavia. Questi successi e altri numerosi piazzamenti portano il titolo nel Campionato Europeo e Campionato Italiano oltre al secondo posto nel Mondiale Costruttori.

Nel 1976 la carriera agonistica ufficiale della 124 Rally si concluse al rally di Montecarlo: con i colori blu e giallo dello sponsor Olio Fiat tre equipaggi con la vettura aggiornata a 215 cavalli ottengono 6°, 7°e 15° posto assoluti.

Dopo di lei, la altrettanto forte Fiat 131 Abarth.

 

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.