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ITALIAN LUXURY: SIAMO LENTI A IMPARARE LA “LINGUA DEL CINQUETTIO”. PER L’UPGRADE NOSTRANO DOVREMO ASPETTARE L’ARRIVO DELLA PRIMAVERA? PURTROPPO, IL LUSSO MADE IN ITALY E’ ANCORA LONTANO “CHILOMETRI E CHILOMETRI DI TWEET” DAI COLLEGHI E COMPETITOR UK.

Dopo Facebook, ora è la volta del social media Twitter ma le grandi griffe italiane faticano tuttora ad adeguarsi.

Si sa che il modo di comunicare è cambiato e tutti, proprio tutti, dovrebbero “aggiornarsi” e stare, come si suol dire, al passo con i tempi.

I seguaci, tutti o quasi potenziali clienti, sono tanti e utilizzano l’”idioma social” che si caratterizza per il suo essere veloce, diretto e, spesso pungente.

Come ha di recente dichiarato Carlo Capasa, amministratore delegato di Costume National (11.100 seguaci), :”…il web è la prima finestra per i nostri prodotti. Infatti, quando organizziamo le sfilate, guardiamo come rende l’abito sullo schermo prima ancora di verificare come si vede dal parterre”.

Secondo i dati di Pambianco, che ha analizzato gli account Twitter delle principali griffe italiane (le prime 10 per fatturato dichiarato), il brand italianopiù al passo con i tempi dei 140 caratteri” è Dolce & Gabbana (1 milione e 950mila follower).

Un numero di tutto rispetto se confrontato con i colleghi italiani ma abbastanza “misero” se confrontato con il brand inglese Burberry che vanta ben 2 milioni e 650 mila follower.

D&G è seguito in classifica da Giorgio Armani (1 milione e 22 mila), Salvatore Ferragamo (119.000), Ermenegildo Zegna (92.200), Prada (54.880), Diesel (37.500) e Calzedonia (16.700).

I “fanalini di coda” sono Max Mara con 3.644 follower e Geox con appena 119 seguaci mentre Tod’s non risulta possedere neanche un profilo attivo.

Come ha spiegato Katie Stanton, responsabile dello sviluppo del mercato internazionale di Twitter, è importante far sentire i propri follower degli interlocutori privilegiati. In che modo?

Per esempio, condividendo online contenuti esclusivi, trasmettendo in tempo reale via streaming gli eventi più importanti del marchio come, per esempio, le sfilate e studiando partnership con canali televisivi lanciando campagne e spot con relativo # hashtag, la parola chiave che determina il tema della conversazione.