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La sesta edizione della Le Mans Classic ha radunato sul circuito della Sarthe 109.000 spettatori e 450 auto partecipanti. Ma a questo già straordinario risultato vanno aggiunte 8.000 auto, 170 club e 80 marchi rappresentati nell’area dedicata ai raduni.

Un evento fuori dal normale

A meno che non sia il Festival of Speed di Goodwood, difficile assistere in qualsiasi altro angolo del mondo alla più straordinaria adunanza di auto da corsa dagli Anni 20 alla fine degli anni 70, ivi inclusi una serie di raduni dei marchi più famosi e che sarebbe onestamente complicato vedere COSI’ rappresentati: AC, Viper, GT40 replica, Cobra replica, Marcos, Morgan, Ferrari, TVR, Lamborghini, Panhard, Lotus. E poi Iso Rivolta e il Riley Register.

6 batterie, 24 ore di gara

Non si partecipa tutti insieme: una Porsche 917K del ’71 difficilmente potrebbe avere difficoltà a stare sulla scia di una Bugatti 35. La corsa si snoda in una “raffica” di piccole gare della durata di pochi giri, che si alternano tra loro per tutta la notte fino a coprire un giorno di corsa lungo lo storico della circuito della gara.

6 plateau (“batterie”) suddivise per epoche di costruzione (1929-39,  1949-56, 1957-61, 1962-65, 1966-71, 1972-79) per parificare il livello di competitività si danno battaglia con la sterza forza impetuosa dell’epoca in cui gareggiavano “per davvero”.

Auto perfette, in condizioni perfette, restaurate a puntino, certamente in condizioni ancora migliori di quando erano “nuove” grazie al progresso tecnologico che oggi permette di sfruttare la qualità di materiali nettamente migliori. E anche qualche piccolo aiuto in più (centraline per evitare il fuorigiri, gomme con mescole migliori, qualche barra antirollio più grande rispetto all’originale…).

Fanno sul serio!

Il risultato è che lungo lo storico circuito della Sarthe, pioggia o sole, le 450 auto da corsa che hanno fatto la “vera” 24 Ore di Le Mans correvano come fulmini esprimendo fino all’ultimo le poderose caratteristiche della loro meccanica. Difficile vedere altrimenti le Ferrari 512, le Porsche 934, le Ford GT40, le Cobra 427, le Lola T70, le Ferrari 512 BB Le Mans (o 512 BBB), le BMW M1 Procar e 3.0 CSL, le Maserati 300S, le Alfa Romeo 8C 2.3: sempre al limite della tenuta in curva, sempre con l’ago del contagiri vicino al rosso, come “possedute” dagli spiriti che aleggiano su questi boschi.

Entrano nei motori, nei cuori dei piloti, si impossessano di loro e li spingono al massimo in cerca della vittoria anche se è “solo” una rievocazione.

Ivincitori delle batterie

Plateau 1:  Talbot Lago
Plateau 2: Jaguar Type D
Plateau 3: Lotus 15
Plateau 4: Ford GT40
Plateau 5: Lola T70 MKIII
Plateau 6: Gulf Mirage

[Fonte: BeSpoke Magazine]

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.