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RITORNA L’ALPINE (MA NON E’ L’ALPINE!). IL BRAND AMERICANO WILLYS, FAMOSO PER LE JEEP DELL’ESERCITO AMERICANO, E LA STORICA CARROZZERIA TORINESE VIOTTI (ATTIVA DAL 1921 AL ’64) RESUSCITANO INSIEME NELLE FORME DI UNA BERLINETTA SU BASE PORSCHE CAYMAN E MOTORE SUPER-POTENZIATO DA UN NON MEGLIO IDENTIFICATO MARCHIO DI TUNING. LA COUPE’, ISPIRATA ALLA WYLLIS INTERLAGOS DEGLI ANNI 60 (VERSIONE BRASILIANA DELLA ALPINE A 108) SARA’ PRODOTTA IN 110 ESEMPLARI A 380.000 EURO DI PREZZO. 0-100 IN 2,7 SECONDI

Al Motorshow 2014 a Bologna storici nomi dell’automobilismo resuscitano nello stesso istante.  il redivivo marchio Willys (uno dei più importanti marchi automobilistici americani del primissimo ‘900, per qualche anno secondo solo a Ford e noto, soprattutto, per la produzione dei fuoristrada in uso all’Esercito Americano durante la Seconda Guerra Mondiale) e la rediviva Carrozzeria Viotti di Torino presentano la Willys AW380 Berlinetta, una nuova coupé sportiva ispirata alla Willys Interlagos del 1964, la versione brasiliana della Alpine A108.

Nel progetto di questa nuova berlinetta sono coinvolti altri due nomi del settore: Maggiora (il famoso marchio di carrozzeria torinese ufficialmente fallito nel 2003) e Fast Design, azienda specializzata nel campo del Transportation, Industrial Design e Prototipazione.

MECCANICA PORSCHE BOXSTER / CAYMAN

Il designer Emanuele Bomboi ha dato un nuovo volto ai volumi affusolati della Willys Interlagos modellando, probabilmente, le proporzioni della Porsche Boxster / Cayman. Lo studio delle forme in chiave neoclassica evidenzia una stretta parentela con la sportiva Renault Alpine, con il musetto incurvato verso il basso e l’unico volume posteriore ottenuto raccordando il tetto e la coda. La carrozzeria della AW380 Viotti è interamente in fibra di carbonio.

Il motore, non più posteriore “fuori bordo” come sulla berlinetta franco-brasiliana ma convenientemente spostato al centro, è stato oggetto di una profonda rivisitazione. Il boxer 6 cilindri da 3,8 litri, infatti, eroga 610 Cv a 6.750 giri e 830 Nm di coppia massima a 4.500 giri. La trazione posteriore è gestita da una trasmissione semiautomatica a 6 rapporti.

La meccanica prevede sospensioni anteriori McPherson e posteriori multilink, impianto freni PCCB (Porsche Ceramic Composite Brake) con dischi in carboceramica da 380 mm di diametro all’anteriore e 350 al posteriore, ruote anteriori da 19″ e posteriori da 20″ con pneumatici, rispettivamente da 265/35 R19 e 345/30 R 20.

La Willys AW380 Berlineta by Carrozzeria Viotti è lunga 4.433 mm, larga 1.940, alta 1.228 e con un passo di 2.418 mm.

PRESTAZIONI E PREZZI

Accreditata di un peso di 1.350 kg, brucia lo 0-100 in 2″7 e tocca 340 km/h. Secondo il costruttore il consumo medio dichiarato è di 18,9 l/100 km in città e 9,2 l/100 km nel ciclo extra urbano.

La produzione, che inizierà a gennaio 2015, si articolerà in 110 esemplari al prezzo di 380.000 euro.

LA CARROZZERIA VIOTTI

Fondata a Torino nel 1921 da Vittorio Viotti e Tolfo, la Viotti & Tolfo si specializzò nella produzione di fuoriserie di lusso. Verso la fine degli Anni 20 modificò la denominazione in Società Anonima Carrozzeria Viotti e intraprese una fruttuosa collaborazione con i marchi automobilistici più noti di allora (soprattutto Fiat, Lancia e Alfa Romeo), per la realizzazione di versioni speciali per i grandi costruttori, che affidarono al marchio “in outsourcing” la produzione di cabriolet o spider. Sono di quest’epoca le Fiat 508 C, le “Balilla Viotti”, le Lancia Artena, le Alfa 6C 1750, le Fiat 509, 514, 521, 525, 527 e 1500 Cabriolet.

Non mancarono vetture in esemplare unico commissionate da una clientela speciale e altolocata, desiderosa di esclusività e personalizzazione spinta (come ad esempio la monumentale Alfa Romeo 8C 2300 Coupé Viotti del 1934). Nel ’37, su questo filone Viotti produsse una carrozzeria “record” per una meccanica Maserati 4CM, guidata da Giuseppe Furmanik alla conquista del primato di velocità per vetture 1.500.

Distrutto durante la guerra, lo stabilimento Viotti fu ricostruito e l’attività riprese con un approccio orientato alla produzione più “razionale”. E’ di quest’epoca, infatti, l’invenzione del concetto di carrozzeria giardinetta, automobile multispazio allestita su meccaniche Fiat 1100 e Lancia Aprilia. La formula ebbe molto successo, confermato da alcune realizzazioni per vetture di livello più esclusivo come l’Alfa Romeo 6C 2500 o la Lancia Aurelia B51. A questo si aggiungono importanti commissioni da parte dei costruttori come la realizzazione, nel 1951, dei primi 100 esemplari della Lancia Aurelia B20.

Scomparso Vittorio Viotti (1956), il timone dell’azienda fu preso dal cugino Francesco, che continuò l’attività spaziando dalle Giardinette ai coupé, dalle fuoriserie alle realizzazioni d’Atelier. L’attività della Carrozzeria Viotti si concluse definitivamente nel 1964.