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MONDO VINTAGE: E’ SOLO UNA MODA? SEMPRE PIU’ SPESSO CI SI STA CHIEDENDO SE SIA IL CASO ORIENTARSI VERSO L’ACQUISTO DI OROLOGI VINTAGE PIUTTOSTO CHE DI MODERNI. LA REGOLA GENERALE, PER NON IMBATTERSI IN ACQUISTI SBAGLIATI, RESTA SEMPRE IL DOCUMENTARSI PRIMA.

Per meglio districarsi nell’affascinante mondo degli orologi vintage cercando di arginare il rischio di incorrere in fregature “grossolane” (da tenere pur sempre in considerazione in caso di acquisti “fai da te” senza quindi il supporto di esperti), 0-100.it ha intervistato Giovanni Varesi, direttore di Antiquorum Auctioneer Italia e watch expert.

Capita non di rado di imbattersi in orologi che, più che vintage, sarebbero da definire più correttamente degli orologi “vecchi”. Cosa rende un orologio vintage?

Un orologio con parti originali e altre no, per esempio un orologio con movimento originale e quadrante ristampato, può essere considerato un orologio “datato” ma non vintage. Di fatto, un orologio di non particolare valore collezionistico. Non sto dicendo che non valga nulla, esistono orologi talmente rari da essere meritevoli di attenzione anche se con quadrante di fornitura o ristampati, semplicemente che non possiede il valore intrinseco di un oggetto conservato nelle condizioni d’origine.

Nel vintage sono fondamentali le condizioni di originalità, di coevità e, soprattutto, di conservazione di un orologio. La combinazione di questi tre fattori rende di fatto difficile che due modelli simili possano avere un identico valore economico.

Perché comprare vintage?

Comprare vintage perché oltre ad essere sinonimo di “epoca e fascino”, significa numero limitato di pezzi disponibili sul mercato. Bisognerebbe sempre tenere presente che, negli Anni 50/60/70, le Case produttrici di orologi in 10 anni producevano meno orologi di quanti ne vengono prodotti oggi in un unico anno. Quindi qualsiasi orologio “interessante” oggi, probabilmente in futuro lo sarà ancor di più. In un’ottica di espansione del mercato del collezionismo orologiero, gli orologi d’epoca disponibili saranno, in realtà già sono, troppo pochi rispetto alla domanda.

Ci sono marchi e/o referenze da tenere in considerazione più di altri/e?

Non esiste un marchio o una referenza da acquistare per avere un investimento sicuro; ragionare in questi termini significherebbe ridurre il tutto a una categorizzazione che nel vintage non è possibile fare. Potremmo semmai parlare di “tipologia” di orologio. Diciamo che Rolex e Patek Philippe, da decenni riscuotono le simpatie degli appassionati, con valutazioni che oggi hanno dell’incredibile.

Tipologia di orologio. Interessante. Tipo quale per esempio?

Consiglierei di concentrarsi sui modelli professionali (cronografi e diver su tutti), in acciaio, dai 36 millimetri in su (un tempo casse di questi diametri erano considerate oversize), a carica manuale e magari con indici e lancette al trizio. Si riescono ancora oggi a comprare orologi a prezzi contenuti che mantengono un interesse collezionistico anche senza essere di una marca conosciuta e blasonata.

Il bello del mercato vintage è che i collezionisti “veri” non classificano l’orologio vintage solo per la marca ma per le caratteristiche estetiche e funzionali. Sui modelli del passato inoltre, il fattore umano, quello che conferisce, a tutti gli effetti, valore al segnatempo, è preponderante rispetto a un orologio moderno.

A questo proposito potrebbe farci un paio di esempi?

Lo scorso maggio 2017 è andato in asta un cronografo rattrappante Gubelin di grande diametro (43 mm) con movimento molto simile al rattrappante Rolex (Ref. 4113) che ha realizzato, partendo da una base d’asta di 20.000 CHF, una cifra pari a 185.000 CHF. Una cifra esorbitante se pensiamo che si tratta di un marchio minore e non certo altisonante e di grande richiamo come altri. Il fatto di essere animato da un calibro molto importante e di possedere determinate caratteristiche è stata la chiave per un’aggiudicazione record.

Un altro esempio è il cronografo Longines calibro 13ZN con tasti ad ombrello. Nel 2006/2007 era difficile venderli a 20/25.000 euro, oggi, a distanza di dieci anni, un esemplare in ottime condizioni può arrivare a valerne 100/140.000 euro.

E’ possibile collezionare con un budget limitato?

Prima di tutto il sapere nel collezionismo rimane la cosa più importante. Pertanto è fondamentale prima di tutto documentarsi, studiare e acquisire una certa dimestichezza con le caratteristiche distintive degli orologi che si intendono acquistare.

Il movimento è solitamente un problema abbastanza relativo; è alquanto raro imbattersi in movimenti falsificati e, il bello degli orologi meccanici, è che, nella maggior parte dei casi, si possono sistemare con l’aiuto di un buon orologiaio. I problemi maggiori riguardano quasi sempre il quadrante e i numeri seriali riportati sulla cassa, caratteristiche che di fatto, se non conformi, annullano il valore dell’acquisto fatto.

L’approccio al vintage: da dove iniziare a collezionare

Bisogna innanzitutto porsi qualche domanda:

quanti soldi si hanno a disposizione e con quale frequenza si desidera acquistare
Una collezione raramente è costituita da un solo pezzo quindi è essenziale capire come suddividere il proprio budget per potersi divertire con continuità.
Come si intende collezionare
Acquistare oggetti senza una logica è sicuramente meno appagante di ricercare un oggetto e acquisirlo quando si trova nelle condizioni desiderate.

Non esiste, in ogni caso, una regola univoca; ognuno dovrebbe affidarsi al proprio gusto personale, magari con l’aiuto di qualche esperto del settore.

Fonti per immagini: Antiquorum Auctioneer tapatalk.com

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She was born and raised in Milan, after studying linguistics she gained several experiences in the fashion and publishing industry. The passion for travels, beauty and for everything that makes the universe of the "bien vivre" special, turned her into a delicious and sharp "pen" from the creatively poetic touch in the world of Dolce Vita, mechanical watches and cars.