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1,2,3 VIA! ALLA PARTENZA PER PIAZZA AFFARI SAREBBERO PRONTI IN 65. GLI ITALIANISSIMI GIORGIO ARMANI, ERMENEGILDO ZEGNA E DOLCE&GABBANA APRONO LE FILA. PARTIRANNO?

Il sistema moda e lusso supera i 50 miliardi di euro di fatturato complessivo e ha prodotto quest’anno un’unica Ipo in Borsa, Moncler, e una su Aim Italia, il mercato dedicato alle piccole e medie imprese di Borsa Italiana, la giovane creativa Italia Independent.

Il marchio dei piumini guidato da Remo Ruffini ha debuttato recentemente a Piazza Affari col botto (con il valore di collocamento di 10,2 euro passato a quota 14,5 euro con oltre il +40% nelle prime contrattazioni portando il titolo a valere un miliardo in più). 

Per aprirsi ai mercati esteri al fine di crescere e consolidarsi sul proprio mercato di riferimento, le aziende necessitano di risorse umane di spessore ma, soprattutto, di tipo finanziario.

Alla luce del successo del titolo Moncler che fa seguito a quelli Brunello Cucinelli del 2012 e Salvatore Ferragamo del 2011, forse le aziende di eccellenza e orgoglio del made in Italy dei settori moda, luxury, casa e design, tenendo conto dell’attuale momento di difficoltà economica vissuta a livello mondiale, dovrebbero valutare l’opportunità di quotarsi in Borsa.

Potrebbe rivelarsi come la soluzione ideale per reperire importanti risorse finanziarie costruire sistemi organizzativi avanzati al fine di darsi una forte spinta operativa e garantirsi una maggiore visibilità sul mercato globale

Come ha dichiarato Raffaele Jerusalmi, AD di Borsa ItalianaGrazie a un’ampia base di investitori internazionali, il nostro listino garantisce l’accesso alle più importanti case di investimento globali che da oltre 40 Paesi guardano ai titoli quotati sul nostro mercato in cerca di opportunità di investimento“.

Dalla “Ricerca sulle Top Aziende Quotabili“, a cura di Pambianco Strategie di Impresa, che si pone l’obiettivo di individuare quelle realtà italiane con i requisiti tecnici e oggettivi per essere quotate in Borsa in un arco temporale di 3-5 anni indipendentemente dall’effettiva volontà di quotarsi, è venuto fuori che 50 aziende del mondo del mondo fashion & luxury e 15 del settore home & design hanno tutte le carte in regola per il listino e fare il grande salto (dati rilevati analizzando un campione complessivo di 929 società di cui 763 del primo settore e 166 del secondo). 

La classifica delle 50 quotabili della moda vede ai primi 3 posti Giorgio Armani (2° nel 2012), E. Zegna (era 3°) e Dolce & Gabbana (era 1°).

A seguire, Kiko (dal 6° al 4° posto) con Calzedonia che, da quarta passa a nona. Nella top 5 arriva Stefano Ricci che, con un grande balzo, passa a quinto.

Tra chi fa passi in avanti troviamo marchi del lusso come Gianni Versace (da 20° a 7°), Etro (da 18° a 8°), Roberto Cavalli (da 15° a 10°), Canali (da 32° a 14°) e Missoni (da 46° a 17°).

Tra chi compie passi indietro, vengono segnalati alcuni nomi come Max Mara (da 7° a 18°), Liu Jo (da 13° a 21°) e Luisa Spagnoli (da 17° a 28°).

Nel settore home & design, non sorprende vedere Kartell primo in classifica staccato di poco da Flos (che soffia il posto di Poltronesofà) e B&B Italia medaglia di bronzo.

L’unica new entry (al nono posto) per il design è Gessi, leader di complementi d’arredo per il bagno e il wellness mentre esce Veneta Cucine che nel 2012 era già al 15imo (ultimo) gradino.

Grazie alla naturale vocazione italiana all’export e alla buona, seppur forzata, capacità di resistenza alla crisi, ci si augura che sempre più società del made in Italy possano trovare “il quotarsi in Borsa” come lo strumento di finanziamento capace di sostenerle supportandone la visibilità e l’internazionalizzazione.