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GIOVANILE O GIOVANILISTA. LA KIA RIO ARRIVA ALLA QUARTA GENERAZIONE: E’ UN PO’ PIU’ LUNGA DEL MODELLO PRECEDENTE, TUTTE DIMENSIONI GUADAGNATE NEL PASSO. INTERNI MODERNI, STILE SPORTIVO MA MATERIALI MIGLIORABILI. BUONA POSIZIONE DI GUIDA (ACCONTENTA TUTTE LE STATURE). ABBIAMO GUIDATO IL 1.4 TURBODIESEL DA 90 CV NELLA VERSIONE TOP DI GAMMA “COOL” (18.100 EURO PROMOZIONI ESCLUSE): EQUILIBRATO, BUONA DOTAZIONE DI COPPIA, CONSUMI NELLA MEDIA.

E’ complicato rivolgersi a un segmento così importante e “complesso” come quello
delle vetture B – Medio/piccole. Perché ci sono automobili inattaccabili che dominano la categoria anche da decenni e perché il pubblico che vi si rivolge è quanto mai eterogeneo: dai giovani alla ricerca di una prima automobile a clienti più maturi che si rivolgono a un prodotto non “impegnativo” e che possieda, comunque, qualità distintive come comfort e una certa estetica.

Per la KIA Rio di quarta generazione le motivazioni alla scelta cercano di ottemperare, contemporaneamente, a due primarie esigenze: emozionale (design esterno e interno) e razionale (efficienza, qualità, sicurezza, prezzo). Molto difficili da accontentare insieme.

EMOZIONALITA’

Sul nuovo modello il tiger nose anteriore più minimalista conferisce un’immagine più elegante. Le maggiori dimensioni della bocca, inferiore, del resto, danno un maggiore senso di sportività.

La fiancata è più scolpita e, all’occorrenza, può essere resa più sportiva con cerchi in
lega studiati ad hoc. Il posteriore ha, ora, uno sbalzo molto più corto e, fortunatamente, un misurato utilizzo di plastica nera per lo scudo.

RAZIONALITA’

La nuova KIA Rio è lunga 406,5 cm, con una maggiorazione di 15 mm rispetto al modello precedente, 10 dei quali inclusi nel passo. Il baule ha una capienza variabile da 325 a 980 litri. I dispositivi di sicurezza includono il sistema di frenata “intelligente”, il riconoscimento dell’urto-pedone (unica nel segmento) e il dispositivo di mantenimento di corsia.

Il listino offre il 1.2 benzina da 84 Cv e 121 Nm a 4.000 giri, il 1.0 T-GDI da 100 Cv e 171 Nm tra 1.500 e 4.000 giri (arriverà anche una versione con 120 Cv) e il 1.4 Turbodiesel CRDi da 74 Cv (240 Nm tra 1.500 e 2.000 giri) o 90 Cv (240 Nm tra 1.500 e 2.500 giri). E’ disponibile in tre allestimenti: City (solo per 1.2 MPI), Active (1.2 MPI, 1.0 T-GDi 100 Cv e 1.4 CRDi da 77 Cv) e Cool (1.0 T-GDi da 100 Cv e 1.4 CRDi da 90 Cv), quest’ultima equipaggiata con un corredo di accessori quasi completo (alzacristalli elettrici posteriori, bracciolo con vano portaoggetti, cerchi in lega da 16″, Climatizzatore automatico con auto defogger, cruise Control con Speed Limiter, fari anteriori bi funzione con conrnering lamps, kia Media Box e comandi audio al volante, radio con schermo LCD).

La gamma prevede 8 colorazioni: clear white, platinum grpahite, Sienna brown, signal red, aurora black pearl, urban green, smoke blue e silky silver.

ABITACOLO

L’abitacolo di distingue da subito per un buon comfort e un’atmosfera moderna,
non esageratamente trendy e sofisticata. L’unico appunto va alla qualità delle plastiche, positiva alla vista, meno al tatto. Interessante la plancia che sembra “sospesa” ma, soprattutto, il volante sportivo a tre razze multifunzione. Sono possibili numerose e ampie regolazioni a sedile e piantone sterzo, così da poter individuare agilmente la posizione di guida migliore, anche per i piloti di statura elevata.

Al centro della plancia – sull’esemplare provato – un grande schermo da 7 pollici (fa parte del Techno Pack, optional da 1.000 euro) con tutte le funzioni di connettività, navigazione e infotainment. Sotto, la piccola plancetta per la climatizzazione, di design decisamente minimalista.

IMPRESSIONI DI GUIDA

Scelgo per questo modello la motorizzazione che senza dubbio rappresenterà la
maggior parte degli acquisti: si tratta del 4 cilindri 1.4 Turbodiesel con 90 cavalli e
240 Nm tra 1.500 e 2.400 giri (è disponibile anche una versione da 77 Cv). All’avviamento il borbottio del propulsore si fa sentire ma è tutt’altro che invadente. Si potrebbe anzi dire affermare che, in rapporto al segmento di appartenenza, non è invadente. La casa dichiara  (in funzione di un peso di 1.230 kg a vuoto) un tempo di 12″ sullo 0-100 e 175 km/h di punta massima, con un consumo medio di 3,8 l/100 km.

L’erogazione del propulsore è frizzante ai bassi regimi, ha una curva di coppia “corta”, che privilegia l’erogazione oltre i 1.000 giri e inizia a calare quando si superano i 3.000. I 90 Cv sono una dotazione soddisfacente per questo genere di automobile: c’è quel brio che un’auto giovanile o giovanilista esige anche se le variabile qualificante è il rapporto qualità/prezzo. Ne risulta una guida fluida e con una “interessante” ripresa, senza strappi, senza patemi (l’esemplare monta i cerchi in lega da 17″ con pneumatici 205/45R17).

Il telaio, che comunica una certa leggerezza e agilità, risponde velocemente.
L’assetto esprime un buon equilibrio tra la morbidezza che privilegia il comfort ma
anche una insospettabile risposta positiva nella guida più briosa: ha un rollio
contenuto e consente alla Rio di esprimersi con efficacia nella guida più impegnata.
In curva l’avantreno ha una buona direzionalità conservando la traiettoria impostata
sfruttando la buona rapportatura di sterzo (peccato non poterlo definire il “miglior
sterzo del segmento”).

Il cambio ha una buona manovrabilità ma ogni tanto, soprattutto nel passaggio terza
– quarta, soffre qualche impuntamento. L’escursione della leva, piuttosto corta, non è eccessivamente lunga sicché si può arrivare a giudicare la trasmissione come un buon viatico in direzione del giudizio finale. Buona la frenata, potente e ben modulabile, anche nell’uso intenso e prolungato.

Complessivamente abbiamo misurato un consumo medio complessivo di 7,4 l/100 km lungo un percorso misto urbano/collinare/tangenziale.

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.