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L’OSSESSIONE DELLE FORME. IL PROSSIMO 21 NOVEMBRE A NEW YORK LA CASA D’ASTE RM AUCTIONS ORGANIZZA “ART OF AUTOMOBILE” IN COLLABORAZIONE CON SOTHEBY’S. TRA I LOTTI ALL’INCANTO PROBABILMENTE IL PIU’ BELLO TRA I POCHI ESEMPLARI RIMASTI DELLA PEGASO Z-102. L’ESEMPLARE CON TELAIO 0148, CON CARROZZERIA SAOUTCHIK, E’ IL PRIMO DI UN PICCOLO LOTTO DI 7.

Jacques Saoutchik fondò l’azienda con il suo nome nel 1906Neuilly-sur-Seine un sobborgo industriale alle porte di Parigi e presto si impose come uno dei migliori carrozzieri della scena, sia come qualità dello stile, sia come qualità della finitura.

Il suo lavoro, apprezzato dall’elite aristocratica e imprenditoriale che vedeva nell’automobile un sublime mezzo di espressione del proprio status, lo portò oltre i confini nazionali. Saoutchik divenne uno dei migliori interpreti dei telai IsottaFraschini, Hispano-Suiza, Talbot-Lago, Delage, Delahaye e Mercedes-Benz.

Soprannominato Viollet-le-Duc, appellativo che riprendeva il cognome del più famoso architetto francese della fine del’800, era ossessionato dalle forme, che cercava di esaltare con ogni mezzo arricchendo le sue carrozzerie con numerosi particolari.

Ma accanto a numerose sontuose creazioni acclamate come le più straordinarie di ogni tempo verso la fine della sua carriera Jacques Saoutchik si legò soprattutto al marchio Pegaso per la realizzazione di piccole serie sul telaio della Z-102.

Z102 SECONDA SERIE

La Z-102 Serie II con carrozzeria Saoutchik si riconosce, tra le Pegaso, per i volumi più equilibrati, curvature meno enfatizzate delle superfici e minore spazio tra i pneumatici e il bordo dei passaruota. Inoltre il muso presenta un particolare trattamento nella zona dei fari, con luci Marchal incorporate e fari antinebbia davanti all’ingresso dell’aria per il radiatore anteriore.

Anche la vista laterale è particolarmente interessante per la comprensione delle forme. Una linea parte dalla parte finale del musetto, si protende verso la fine della portiera e qui si conclude per riprendere subito dopo e raggiungere l’estremità della coda.

Difficile non essere colti dall’impressione che la Pegaso Z-102 Berlinetta Serie II by Carrosserie J. Saoutchik stia per compiere un balzo in avanti. Questo si coglie soprattutto esaminando gli archi passaruota, con gli anteriori molto più alti dei posteriori, creando l’illusione che il frontale sia più alto della coda.

Anche sulla linea del tetto si crea un’illusione ottica: questo appare più basso della realtà, suggerendo l’idea di un tetto molto basso e slanciato.

SOLO 18 ESEMPLARI

Nella storia del marchio Pegaso, fondato a Barcellona nel 1946, furono prodotti 84 esemplari della Pegaso Z-102 considerando tutte le configurazioni.

Secondo Carlos Mosquera ed Enrique Coma-Cros, esperti del marchio spagnolo, le Coupé Saoutchik prodotte furono solo 18. Di queste, 7 furono Serie II e, limitatamente a queste ultime, 6 furono allestite con guida a sinistra e 1 con guida a destra. Il telaio 0148 il primo esemplare della Z-102 Berlinetta Serie II by Saoutchik, fu presentata al Salone di Parigi del ’54.

E’ l’esemplare ritratto in questo articolo, verniciato originariamente in colore bianco avorio con tetto in una differente tonalità.

Sotto il cofano pulsa un 8 cilindri a V di 2,8 litri (con basamento e teste in lega d’alluminio), che respira attraverso 4 carburatori doppio corpo. Grazie a un rapporto di compressione particolarmente elevato, questo motore erogava ben 195 Cv ed era accoppiato a un cambio ZF a 5 marce montato in blocco con il differenziale posteriore. La vettura, secondo i dati dell’epoca, poteva raggiungere 200 km/h.

il primo proprietario, un certo Don Julian Sanchez di Araguena, la ritirò nel febbraio 1956 con targa M-138.223. La vettura passò di mano altre due volte in Spagna prima di essere venduta a Garland W. Burke, pilota dell’American Air Force di stanza a Madrid.

Burke, alla fine del suo periodo di soggiorno in Europa, tornò in America portandosi con sé la Pegaso. La guidò ancora per qualche anno prima di chiuderla in garage dove rimase in letargo per molti anni.

UN PRESENTE DA COLLEZIONE

Fino al 1989, anno in cui fu scoperta da Arthur L. Foley III, che la fece completamente restaurare e la fece debuttare a Pebble Beach nel 1994.

Recentemente la Z-102 Berlinetta Serie II by Carrosserie J. Saoutchik 0148 è stata sottoposta a un restauro integrale: rifatti gli interni, rimessa a nuovo la carrozzeria con le pannellature originali in alluminio, riverniciata con le stesse specifiche di Parigi ’54.

Delle Z-102 Serie II Saoutchik oggi solo 3 esemplari possono essere considerati “adeguatamente” originali. E, forse, la 0148 è la migliore di tutte. Una scultura in movimento.

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.