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VERTIGINE DEI SENSI. BOLLICINE CONSAPEVOLI PER UNA GOLOSA INTELLIGENZA. RUINART, OLTRE AD AVER RICONFERMATO LA SUA PARTECIPAZIONE ALLA DECIMA EDIZIONE DI IDENTITA’ GOLOSE 2014, IL CONGRESSO INTERNAZIONALE DI CUCINA D’AUTORE TENUTOSI NELLA CORNICE MILANESE DEL MICO (9,10 E 11 FEBBRAIO 2014), E’ IL PRESTIGIOSO SPONSOR DELLA GUIDA AI RISTORANTI D’AUTORE DI ITALIA, EUROPA E MONDO.

In occasione di quest’importante evento milanese, dove l’eccellenza della ricerca enogastronomica la fa da regina, Ruinart, la “plus ancienne Maison de champagne”, parte del Gruppo LVMH, ha voluto condividere, con un selezionato gruppo di estimatori del marchio ed esperti conoscitori del settore, la sua sapiente conoscenza della quintessenza dell’arte dello champagne con le sue delicate bollicine d’oro.

Al MiCo, presso la lounge Ruinart, l’enologo Frédéric Panaïotis, vero e proprio alchimista dell’uva e Chef de Cave Ruinart dal 2007, ha reso partecipi i presenti di parte del know-how della Maison nella raffinata arte dell’assemblaggio delle proprie ricercate cuvées che si declinano in «R» de Ruinart, Ruinart Blanc de Blancs e Ruinart Rosé.

In particolare, ieri, i fortunati ospiti hanno potuto sorseggiare delle pregiate Cuvée Rosé della Maison Ruinart che rendono omaggio alla nobiltà dello Chardonnay, un fragile e raro vitigno che trionfa, tra l’altro, in tutta la gamma Ruinart.

Bottiglie come scrigni, riconoscibili tra mille altre, racchiudono bollicine che, pur essendo delicate, nascondono una certa vivacità che regala un alone leggero e persistente oltre a una freschezza aromatica senza pari.

La cuvée Ruinart Rosé (Chardonnay al 45% associato a Pinot Noir vinificato in rosso al 18%), perfetta con gaspacho andaluso, un sashimi di tonno rosso o un dolce alle fragole, si presenta con romantiche sfumature quasi coralline, si annuncia al naso con aromi fruttati di ciliegia e bacche rosse per poi deliziare il palato come un vino equilibrato e deliziosamente corposo.

A seguire, l’anima della Maison si rivela con le cuvées di prestigio millesimate Dom Ruinart che, pur esistendo fin dal 1959, iniziarono a essere commercializzate solo nel 1969, dopo ben 10 anni di maturazione nelle cantine.

Riflessi oro rosato tendenti al corallo contraddistinguono la cuvée Dom Ruinart Rosé 1998 dove una serie di fiori come rosa e geranio e frutti come mirabella, susina rossa, fragole di bosco e ribes lasciano il posto alle note più calde di crema e gelatina di frutta, cioccolato bianco con una sottile nota amara del pompelmo confit e un accento di miele.

Questo nobile elisir, elaborato con l’85% di Chardonnay Grands Crus (per il 66% della Côte des Blancs e per il 34% della Montagne de Reims) più un 15% di Pinot Noir vinificato in rosso (derivante dai vigneti di Sillery e Verzenay), accompagna piatti corposi e complessi come scamponi marinati al coriandolo, costata di vitello e riso caramellati, carciofi confit e tegame di cantarelli ai cipollotti.

La cuvée Dom Ruinart Rosé 2002, un’anteprima italiana, è 100% Chardonnay proveniente da Grands Crus (70% della Côte des Blancs e 28% dalla Montagne de Reims).

Si tratta di un champagne, con un fine perlage, di un giallo chiaro con delicati riflessi verde mandorla.

Al naso, sentori di freschi agrumi e frutti esotici lasciano poi il posto a un fondo più morbido e zuccheroso di note di dolci da forno.

Ideale come aperitivo, si sposa perfettamente con piatti come un’elegante marinata di scampi, un esotico carpaccio di capesante marinato alle alghe o una sfiziosa gelatina di acqua di pomodoro.

Photo Credit Marco Clarizia