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UNA SPINA NEL FIANCO (DELLA CONCORRENZA!). LA CITROEN C4 CACTUS HA UNO STILE INDIVIDUALISTA, PERSONALE E MAGNETICO. I BUMPER SULLE PORTE SONO LA PENSATA DEL DECENNIO. SEDILI CONFORTEVOLI PER I LUNGHI VIAGGI, MOTORE 1.6 HDI DA 92 CV, “ONESTO” PER POTENZA/COPPIA, E’ MAGNIFICO SUL FRONTE CONSUMI. DA ACQUISTARE RIGOROSAMENTE GIALLA CON PARTICOLARI DI COLORE NERO. IL MIGLIORAMENTO PIU’ IMPELLENTE? AGGIUNGERE LO SPECCHIETTO SULL’ALETTA PARASOLE DEL PASSEGGERO!!!!

La Citroen C4 Cactus è il manifesto del crossover: uno stile che non ti stanca mai, presenza “massiccia” che agli inesperti mette immediatamente in bocca la domanda “come va in fuoristrada?” (però non è nata per quello), un motore perfetto (il 1.6 HDI Turbodiesel non è sportivo, è chiaro, ma ha una capacità di autonomia decisamente sopra le aspettative), e un buon comfort di marcia.

La guardi per la prima volta e ne resti choccato perché immediatamente non ne cogli la personalità. Ma lei ti induce in riflessione, ti chiede di guardarla con attenzione. Scoprirai, allora, uno stile molto particolare, quell’anticonformismo tutto Citroen che si inserisce alla perfezione nella filosofia moderna, trionfo di edonismo. Il colore giallo (Hello Yello) dell’esemplare in prova esalta le superfici in plastica nera e dà personalità a 360°: al muso (una superficie unica senza interruzioni e di una rotondità intigrante; l’attenzione è tutta per la mancanza di un classico scudo paraurti e per i sottili fari a led), alle fiancate (i bumper in plastica sono un trionfo di razionalità e un’indovinata decorazione) e al posteriore (coda semplice e piacevole, con i fari molto piccoli che accrescono la personalità). Molto vistosi (ma ne aumentano l’immagine di crossover), infine, i grandi mancorrenti sul tetto.

ABITACOLO

La Citroen C4 Cactus offre un abitacolo non meno originale, fuori dagli schemi. La plancia è quasi completamente priva di pulsanti “volanti”, razionale da matti. Manca la classica strumentazione, sostituita da un piccolo schermo (perché manca il contagiri?!?) dietro il volante (bello, con un piccolo diametro e l’impugnatura “9-15” piuttosto… “alta”), la bocchetta d’aria laterale è solo per il pilota e quelle centrali sono in una posizione curiosamente bassa. Sopra di esse sta il grande schermo touch screen (7 pollici) da cui si controlla tutto: climatizzazione, computer di bordo, navigatore satellitare e bluetooth.  Grazie allo spostamento dell’airbag passeggero sopra il parabrezza, davanti a lui sta una comoda mensola e uno spazioso scrigno.

I sedili hanno una seduta larga, morbida, tipicamente Citroen. Hanno una “comodità” particolare, cui è necessario adeguarsi (forse perché sono meno comodi i sedili nella media delle auto) ma una volta raggiunto il punto di equilibrio il giudizio è al 100% positivo.
Nonostante il volante sia regolabile solo in altezza si trova facilmente la posizione di guida ideale, con la leva del cambio alla giusta distanza.

IMPRESSIONI DI GUIDA

Il giudizio complessivo di 0-100.it sulla Cactus è quello, positivo, dell’equilibrio. La Cactus con motore 1.6 HDI offre un comfort complessivo soddisfacente: l’assetto è morbido, la silenziosità di marcia adeguata (anche oltre 160 orari), la frenata è potente e ben modulabile, il comportamento dinamico esente da critiche: l’elettronica sorveglia ogni fenomeno riconosciuto come “critico”, e interviene con progressione mantenendo stabilità e sicurezza. Un appunto va allo sterzo, che potrebbe essere più preciso.

DA MIGLIORARE

Ci sono sostanzialmente 3 aspetti che sulla Cactus meritano una riflessione e un approfondimento in sede di valutazione:

1. Cambio. Il 5 marce è certamente ben manovrabile ma ha un’escursione degna del leveraggio di un cambio da autobus. Il che, nella guida con il comodo bracciolo abbassato, risulta piuttosto scomoda.

2. Finestrini posteriori a compasso. Su una 5 porte saranno anche orginali ma il beneficio finisce qui. Danno una sensazione claustrofobica e aprono a sicure critiche da parte dei passeggeri posteriori.

3. Aletta parasole lato passeggero. E’ rischioso fare accomodare una rappresentante del gentil sesso sul sedile del passeggero. La prima cosa che, scientificamente, sarà portata a fare è abbassare l’aletta parasole per specchiarsi, controllare l’integrità del trucco e del rossetto. E di provare un conseguente malcelato disappunto nel notare che il suo piccolo e indispensabile supporto quotidiano non c’è.

IN CONCLUSIONE

Abbiamo percorso oltre 1.600 chilometri con la C4 Cactus, con anche “sgroppate” da quasi 400 chilometri tutte d’un fiato. Il verdetto è positivo: confortevole sulle lunghe distanze, per nulla stancante, fortemente contraria alle frequentazioni dei distributori di benzina.

Scheda Prodotto


MOTORE4 cilindri in linea, Turbodiesel
cilindrata1.560 cc
AlimentazioneDiesel
DistribuzioneBialbero a camme in testa, 16 valvole
Potenza92 Cv (68 kW) a 4.000 giri
Coppia230 Nm
CORPO VETTURA
Sospensioni ant.McPherson
Sospensioni post.Ponte rigido
SterzoCremagliera con servosterzo
Pneumatici205&50 R17 (di serie)
Impianto freni4 dischi, ABS, ESP, EBD
TRASMISSIONE
TrazioneAnteriore
Cambio5 marce + RM
DIMENSIONI E PESI
DimensioniLungh. 416 cm, Largh. 173 cm, alt. 149 cm
Volume baule348 – 1170 cmq
Peso a secco1.055 kg
Serbatoio50 litri
PRESTAZIONI
0-100 km/h11″4
Velocità max.176 km/h
ConsumoUrbano 3,8 l/100 km, extraurbano 3,4 l/100 km, Misto 3,5 l/100 km
Emissioni92 g/km, Euro 5

Percorrenza complessiva: 1.660 chilometri

Consumo urbano: 9,1 l/100 km
Consumo in autostrada (130 km/h): 5,6 l/100 km
Consumo a 120 km/h: 4,9 l/100 km
Consumo a 80 km/h:3,4 l/100 km

Consumo medio complessivo:  4,4 l/100 km

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.