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POCA CULTURA, TANTO MERCATO. LA SECONDA EDIZIONE DI VERONA LEGEND CARS SI CONFERMA COME IMPORTANTE APPUNTAMENTO DEL CALENDARIO DI MOSTRE DELL’AUTO D’EPOCA. PADIGLIONE n.1 DA URLO (5 LAMBORGHINI MIURA, LE PIU’ BELLE LANCIA DA CORSA, 13 CAPOLAVORI TOURING, 3 GIOIELLI DEL MUSEO NICOLIS), GLI ALTRI DEDICATI QUASI ESCLUSIVAMENTE ALLA VENDITA. COMMERCIANTI SCATENATI: A VERONA C’ERANO CENTINAIA DI PORSCHE 911 ALLA DISPERATA RICERCA DI UN PROPRIETARIO. MA I PREZZI (FOLLI) TENGONO LONTANI LA MAGGIOR PARTE DEI PORTAFOGLI.

Si è concluso ieri il weekend veronese dedicato all’auto da collezione. Verona Fiere ha ospitato la seconda edizione di Verona Legend Cars, l’evento che, come noto, è curato dallo stesso organizzatore di Automotodepoca di Padova. La kermesse ha portato vicino all’arena oltre 1000 automobili e più di 350 espositori (in maggioranza assoluta commercianti) tra venditori, club, registri, riviste di settore, ricambisti e modellisti.

Il vasto numero di appassionati accorsi a Verona Legend Cars ha potuto gustare il meglio della cultura automobilistica da collezione e tastare il polso del mercato, nell’ultimo periodo particolarmente agitato a causa di ben noti fenomeni speculativi che hanno portato alcune protagoniste del settore sotto i riflettori.

E’ il caso della Porsche 911, la vettura maggiormente presente in fiera. Dalla 911 2.0 del 1964 alla 991 GT3 del 2015, centinaia di “Elfer” erano alla disperata ricerca di un compratore. Obbiettivo probabilmente quasi impossibile, al netto di quegli esemplari caratterizzati da un oggettivo valore collezionistico rilevante. In tutti gli altri casi le numerose 911, 964, 993, 996 e anche 997 si presentavano in condizioni (o supposte tali) da concorso ma con cartellini del prezzo poco aderenti alla realtà.

Sono perciò rimasti delusi tutti quegli appassionati che hanno iniziato a notare una certa flessione nelle quotazioni, come dimostrato dai risultati d’asta degli ultimi mesi, e hanno sperato di trovare l’affare. A Verona Legend Cars, insomma, prezzi ancora molto, troppo, elevati (un paio di casi: 175.000 euro pagati per una Porsche 911 Speedster Turbolook, quasi 135.000 euro chiesti per una 930 Turbo degli Anni 80).

A consolazione del freddo e cinico egoismo imprenditoriale dei commercianti del Salone, il padiglione 1 ha offerto uno spettacolo di rara bellezza in tema di cultura automobilistica: 9 automobili da corsa della Lancia appartenute alla Squadra ufficiale con i colori Martini, un’esposizione, senza mezzi termini, epocale. Partendo dalla Fulvia HF del ’72, una nota collezione ha portato a Verona anche Stratos, LC1, LC2, Beta Montecarlo Turbo, 037, Delta S4 e Delta Integrale (presente anche il camioncino Fiat dell’Assistenza ufficiale!). Accanto sono state esposte, grazie all’interessamento del Lamborghini Club Italia, cinque Miura in onore dei 50 anni del modello e, vicino a loro, tre automobili straordinarie del Museo Nicolis: una Fiat 1100E Cabriolet Castagna (con brevetto Vutotal per i vetri), una Cisitalia 202 Spider Nuvolari e una rarissima Maserati A6 1500 Coupé Pininfarina. Infine, il Registro Touring Superleggera, nell’ambito dei festeggiamenti per i 90 anni del marchio, ha portato 13 automobili in rappresentanza della sua storia.