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LA FERRARI 512 S PORTO’ ALLE ESTREME CONSEGUENZE LA RICERCA DI PININFARINA SU FORME STILISTICHE SENZA DUBBIO FUTURISTE OLTRE OGNI IMMAGINAZIONE. ERA ALTA MENO DI UN METRO E AVEVA UNA CURIOSA APERTURA “A OSTRICA” DELL’UNICA GRANDE PORTA.

Per la realizzazione di questo prototipo di stile Pininfarina, ancora nel 1969, non disponeva di una propria galleria del vento per la conduzione di tutte le sperimentazioni necessarie allo sviluppo. Per la creazione della forma definitiva del design della 512 S, perciò, l’azienda di Grugliasco eseguì tutti gli studi necessari in collaborazione con il Politecnico di Torino. Al fine di ottenere una forma di carrozzeria che fosse più bassa possibile il designer Filippo Sapino, autore dello stile, creò una forma a cuneo molto bassa, con un’altezza da terra di soli 98 centimetri (la Ford GT 40 era alta 101,6 cm, 40 pollici appunto come dichiarava la sua stessa denominazione). Il frontale aveva un design estremamente appiattito, non molto lontano da quello di una 512 S di “normale produzione”. Questo, del resto, dimostra quanto il Reparto Sportivo della Ferrari e il Centro Ricerche della Pininfarina dialogassero continuamente sui progetti di produzione e i modelli sperimentali. Si può inoltre notare la sua notevole somiglianza con l’Abarth 2000 Scorpione Concept creato dalla carrozzeria piemontese nello stesso anno.

TORINO ’70

La 512 S, esposta per la prima volta al Salone dell’Automobile di Torino dell’ottobre 1970, era verniciata in colore giallo. L’abitacolo era allestito con sedili rivestiti in tessuto di fantasia scozzese. Interessante era il sistema di accesso all’abitacolo: a differenza della Ferrari Modulo, equipaggiata con una grande portiera “scorrevole” in avanti, sulla 512 S questa era incernierata in avanti e si apriva sollevandosi creando la cosiddetta apertura “a ostrica”.

Molto belle le foto di backstage eseguite in una cava di marmo durante il servizio fotografico ufficiale di Rainer Schlegelmilch. Secondo non fonti non confermate oggi la Ferrari 512 S Concept dovrebbe trovarsi in Francia: il collezionista Adrien Maeght la espone nel suo museo privato a Mougins.