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COSE ALL’ITALIANA. DA NOI UN’AUTO CON 20 O 30 ANNI ISCRITTA A UN CLUB FEDERATO A.S.I. NON PAGA PIU’ IL BOLLO E USUFRUISCE DI TARIFFE ASSICURATIVE RIDICOLE. LA MANCANZA DI UNA NORMATIVA RIGOROSA HA PORTATO, NEGLI ULTIMI ANNI, A UN VERO BOOM. NON PER UN INTERESSE STORICO-COLLEZIONISTICO MA PER AGGIRARE TASSE E BALZELLI. C’E’ INDUBBIAMENTE DIFFERENZA TRA UNA FIAT UNO RAP E UNA COUPE’ 20V, O UNA 127 SPORT E UNA X1/9. O TRA UNA LANCIA PRISMA 1300 E UNA DELTA INTEGRALE 16V. O TRA UNA SKODA FELICIA E UNA PEUGEOT 205 GTI 1.9. O TRA UNA RENAULT FUEGO E UNA CLIO WILLIAMS. COME AL SOLITO, BASTEREBBE FARE LE COSE CON UN PO’ DI INTELLIGENZA!

Durante una audizione in commissione Finanze della Camera sul Ddl Capezzone di riforma delle tasse automobilistiche, il Presidente dell’ACI – Automobile Club d’Italia Angelo Sticchi Damiani ha sottolineato come in Italia, negli ultimi anni, si sia verificata una crescita incontrollata delle vetture classificate “di interesse storico e collezionistico” ma che, nella realtà, servono solo a pagare meno.

Per molti il possesso di un’automobile con almeno 20 anni è “Un modo di muoversi con forti agevolazioni fiscali ai danni dello Stato, generando una perdita di gettito per l’erario, valutabile in circa 200 milioni l’anno” ha detto Sticchi Damiani.

La legislazione italiana, infatti, prevede, con differenti meccanismi da regione a regione (in alcune sono necessari 30 anni dalla prima immatricolazione, in altre 20 anni), che le auto con una certa età, previa iscrizione presso un club che aderisce all’ASI – Automotoclub Storico Italiano, l’associazione che riunisce oltre 200 sodalizi nel nostro Paese, di non pagare più il bollo e di fruire di forti sconti sulle assicurazioni.

Va da sé che questa categoria di veicoli, mediamente Euro 0, è esclusa dalla circolazione nei centri storici.

Il ritmo dei veicoli che sfruttano questi benefici, fa notare il numero uno dell’ACI è aumentato dalle poche decine di migliaia degli scorsi anni a oltre 130.000 esemplari l’anno ultimamente. Il risultato è, secondo l’ACI, che dei 4 milioni di “veicoli storici” circolanti in Italia, solo 800.000 (1/5 del totale) ne avrebbero i requisiti. Quindi gli altri 3,2 milioni sono automobili solo “vecchie”.

La presenza sulle strade di auto così vecchie, del resto, pone degli interrogativi non da poco in termini di sicurezza e inquinamento.

LISTA CHIUSA E ROTTAMAZIONE DELLE AUTO “STORICHE”

Sticchi Damiani propone due soluzioni:

LISTA CHIUSA. L’ASI potrebbe elaborare, ogni anno, una “Lista Chiusa” nella quale potrebbero essere incluse tutte le auto di interesse storico-collezionistico evidente seconde determinate caratteristiche giudicate “meritevoli”.

ROTTAMIAMO LE NONNE. La seconda soluzione potrebbe essere la formulazione di iniziative volte a incentivare la rottamazione delle automobili solo “vecchie” in favore dell’acquisto di un’auto nuova.

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.