Condividi

A quasi un anno dla debutto ufficiale al Concorso d’Eleganza di Villa d’Este (dove ha vinto il Design Award nella categoria concept e prototipi) l’Aston Martin V12 Zagato viene ufficialmente presentata in versione stradale. Basata sulla meccanica della Aston V12 Vantage, riceve da Zagato una carrozzeria in alluminio e fibra di carbonio che esalta gli stilemi dell’atelier milanese. Interamente disegnata dal team di designer guidato dal Chief Designer Norihico Harada, verrà prodotta in 150 esemplari al prezzo di 330.000 sterline tasse escluse.

Una lunga collaborazione
Sono oltre 50 anni che Zagato e Aston Martin lavorano insieme alla realizzazione di auto speciali. L’avventura della partnership tra i due storici brand iniziò a fine anni ’50: allora David Brown, alla ricerca di un partner per la realizzazione di un modello ancora più performante della DB4 GT per competere con Ferrari, si rivolse alla carrozzeria milanese, all’epoca il miglior interprete per carrozzerie leggere e aerodinamiche. Elio Zagato (Amministratore Delegato) e Gianni Zagato (Direttore Tecnico) in appena una settimana di lavoro crearono il design di una nuova auto. La Aston DB4 GT Zagato fu presentata al Salone di Londra del 1960 e raccolse un grande successo di pubblico. Leggera e potente (314 Cv, 280 km/h) fu una delle auto più veloci della sua epoca. Furono prodotti solo 19 esemplari, interamente allestiti a Milano.

Nei primi Anni 80, la fine della crisi petrolifera, diffuse un’aura generale di ottimismo e la ricerca di un nuovo benessere. Nel settore dell’auto dilagò la prassi di realizzare automobili di grande prestigio e prodotte in tiratura limitata. Questi modelli, soprannominati “instant classic” divennero subito oggetti da collezione sui quali si produssero forti speculazioni. Anche Aston Martin si produsse in un modello molto speciale: rivolgendosi ancora a Zagato volle un’auto che fosse il non-plus-ultra della gamma, la più esclusiva e sportiva di tutte le Aston di allora. Nel 1985, dalla matita del designer Giuseppe Mittino furono tracciate le forme della Aston Martin V8 Vantage Zagato, prodotta in soli 50 esemplari numerati (tutti allestiti dall’atelier milanese) e capace di 30 km/h di punta massima. L’anno successivo fu la volta della versione scoperta, l’Aston V8 Volante Zagato (tirata in sole 33 unità).

Dopo un complesso processo di conversione del business avvenuto nel corso degli Anni 90, Zagato entra nel nuovo millennio come Atelier dedicato all’allestimento di modelli speciali per una clientela altamente selezionata. La vicinanza con il marchio inglese è all’origine di un’altra Aston Martin Zagato, espressione di esclusività autentica in un mercato caratterizzato da forti volumi di produzione e standardizzazione anche tra le auto sportive di nicchia. Il primo modello che nasce in quest’ottica è la Aston Martin DB7 Zagato (2002), prodotta in 99 esemplari. Nel 2003 fu seguita dalla versione Roadster, la Aston Martin DBAR1, limitata a sole 99 unità e venduta solo sul mercato americano. Zagato fu ancora una volta incaricato dello stile, tracciato da Norihico Harada, e della produzione delle scocche. Verniciatura, assemblaggio e finizione avvenivano in Ingihlterra.

Il nuovo prodotto di questa lunga partnership è la V12 Zagato. Nata prima come auto da corsa (dopo il Concorso di Villa d’Este ha partecipato, assieme a una vettura gemella, alla 24 Ore del Nurburgring alla fine di giugno) è successivamente diventata un modello stradale. Mr Harada ha ancora una volta portato sulle forme di una sportivissima Aston gli stilemi e la filosofia del marchio italiano, creando un design che esprime tutti i valori formali che da sempre lo caratterizzano: razionalità, minimalismo, “bellezza necessaria”. La fonte d’ispirazione è stata la V8 Vantage Zagato, specialmente per quanto riguarda lo sviluppo della vetratura, progettato in modo da provocare la “scomparsa” dei montanti.
Prototipazione, ingegneria di progetto, produzione e finizione della V12 Zagato stradale avviene totalmente in Inghilterra presso lo stabilimento Aston Mattin di Gaydon. Per questa ragione la Aston Martin V12 Zagato può essere considerata la più “inglese” delle Aston Zagato.

Condividi
Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.