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DIVERTIMENTO ÜBER ALLES! LA BMW M3 COUPE’ E92 E’ UN’AUTO STRAORDINARIA PER PRESTAZIONI ED EQUILIBRIO. LA VERSIONE “COMPETITION PACKAGE” PUO’ ESSERE ANCORA PIU’ INTERESSANTE. UN DIFETTO C’E’: IL COSTO DEL MANTENIMENTO. LA CONFRONTIAMO CON LA PORSCHE 993 TURBO (PARI POTENZA, 15 ANNI PIU’ VECCHIA!!!!). LE IMPRESSIONI DI GUIDA DEL PROPRIETARIO.

Lo scorso luglio 2013 la BMW M3 della famiglia E92 (E90: versione berlina; E93: versione cabriolet) ha ufficialmente cessato la produzione portandosi via il motore 8 cilindri a V di 4 litri da 420 Cv. L’attuale generazione (M3 F80 / M4 F82), infatti, in un’ottica downsizing, si è rivolta a un più piccolo 6 cilindri a V di 3 litri e 2 turbo.

Quale, ora, il futuro della BMW M3 E92? Per farne una vera “macchina da collezione” bisognerà attendere parecchi anni. Per il momento, esclusi i modelli speciali, la produzione è stata copiosa: 14.775 esemplari da 05/2007 a 06/2013 (incluse 113 M3 GTS).

La BMW M3 E92, quindi, può essere un ottimo usato di prestigio con caratteristiche adeguatamente emozionali: potenza grandiosa, eccellenza tedesca, trazione posteriore. E il grandissimo fascino di un’auto iconica equipaggiata con un possente motore plurifrazionato come si conviene a un vero mostro sacro.

0-100.it ha scovato un esemplare della rara versione con Competition Package, in vendita esclusivamente in Germania.

Ecco i giudizi del proprietario.

Come è nata l’idea di una BMW M3?

Ero già proprietario di una Volkswagen Scirocco R, la versione precedente al modello da poco presentato, e avrei voluto effettuare un “upgrade” verso una vettura nuova ancora più sportiva. Per potenza e prestazioni. Ho effettuato una serie di “simulazioni”: valutazione della mia macchina + cifra aggiuntiva da spendere per l’acquisto di un’auto nuova.

Così ho provato ad analizzare il mercato dell’usato e la possibilità di rivolgermi verso una supercar di un segmento molto più elevato e con un motore di grande frazionamento e potenza. E ho notato che le cifre, tutto sommato, erano simili. Costi di gestione a parte, naturalmente.

Ma, ormai, “alea iacta est”, e ho deciso di modificare il progetto d’acquisto verso un’auto molto sportiva e che potesse rappresentare, nel medio termine, anche un investimento. E la scelta è ricaduta su una BMW M3 Coupé E92: altra auto, altre prestazioni, altro motore (un fantastico 8 cilindri a V), altro comportamento (trazione posteriore).

Quali sono le proposte medie del mercato?

Si trovano esemplari del 2007 – 2008 a un prezzo medio di 40.000 euro (mediamente con pochi accessori) fino a punte di 65.000 euro per vetture usate molto poco.

La maggior parte degli esemplari in vendita sono di colore bianco, blu o nero, con chilometraggi che vanno da 20 a 60.000 chilometri (10.000 chilometri l’anno, quindi).

Questo esemplare è equipaggiato con il Competition Package. Di cosa si tratta?

Sono stato molto fortunato. Questa M3 aveva meno di 5.500 km, 1 anno e mezzo di vita. Garanzia ufficiale BMW.

Il competition Package ha cerchi BBS alleggeriti, centralina rimappata senza limitatore (la velocità massima è di 270 km/h), assetto ribassato di 10 mm. Il prezzo di listino del pacchetto era di 7.000 euro ed era in vendita esclusivamente in Germania.

L’auto è stata provata da numerose testate giornalistiche registrate, anche a confronto con la versione “standard” dell’M3 e con vetture di pari classe ma di potenza più elevata. Il risultato è che l’M3 E92 Competition Package è risultata molto più veloce di una M3 normale a parità di potenza massima (420 Cv).

Quali sono i difetti di questo modello?

Fino a oggi si è guastato solo il regolatore del minimo ma è stato sostituito in garanzia.

Onestamente su un’auto del genere le vere preoccupazioni provengono dai costi di gestione: consuma moltissimo (7 km con un litro in media) e richiede una manutenzione scrupolosa per essere sempre al 100% (e, in futuro, essere appetibile da qualche compratore).

Il precedente proprietario non aveva eseguito il tagliando iniziale dei 2.000 chilometri. L’ho eseguito personalmente (olio motore, olio differenziale, filtri) per una spesa complessiva di circa 1.000 euro.

E i pregi?

Quest’auto ti restituisce tutte le emozioni di una berlinetta con motore posteriore ma con tutto il comfort, l’affidabilità e il piacere di guida e la praticità (ampio baule, possibilità di sfruttare l’ampio spazio dei sedili posteriori) di una BMW.

Il motore 8 cilindri ha un’erogazione straordinaria: possente e generoso a tutti i regimi, fin dai bassi. E’ molto fruibile ed elastico: ottimo nella guida disimpegnata ma anche quando è richiesta la massima potenza.

Queste differenti anime dell’M3 possono essere configurate grazie alla presenza di differenti possibilità, tre pulsanti (optional) che ti consentono di creare esattamente l’M3 che desideri: da molto confortevole a molto sportiva. il pulsante M Sport modifica la mappatura della centralina e rende il motore molto più reattivo ai comandi del gas.

Gli ammortizzatori sono equipaggiati con controllo elettronico (Soft, Normale e Sport) per calibrare l’assetto secondo le esigenze. L’intervento dell’elettronica attiva, infine, può essere ridotto per aumentare il feeling. Fino alla possibilità di disattivare l’ESP e avere l’M3 completamente nel proprio controllo.

UN’OTTIMA PIETRA DI PARAGONE: LA PORSCHE 993 TURBO

Quali sono le sue doti migliori?

Possiedo anche una Porsche 993 Turbo con kit di potenziamento ufficiale a 450 Cv (contro i 408 di serie). Posto che il peso è di circa 1.450 kg, credo che sia un’ottima pietra di paragone con la BMW M3.

Alle alte velocità (oltre 220) ho rilevato che l’M3 risente significativamente del vento laterale e delle irregolarità dell’asfalto. La 993 Turbo, oltre 250, fornisce una percezione di sicurezza molto più elevata, merito della trazione integrale.

Come si guida la BMW M3 E92 in curva?

Sul misto la BMW è una macchina eccezionale. In curva dosando con il gas puoi tenere “più o meno” al guinzaglio la coda in modo molto intuitivo.

La precisione del muso in ingresso di curva è davvero impressionante. A qualsiasi velocità e con qualsiasi traiettoria impostata il frontale si inserisce con una precisione straordinaria. In percorrenza di curva è una questione “di gusti”. Sta al pilota decidere, con l’acceleratore, se vuole rimanere “in appoggio” ma stabile oppure accelerare con forza e lasciare partire la coda e gestire un traverso di potenza. Nel primo caso, con una condotta di curva “da manuale” esci a velocità elevatissima, nel secondo caso, con una buona dose di esperienza, ti puoi esibire in un sovrasterzo che puoi gestire adeguatamente grazie alla precisione di sterzo e all’equilibrio del corpo vettura.

Esiste una “configurazione ottimale”?

Su strada, dopo parecchi studi e prove, sono giunto alla conclusione che il miglior settaggio è: pulsante M Power attivato (quindi acceleratore molto sensibile) e ammortizzatori in posizione “via di mezzo” e controllo di stabilità attivato. Mi risulta che sia una configurazione consigliata dallo stesso giornalista/pilota inglese Tiff Needle, che lo definì un compromesso perfetto per godere appieno delle emozioni di quest’auto.

Come si comporta, invece, la 993 Turbo?

La Porsche 993 Turbo, per converso, è estremamente difficile da mettere in crisi. La trazione integrale dà una motricità “terrificante”. Per esperienza: monto dei Michelin Pilot Super Sport, davvero grandiosi. Le Pirelli PZero Rosso precedentemente installate non mi hanno soddisfatto.

Con queste caratteristiche meccaniche e, soprattutto, con pneumatici che ho montato, per riuscire a mettere in crisi il posteriore è necessario sconfinare nel territorio dell’incoscienza. La 993 Turbo ha una stabilità (macchina di quasi 20 anni) oltre ogni ragionevole aspettativa. Del resto, allorché si riuscisse a scatenare un sovrasterzo, il riallineamento, rispetto alla BMW M3, è operazione più complessa. Il motore a sbalzo sul posteriore, dopo tutto, si percepisce pienamente.

Verdetto?

La BMW, insomma, è molto più semplice da gestire: anteriore molto preciso, posteriore leggero, molto facile da gestire in situazioni limite.

[Fotografie: professionalshots.it]

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.