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TECNICAMENTE AVANZATA, AERODINAMICAMENTE BEN STUDIATA, POTENZIALMENTE FORTISSIMA. E STILISTICAMENTE AFFASCINANTE. MA TERRIBILMENTE SFORTUNATA. LA CHAPARRAL 2F “GULLWING” AVREBBE POTUTO ESSERE UNA PROTAGONISTA DEL MONDIALE SPORT ’67. INVECE FU SEMPRE MESSA FUORI GIOCO DA PICCOLI (MA DECISIVI) PROBLEMI DI MECCANICA. VINSE SOLO LA BOAC 500 A BRANDS HATCH

Per il Campionato Mondiale Costruttori della Categoria Sport il 1967 della Chaparral (fondata da Jim Hall) si apriva con una serie di soluzioni tecniche già utilizzate l’anno precedente sul modello 2D (tra cui telaio costruito con largo utilizzo di fibra di vetro e radiatori posteriori) e sulla 2E (l’elemento distintivo era certamente la gigantesca grande ala azionata da un sistema idraulico e comandata dal pilota con il piede sinistro). Per ovviare all’inferiorità della 2E la nuova Chaparral 2F fu equipaggiata con un nuovo motore 8 cilindri a V di 7 litri unito a cambio automatico a 3 marce (permetteva al pilota di “trascurare” la frizione e utilizzare il piede sinistro per gestire l’alettone). Jim Hall optò per una carrozzeria chiusa, una suggestiva forma coupé con portiere ad ali di gabbiano. Questa affascinante Chaparral “gullwing” dimostrò sempre un grande potenziale nelle gare a cui prese parte: un inizio molto promettente ma che finì con ritiri dovuti a guasti meccanici.
Alla gara iniziale del Campionato, la 24 Ore di Daytona, la Chaparral 2F fu in testa per quache ora ma fu costretta ad abbandonare per rottura di una sospensione. Anche a Sebring lo stesso copione: la 2F salì fino alla testa della corsa ma si ritirò per rottura del cambio. Alla Mille Chilometri Monza Jim Hall partì in pole position e si comportò bene per la prima ora. Ma fu costretto ad abbandonare. Dopo pochi giorni la 2F fu alla Mille Chilometri di Spa Francorchamps. Uno splendido Phill partì in prima posizione e fu vittima della sfortuna: tornò ai box, la macchina si spense e perse dieci minuti per rimetterla in moto: tornò in pista ma ruppe il cambio. Non andò meglio alla Targa Florio: Hap Sharp (socio di Jim Hall) fu attardato da noie continue e si ritirò per Una foratura. Destino uguale alla Mille Chilometri del Nurburgring: Phil Hill guadagnò la leadership di corsa ma dovette abbndonare. La successiva 24 Ore di Le Mans, la gara più importante del Mondiale, spinse a tentare il tutto per tutto con due macchine per Phil Hill/Mike Spence (secondi in qualifica) e una per Bob Johnson/ Bruce Jennings. Spence partì in seconda posizione ma allo scoccare della seconda ora si guastò l’alettone. Ripartì terzo dai box. A un certo punto si guastò il cambio: tornò ai box e dopo aver perso tre ore fu deciso il ritiro. L’altra 2F si ritirò dopo poco per un guasto all’impianto elettrico. Ultima gara, la BOAC 500 a Brands Hatch. Furono schierati Phill Hill e Mike Spence con una sola Chaparral 2F ma con un nuovo cambio. La 2F partì seconda dietro alla 330 P4 di Denis Hulme e Jack Brabham. A un certo punto questa si ritirò e la 2F si ritrovò magicamente prima con, dietro di lei, la seconda 330 P4 di Jackie Stewart e Chris Amon al suo inseguimento. La gara procedette tranquilla. La 2F si fermò ai box per una sosta constatando il funzionamento perfetto. Ripartì in seconda posizione ma iniziò una favolosa rimonta. Raggiunse la P4 di Stewart/Amon e riuscì nel sorpasso. E continuò con un ritmo indiavolato fino al traguardo. Vittoria (l’unica del campionato). per la sfortunata 2F.

Il regolamento FIA, modificato alla fine della stagione del ’67, stabilì per il ’68 un’omologazione obbligatoria di 25 esemplari per ogni auto che volesse competere nella categoria oltre i 5 litri. Troppi! Le Chaparral furono messe fuori dai giochi. Jim Hall decise di dedicarsi unicamente alla Can-Am e ai campionati nazionali con la nuova 2H.