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ATTENTI, CHE SI SCIVOLA! A MUANGTHONG LAKE, BANGKOK, SI SONO DATI APPUNTAMENTO I MIGLIORI DRIFTER THAILANDESI PER LA GARA DEL CAMPIONATO NAZIONALE. VIETATO PROCEDE DRITTI!

L’automobilismo ha numerosi “picchi” di follia nel mondo: da quelli che spendono decine di milioni di euro per un’auto da collezione (risale solo a qualche settimana fa l’ultimo record: un ignoto collezionista ha pagato oltre 22 milioni di euro una Mercedes W196 ex Juan Manuel Fangio) ai dragster da migliaia di cavalli. Dalle corse con le motrici dei TIR agli appassionati che si fanno costruire versioni stradali di auto da corsa (come la famosa Dauer Racing 962 o la Maserati MC12 Versione Corse che un appassionato tedesco è riuscito a targare).

Anche nel campo delle competizioni ce n’è per tutti i gusti: si corre in pista, si corre sugli sterrati, si corre nel deserto, si corre in salita, si corre in discesa (le soapbox) e… si corre di traverso.

Sebbene le leggende raccontano che già Tazio Nuvolari fosse un drifter, il drifting si è sviluppato in epoca recente, specialmente in Oriente. La passione del correre di traverso si è trasformata, in Giappone, in un vero e proprio campionato, la serie D1 Grand Prix, la cui prima competizione si svolse nell’ottobre del 2000.

Presto la passione ha varcato i confini nazionali e oggi, in tutto il mondo si corrono i campionati di Drifting.

0-100 ha potuto seguire una delle gare del campionato Thailand Professional Drift 2013, Serie nazionale che riprende il regolamento del D1 Grand Prix Series. La competizione di Bangkok, svoltasi alla fine di giugno, ha visto una grande affluenza di pubblico.

I CAVALIERI DEL DRIFTING

Dai 100 iscritti (che devono essere in possesso di regolare licenza D1) alle fasi di qualifica si arrivano ad avere 20 contendenti. Le prove si svolgono con due drifter che si esibiscono contemporaneamente. Le loro esibizioni vengono giudicate secondo parametri precisi e con l’utilizzo di un particolare dispositivo, denominato DriftBox, ed equipaggiato con un GPS: angolo di drifting, posizione sulla linea stabilita sul percorso e velocità.

Di solito, tra i due piloti impegnati in un round, quello che precede ha un drifting con angolo maggiore rispetto all’inseguitore (che risulta quindi penalizzato). Questi, quindi, tenterà di superarlo per “driftare” meglio dell’avversario. Non è importante seguire una linea precisa, è importante fare il drift più spettacolare.

Alla fine di ogni round i piloti ricevono un punteggio. Dai successivi duelli esce il pilota vincitore della gara del giorno.

[Photo Credit: Professionalshots.it]

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.