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 OCCHIO AL PREZZO. ALL’ASTA DI FERRAGOSTO A PEBBLE BEACH ANDRA’ ALL’ASTA UNA FERRARI MOLTO PREZIOSA, CON UNA STORIA INTEGRALMENTE DOCUMENTATA. QUASI “UN MATCHING NUMBERS” APPARTENUTO AL PILOTA GENTLEMAN JIM KIMBERLY E RIMASTA CON IL SUO ULTIMO PROPRIETARIO (CHE L’HA RIPORTATA AL SUO ANTICO SPLENDORE) PER 45 ANNI.

James H. Kimberly, “Gentleman Jim”, come era spesso conosciuto, era il nipote di uno dei 4 fondatori della Kimberly-Clark Corporation, produttore di numerosi prodotti di carta ma nota, soprattutto, per essere l’inventrice del kleenex. Una giovinezza soprattutto agiata, la sua. Eppure la famiglia gli diede dei sani e corretti valori morali, inclusa una solida etica del lavoro. Cio significò, per lui, trascorrere le estati in Canada a spalare carbone in uno stabilimento per la produzione della carta e servire il suo Paese durante la Seconda Guerra Mondiale arruolandosi in Marina.

La sua passione per le automobili scoppiò durante gli anni del college al Massachusetts Institute of Technology di Boston. Qui strinse amicizia con Harley Earl, per molti anni chief designer General Motors, e praticò una serie infinita di sport: vela, pesca sportiva, aeronautica. E, infine, l’automobilismo. La sua prima auto, la prima Jaguar XK120 importata ufficialmente negli States, rappresentò l’assaggio verso le emozioni più forti: quelle delle corse.

Nel 1950 Jim Kimberly prese parte alla prima 6 Ore di Sebring al volante di una Ferrari 166, la prima di 8 Ferrari che costellarono la sua lunga carriera di pilota gentleman: dopo la 166 una 195 S Berlinetta, due 340 America, la 375 MM Barchetta Pininfarina di questo articolo, una 121 LM, una 375 Plus e una 625 LM Spider. Vinse la prima gara di sempre a Elkhart Lake e corse in tutto il Nord America e in Argentina.

Con il suo team Scuderia Kimberly divenne un personaggio simbolo del campionato americano SCCA. Personaggio magnetico, un po’ eccentrico, con una grande personalità e uno stile inimitabile che si rifletteva nell’abbigliamento del suo team (tute rosse, giacche rosse, un’esibizione di stile ed eleganza semplicemente perfetta).

UNA 375 MM SPECIALE

Durante la stagione di corse del ’53 la 340 America di Kimberly era “alquanto soddisfacente“. Il brillante motore V12 da 4,1 litri aveva una grande riserva di potenza ma la resa dei freni, non ottimale, non permetteva di sfruttarne a pieno il potenziale.

Come cliente Ferrari, Kimberly aveva un rapporto privilegiato con Maranello. Ed ebbe quindi la possibiltà di “esigere”, per i prossimi modelli, carrozzerie molto più efficienti per permettere un miglior raffreddamento dei freni.

Pininfarina, il responsabile delle carrozzerie per le 375 MM Berlinetta che aveva debuttato a Le Mans nel 1953 dovette superare se stessa per la nuova auto di Kimberly. Verso la fine del ’53 la carrozzeria torinese aveva già messo a punto le prime due carrozzerie di 12 esemplari che sarebbero andati a “decorare” il telaio Tipo 102 della 375 MM.

Ma per l’esemplare di Kimberly, telaio 0364 AM, fu fatto uno sforzo ulteriore di ottimizzazione e innovazione. “Scavando“, letteralmente, la porzione di carrozzeria dietro le ruote aveva creato uno spazio di fuga per l’aria calda dei freni. Lo stile, unico in tutta la produzione della 375 MM, ne fece un esemplare speciale mai più replicato. E, del resto, è da considerarsi antesignano delle forme della 250 Testarossa del ’57 la cui carrozzeria portò la firma di Scaglietti.

IL TELAIO 0364 AM

Il telaio della 375 MM numero 8 di 26 fu completato a Maranello il 21 settembre 1953. 4 giorni dopo la meccanica entrò alla Pininfarina per essere vestita con una leggera carrozzeria in alluminio. Sue ulteriori peculiarità erano il grande airscoop sul cofano per il generoso motore V12 Lampredi, il parabrezza unico e bocchettone per il rifornimento al centro del baulotto posteriore. Il colore era una speciale tinta rossa, denominata Kimberly Red, messo a punto dal team della General Motors su richiesta dello stesso Kimberly, che aveva chiesto aiuto all’amico Harley Earl nella creazione di un colore speciale.

L’obbiettivo di Kimberly con quest’auto era chiaro: niente di meno che dominare la stagione ’54 del campionato americano SCCA. Prima dell’inizio delle ostilità, un colpo di scena: la commissione tecnica del campionato non vedeva di buon occhio quei parafanghi posteriori così scavati e mise in dubbio la loro efficacia. Anzi: secondo questi avrebbero potuto incrementare le turbolenze d’aria e causare problemi di instabilità alle alte velocità. Problema risolto abilmente in seguito grazie al pilota John Fitch, che in veste di consulente consigliò una piccola modifica.

IMBATTIBILE

A bordo della sua 375 MM s/n 0364 AM, Jim Kimblerly partecipò a tutte le 20 gare del campionato americano SCCA vincendone 16 e ottenendo 17 vittorie di classe. La stagione si concluse con 9.500 punti contro i 5.500 del suo rivale Bill Spear. Kimberly vinse il titolo di Class C Modified National Champion e di Most Improved Driver Award, riconoscimento poi cambiato in Kimberly Cup in suo onore.

Il successo travolgente di quell’anno creava ottime premesse anche per la stagione ’55. All’inizio dell’anno la 0364 AM prese la via di Sebring ma, per un fatale scherzo del destino, fu vittima di un incidente durante le fasi di avvicinamento. Un costruttore dell’IndyCar fu incaricato di riparare la vettura. La macchina fu pronta ma dalla carrozzeria furono eliminati i passaruota scavati. La magia era finita.

Il potenziale della vettura era crollato e in tutta la stagione ottenne solo un primo posto di classe. Kimberly prese parte all’ultima gara con la 375 MM a Elkhart Lake l’11 settembre del ’55 dove ottenne un poco onorevole settimo posto.

IL MOTORE IN FONDO AL LAGO

Kimberly pensava già alla sua prossima Ferrari da corsa e decise di vendere la 0364 AM. La cedette a un certo Richard Lyeth di Detroit che la volle preparare per gare di accelerazione.

“Spaventato” dalla difficoltà di gestire la manutenzione di un motore Ferrari, con pezzi di ricambio difficili da reperire, Lyeth lo sostituì con un Ford 283 sovralimentato. Fu inoltre installato un differenziale autobloccante Quick Change e un rollbar posteriore simile a quelli montati sulle Jaguar D-Type. La nuova Hi-Tork Special Number 1 partecipò a numerose gare negli anni successivi: da Road America a Watkins Glen. Il 14 maggio 1960 parteciò alla sua ultima competizione della vita a LASC Green Acres.

Il motore V12 Lampredi era stato invece ceduto a un appassionato di Ferrari di Houston nonché pilota nautico. Installò il motore in una delle sue imbarcazioni da corsa ma durante un test ebbe un brutto incidente e la barca affondò. Il motore era perduto per sempre.

45 ANNI CON LO STESSO PROPRIETARIO

Lyeth vendette la Hi-Tork Special Number 1 a un paio di proprietari che la utilizzarono come auto stradale e nel 1968, passò a Charles Weiss, il suo proprietario negli ultimi 45 anni. Pilota, ingegnere Ford per 27 anni, appassionato, collezionista ed esperto di Thunderbird, Weiss ha coccolato questa straordinaria vettura per una vita, riportandola al suo stato originale dopo un lungo e faticoso restauro.

L’acquisto della 375 MM 0368 AM avvenne per caso. Nel ’68 Weiss stava cercando un’auto da corsa per competere nell’SCCA ed era alla ricerca di una Thunderbird. Ma venne a sapere della presenza di una Ferrari inutilizzata, ferma in un garage.

Acquistò l’auto senza sapere con esattezza di cosa si trattasse. La successiva scoperta che si trattava di una Ferrari molto famosa, lo convinse a poco a poco a dedicarsi a lei con un approccio più amorevole.

IL RITORNO ALL’ORIGINALE

Fu quindi intrapreso il lungo, complesso e difficile lavoro di restauro per riportarla allo stato originale. Il primo problema era la carrozzeria: arrivò dalla Pininfarina la conferma che non esistevano disegni di quella forma speciale, con i parafanghi scavati nell’area posteriore del passaruota. Ma grazie all’aiuto di amici alla Ford, dello stesso Kimberly e di Chuck Jordan, capo design General Motors (in contatto con la Pininfarina) si riuscì a ritornare alla configurazione originale grazie all’esperienza della Scutchfield Metal Shaping del Michigan.

Il secondo problema era il motore. Perduto per sempre il motore originale, l’unica possibilità era “sperare” che esistesse un motore di scorta. Kimberly ricordò di aver acquistato anche un’unità di ricambio ma di questa si erano perse le tracce. Ci vollero molti anni e tutto l’aiuto dei soci del Ferrari Club of America ma, finalmente, ecco la soluzione: fu trovato un motore 0436AM che, da certificazione ufficiale Ferrari, risultò essere esattamente un motore di scorta acquistato da Kimberly per la 375 MM 0364 AM. Questo motore non era mai stato montato.

Completata nel 1989, quest’auto è stata per molti anni il vanto di Charles Weiss, che ha deciso di metterla all’asta da RM Auctions nei giorni di Pebble Beach.