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CONCEPT VISIONARIO. IN PAESI COME LA CINA E L’INDIA, IL PROBLEMA DELLA SOVRAURBANIZZAZIONE HA PORTATO LO STUDIO DI ARCHITETTURA AT DESIGN OFFICE, CON SEDI A LONDRA E IN CINA, A IPOTIZZARE UNA RETE DI VERE E PROPRIE CITTA’ GALLEGGIANTI AUTOSUFFICIENTI.

La realizzazione del primo prototipo di Floating City è stato commissionato dalla China Communications Construction Company (CCCC) all’AT Design Office al fine di concepire una città alternativa, autosufficiente ed ecologica per cercare di ridurre l’inquinamento per un futuro più eco-sostenibile.

Le Floarting City sarebbero a zero emissioni di carbonio e con un consumo energetico quasi nullo garantito dagli impianti alimentati da energia rinnovabile collocati sulle città.

L’innovativo progetto, composto da moduli esagonali prefabbricati a formare isole artificiali, si estenderebbe per più di 4 miglia quadrate (circa 10 chilometri quadrati).

Le futuristiche città galleggianti sarebbero completamente autonome producendo cibo e smaltendo i rifiuti grazie anche al piano che prevederebbe aziende agricolevivai e centri di raccolta per i rifiuti.

Non mancherebbero spazi verdi collocati sia sopra sia sotto la superficie del mare e una rete di passerelle e gallerie per permettere agli abitanti di attraversare comodamente la “metropoli oceanica”.

Le metropoli galleggianti sarebbero collegate tra loro e alla terraferma grazie a una rete di tunnel subacquei provvisti di marciapiedi e carreggiate lungo le quali viaggeranno, anziché le inquinanti auto a benzina, auto elettriche e trasporto pubblico a zero emissioni.

Per realizzarle si utilizzerebbe la stessa tecnologia usata per la creazione del ponte,attualmente in corso, tra Hong Kong, Macao e Zhuhai lungo ben 31 chilometri e che sarà affiancato da un tunnel sottomarino di 150 metri di lunghezza destinato a ospitare box prefabbricati in calcestruzzo.