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PREMI START (A SINISTRA) MA NON SUCCEDE NIENTE! ECCO I PRIMI RISULTATI “STRADALI” DELLA PORSCHE 919 HYBRID CHE HA VINTO LE MANS 2015. LA PORSCHE MISSION E E’ SEMPLICEMENTE PERFETTA: OLTRE 600 CAVALLI, QUATTRO RUOTE STERZANTI, TRAZIONE INTEGRALE, 0-100 IN 3″5, OLTRE 500 CHILOMETRI DI AUTONOMIA, 15 MINUTI PER OTTENERE L’80% DI RICARICA DELLE BATTERIE E, UDITE-UDITE, MENO DI 8 SECONDI AL NURBURGRING. MA, PURTROPPO, E’ MUTA.

La Porsche Mission E è la prima auto a propulsione completamente elettrica della storia del brand Porsche. A voler essere precisi, all’esposizione di Parigi del 1900 la K.u.k. Hofwagenfabrik-Jakob Lohner & Co. di Florisdorf-Vienna, presentò la Lohner-Porsche Mixte Hybrid, auto elettrica progettata da un giovane (25 anni) Ferdinand Porsche.

Sulla falsariga della Porsche Panamera, ed evidentemente in aperto contrasto con la Tesla Model S, la casa di Stoccarda presenta un avveniristico prototipo ridondante di tecnologia, il primo concreto effetto degli studi condotti sulla Porsche 919 Hybrid, la vincitrice della 24 Ore di Le Mans dello scorso giugno.

Con questo prototipo, del resto, Porsche non fa altro che applicare alla lettera la sua filosofia: innovazione continua, sperimentazione senza fine, sviluppo di tecnologie dalle corse per arrivare ai modelli stradali.

CORPO VETTURA

La Porsche Mission E è una berlina 4 porte con 4 sedili singoli, alta 130 centimetri e priva di montanti B (tra le due portiere).

La Porsche Mission E fa largo uso di fibra di carbonio: di questo materiale sono la carrozzeria (priva di specchi retrovisori: al loro posto ci sono due piccole telecamere dietro i parafanghi anteriori) e le ruote (anteriori da 21″, posteriori da 22″).

MOTORE

La Porsche Mission E è equipaggiata con due motori elettrici sincroni a magneti permanenti (Permanent Magnet Synchronous Motor – PMSM), uno per ogni asse. Complessivamente sviluppano oltre 600 Cavalli di potenza e possono spingere la vettura sullo 0-100 in meno di 3″5 e sullo 0-200 in meno di 12″.

Questi sono alimentati con un set di batterie al litio (sistemate sotto il pavimento dell’auto, tra gli assi) ad alto contenuto di innovazione: queste infatti hanno una tensione di 800 V, il doppio rispetto alle batterie tradizionali. Raddoppiando il voltaggio Porsche è riuscita a ottenere un risultato eccezionale: accumulatori più piccoli delle batterie normali, minore peso, 500 chilometri di autonomia con una sola carica.

Le batterie si ricaricano attraverso il Porsche Turbo Charging, che consiste in un apposito vano ricavato ricavato sul parafango anteriore sinistro. Lasciando le batterie in carica per 15 minuti si ottiene l’80% di carica, equivalente – secondo Porsche – a 400 chilometri di autonomia.

ABITACOLO

L’interno della Porsche Mission E riflette il suo layout meccanico: manca il tunnel centrale della trasmissione e sono presenti 4 sedili a guscio, testimonianza delle sue elevate prestazioni. La strumentazione completamente digitale, proiettata su uno schermo avvolgente, propone i classici 5 strumenti Porsche, seppure visualizzati virtualmente. Questi sono gestiti anche a seconda della posizione del sedile e dell’altezza del pilota in modo da assicurare, sempre, una visibilità completa. Una telecamera, inoltre, cattura lo sguardo del pilota e rileva cosa stia guardando sulla plancia.

Le informazioni continuano sul resto della plancia fino a tutta la zona di fronte al passeggero. Si possono controllare le funzioni relative a climatizzazione, navigazione, veicolo o multimedia. Le informazioni sono visualizzate con un effetto 3D e possono essere gestite anche attraverso un sistema gestuale da parte degli occupanti.

Attraverso il Porsche Car Connect, infine, è sempre possibile agire “via remoto” sulla macchina: si possono modificare le configurazioni di bordo via tablet o smartphone, si può stabilire un contatto con un Centro Porsche dove la vettura è presente per avere i dati diagnostici in tempo reale. Attraverso il Porsche Connect Portal, infine, si può “inviare” a ogni interessato una “chiave digitale” della Mission E per gestire porte e accensione.

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.