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9 MINUTI NEL 1993, 14 SECONDI NEL 2014. QUESTO E’ IL RISULTATO RIVELATO DA UN DOSSIER CIRCA IL TEMPO IMPIEGATO PER RUBARE UN’AUTO. CHE AMAREZZA!

Quando si pensa alla tecnologia spesso e volentieri non si pensa che le migliorie in campo high tech possano rivelarsi quanto mai utili anche per i criminali.

Una volta scassinavano serrature, rompevano finestrini, bucavano gomme mentre ora, grazie a dispositivi che clonano i codici criptati che autorizzano l’apertura delle portiere e che riprogrammano le centraline delle auto, rubare auto risulta essere più semplice e veloce.

I più “tecnologicamente avanzati” risultano essere i malviventi dell’Europa dell’Est e i nord africani attivi soprattutto in Nord d’Italia.

Nel Centro del Paese, roccaforte di delinquenti dell’Est Europa (con sedi in Ucraina e Romania), le vetture rubate vengono poi veicolate verso l’Europa dell’Est, l’Africa Settentrionale e i Paesi Arabi.

Il business delle auto rubate riguarda anche le organizzazioni criminali della Campania che hanno eletto la Capitale italiana come la migliore metropoli dalla quale “prelevare” auto per i loro traffici internazionali.

Nelle regioni del Sud d’Italia vanno tuttora per la maggiore i “metodi della tradizione vecchio stile” con i veicoli rubati impiegati sia per compiere attività illecite sia per smontarle, catalogarle e rimettere in commercio i pezzi di ricambio sotto la copertura di autodemolizioni.

Da sottolineare che, secondo quest’analisi, l’anno scorso i furti in Italia, quasi 112.000, sono rimasti stabili rispetto gli anni precedenti mentre la percentuale di automobili ritrovate è scesa al -41%.

Anche in questo caso al Nord si ritrovano più vetture (77% in Emilia Romagna e 75% in Veneto) che al Sud (27% in Lazio e 28% in Campania).