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BUTTATE I LIBRI DI STORIA! IL RITROVAMENTO DI UN CRONOGRAFO COSTRUITO DA LOUIS MOINET NEL 1816 ANNULLA E RISCRIVE LA STORIA DI QUESTA COMPLICAZIONE.

Il marchio svizzero Louis Moinet fa un annuncio sconcertante che rivoluziona la storia della complicazione cronografica.

Fino a oggi si riteneva che il cronografo fosse stato inventato nel 1821 e perfezionato nel 1862 con la creazione del meccanismo di azzeramento del cronografo.

E’ invece stato scoperto un cronografo creato (la data si desume dall’analisi dei punzoni) da Louis Moinet tra il 1815 e il 1816. Questo modello, denominato Compteur de Tierces (“Contatore di Terzi”), sposta indietro di molti anni la data di invenzione.

DAI DIARI DI LOUIS MOINET

Scrisse lo stesso Louis Moinet nei suoi racconti autobiografici: “… Nel 1815 ero venuto a Parigi esclusivamente per lavorare a questo progetto e creare un contatore di terzi. L’esecuzione complessa e tentata solo raramente di questo strumento dalla composizione innovativa, mi ha permesso di raggiungere appieno il mio obiettivo…“.

Nel suo trattato di orologeria del 1848, Moinet scrisse: Questa invenzione mi fu suggerita durante le mie osservazioni nell’occasione seguente: ero entrato in possesso di un piccolo quarto del circolo mobile del famoso Borda (autore del Circolo intero). Questo strumento, di accurata produzione inglese, in equilibrio su un rubino e per mezzo di ingegnosi contrappesi, secondo il suo autore avrebbe dovuto essere esente dall’inerzia propria dei movimenti della nave, fornendo a bordo informazioni precise come quelle rilevate a terra. Ma questo progetto non ebbe successo. Dal momento che acquistai lo strumento con uno scopo differente, vi aggiunsi, per l’osservazione a terra, un circolo dell’orizzonte diviso in minuti dal defunto Fortin, per mezzo di un nonio, due livelli incrociati, un asse mobile smerigliato e un supporto-treppiede a viti calanti, con divisione, ecc. Ma dal momento che la lunetta ha un’estensione ridotta, i fili del suo reticolato sono molto ravvicinati e fu proprio per rimediare all’inconveniente sopra esposto, ovvero la difficoltà ad osservare i fili, che immaginai il contatore di terzi, che è riuscito in modo ottimale, fornendomi esattamente la distanza dei fili reticolari“.

Questo orologio appare rivoluzionario: fu concepito per le misurazioni astronomiche ed era in grado di misurare il 60esimo di secondo, una prestazione sconosciuta ai quei tempi. Il suo movimento registrava 60 oscillazioni al secondo, 216.000 all’ora, un valore eccezionale se si pensa che oggi, la maggior parte degli orologi meccanici lavora a 28.800 alternanze l’ora. Moinet, dunque, è da considerarsi un vero pioniere dell’alta frequenza. Ma non solo. Il cronografo, infatti, disponeva anche della funzione di azzeramento.

Sul quadrante il piccolo contatore alla sinistra delle 12 indicava 60 minuti, alla destra i 60 secondi, alle 6 il contatore delle 24 ore e al centro i sessantesimi di secondo.

LA STORIA DEL CRONOGRAFO MECCANICO

I primordi della storia del cronografo si fanno risalire al 1776, anno in cui l’inventore Jean-Moyes Pouzait coniò il termine “cronografo” per identificare un dispositivo che misurasse il tempo in cui un proiettile rimaneva in volo.

Egli costruì un orologio con “secondi indipendenti“, azionato da un diverso sistema di ingranaggi, che poteva essere azionato o fermato indipendentemente dallo scorrere della lancetta delle ore e dei minuti. C’era tuttavia un problema: la lancetta dei secondi non poteva essere rimessa a zero.

La prima applicazione di questo concetto a un orologio risale al 1821: Re Luigi XVIII chiese al suo orologiaio di Corte, Nicolas Rieussec, di creargli uno strumento per cronometrare le corse di cavalli al Campo di Marte (dove nel 1889 si inizierà la costruzione della Tour Eiffel). Anche in questo caso, il meccanismo non poteva essere azzerato.

Ci pensò, nel 1844, l’orologiaio svizzero Adolphe Nicole (residente a Londra), che il 7 ottobre registrò un brevetto per un meccanismo cronografico con una speciale camma a forma di cuore che rimetteva a zero la lancetta dei secondi.

Si dovette tuttavia attendere il 1862. In quell’anno Henri Féréol Piguet del marchio Nicole et Capt della Vallée du Joux presentò alla Fiera Universale di Londra un cronografo dotato di meccanismo di azzeramento.

Per giungere alla definizione di un cronografo come siamo abituati a conoscerlo oggi si dovette attendere il 1868 e l’intuizione di Auguste Baud, che modificò la dislocazione degli ingranaggi della complicazione cronografica rendendo più semplice la manutenzione del segnatempo.

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[wptabtitle] DATI TECNICI[/wptabtitle]
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MOVIMENTO
A platina piena su 4 ponti, barilletto, perno e catena.
Scappamento a cilindro in acciaio e tegola di rubini.
Bilanciere formato da una barretta dotata alle estremità di un contrappeso in platino che può essere spostato per la regolazione del bilanciere.
Ruota di scappamento da 30 denti.
Spirale in acciaio piatto, 7 giri.
Sei fori per rubini con controperno, più una tegola sullo scappamento, per un totale di tredici rubini.
Materiale: ottone puntinato dorato a fuoco.
Alternanze 216.000 vibrazioni all’ora, frequenza di 30 hertz.

DIMENSIONI
Diametro 57,7 mm.
Spessore 9 mm.
Firma sulla platina superiore: Louis Moinet.

CARICA
Più di 30 ore di riserva di carica.
Indicatore di carica della molla del barilletto situato in un alloggiamento della cuvette.

CASSA
In argento con anello elastico sulla lunetta e fondello.
Lunetta a baionetta.
Cuvette su cerniera, cuvette bloccata da un perno a vite.
Cassa semi-arrotondata, carrure piatta, con 4 pezzi.
La cuvette riporta i 4 punzoni: 1. Association des Orfèvres de Paris;
2. Maître; 3. Deuxième coq (titre Ag 900); 4. Garantie No 815.

QUADRANTE
Quadrante in metallo puntinato argentato, recante la firma di Louis Moinet.
Il quadrante è suddiviso in tre sottoquadranti:
In alto a sinistra: contatore dei 60 minuti
In alto a destra: contatore dei 60 secondi
In basso al centro: contatore delle 24 ore

LANCETTE
Una lancetta sottile al centro con contrappeso per il sessantesimo di secondo.
Due lancette identiche per i 60 secondi e i 60 minuti.
Una lancetta a “Pomme” per le 24 ore.
Materiale di tutte le lancette: acciaio ricotto al blu.

PULSANTI
Sul 60° di terzo: pulsante di avvio e arresto del cronografo.
Sul 56° di terzo: pulsante di azzeramento del contatore dei terzi.

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[wptabtitle] ALBUM FOTOGRAFICO[/wptabtitle]

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[wptabtitle] VIDEO[/wptabtitle]

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.