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NON CHIAMATELO MADE IN ITALY. LE LANCIA SONO CHRYSLER CON UN MARCHIO DIVERSO, CHRYSLER SONO I MOTORI DELLE MASERATI, LA SCOCCA DELLA FIAT 500 E’ QUELLA DELLA FORD KA (E LA FANNO IN POLONIA). E LA NUOVA ALFA ROMEO DUETTO E’ UNA MAZDA MX5.

Fiat Group e Mazda hanno firmato l’accordo del quale si era dato annuncio lo scorso maggio.

I due marchi produrranno una piattaforma condivisa per una roadster due posti con trazione posteriore.

Per Mazda questa sarà la nuova generazione della MX5. Per Alfa Romeo sarà il ritorno all’iconica spider due posti introdotta per la prima volta nel 1966 e che ha prodotto il mito della leggendaria Duetto.

ALFA SEMPRE MENO ICONICA

Fino ai primi Anni 90 il classico concetto dell’Alfa Romeo Spider è rimasto sostanzialmente immutato, nello schema meccanico ma, soprattutto, nel design. Successivamente il mito si è alquanto svilito con l’introduzione dell’Alfa Romeo Spider su base GTV e, ai giorni nostri, con la configurazione spider dell’Alfa Romeo Brera.

I modelli dell’Alfa Romeo Spider si sono susseguiti negli anni con varie evoluzioni:

I serie (1966 – 1969): Alfa Romeo Giulia Spider Duetto “Osso di Seppia”. Motore 4 cilindri 1.600, 1.750 (dal 1968) e 1.300 (dal 1968).

II Serie (1969 – 1982): Alfa Romeo Giulia Spider (Coda Tronca). Motore 4 cilindri 1.750 (1969 – ’72), 2.000 (1971 – 1982), 1.600 (1972 – 1977, 1980 – 1982).

III Serie (1983 – 1989). Motore 4 cilindri 1.600 e 2.000

IV Serie (1989 – 1993). Motore 4 cilindri 1.600, 2.000 e 2.000 con catalizzatore.

Alfa Romeo Spider (1995 – 1998).

Alfa Romeo Spider (1998 – 2003).

Alfa Romeo Spider (2003 – 2006).

Alfa Romeo Spider (2006 – 2008).

Alfa Romeo Spider (2008 – 2009)

Alfa Romeo Spider (2009 – 2010)

MAZDA SEMPRE FEDELE

Chi invece ha seriamente conservato i valori introdotti sul primo modello del 1990 è stata Mazda, che non ha mai smesso di proporre una classica roadster due posti con capote in tela, motore anteriore e trazione posteriore.

Il tutto seguendo un approccio tipicamente britannico: forme compatte, peso ridotto, capote manuale, spazio non abbondante, spiccata dinamicità.

Evolvendo negli anni il marchio giapponese ha soprattutto aggiornato l’MX5 nello stile e solo negli ultimi anni ha introdotto concetti più moderni in chiave di comfort: il cambio automatico e la versione con hardtop metallico ripiegabile.

I modelli prodotti:

I serie (1990 – 1998)

II Serie (1998 – 2004)

III Serie (2005 – 2010).

IV Serie (dal 2010).

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.
  • Ciccio

    Avete dimendicato di dire che la Foat Sedici la fa la Suzuki