MERCATO DELL’OROLOGERIA: Due chiacchiere con Umberto Verga (orologeria Luigi Verga, Milano)

IL TIC-TAC DE MILAN. 0-100.IT INTERVISTA UMBERTO VERGA, TITOLARE DELL’OROLOGERIA LUIGI VERGA DI MILANO, UNO DEGLI STORICI PUNTI DI RIFERIMENTO PER GLI APPASSIONATI MILANESI. LA SITUAZIONE DEL MERCATO, I MARCHI CHE VANNO DI PIU’, I MODELLI PIU’ INTERESSANTI, I CONSIGLI PER UN BUON ACQUISTO.

Fondata nel 1947 l’Orologeria Luigi Verga è uno dei punti di riferimento all’ombra della Madonnina, esattamente a due passi dal Duomo. Il successo del negozio, che verso l’inizio degli Anni 50 inizia a proporre alla clientela i grandi nomi dell’orologeria, come Rolex, si deve all’intuizione di Luigi di offrire alla clientela un adeguato servizio post-vendita. Organizza, quindi, un proprio laboratorio di riparazioni al piano superiore. La passione si trasmette a Valerio, figlio del fondatore e, successivamente, ai nuovi eredi Umberto e Valeria. Nel 1989 l’attività si allarga con l’apertura di una nuova boutique in via Cappellari e nel 1997 anche in Corso Vercelli.

0-100.it ha incontrato Umberto Verga nella sede di Via Mazzini, per una chiacchierata sullo stato dell’orologeria in Italia e quali consigli dare agli appassionati.

Qual’è la situazione attuale del mercato dell’orologeria meccanica in Italia?

In questi anni anche il mercato ha risentito della difficile congiuntura ma, come quasi tutto il mercato del lusso, ha ottenuto comunque degli ottimi risultati grazie a una sempre maggiore presenza di consumatori esteri, prevalentemente asiatici.

– Il mercato si sta modificando?

Certamente. In seguito alla crisi è aumentata ad esempio la richiesta degli orologi di secondo polso e c’è maggiore concentrazione su pezzi “iconici” delle varie manifatture. A tal proposito, anche la nostra azienda si è adeguata al mercato. Nel 2013 abbiamo infatti trasformato il nostro punto vendita di Via Cappellari, da negozio che proponeva marche giovanili e di prezzo accessibile, in uno spazio per l’acquisto di segnatempo di “secondo polso” delle migliori marche elvetiche.
Analizzando le “ragioni” d’acquisto, oggi il consumatore è poco portato “a rischiare” su modelli nuovi, sui quali non ha una visione futura in termini di mantenimento del valore, e preferisce “investire” su orologi classici di cui conosce la storia. Al contrario, per i segnatempo di altissima gamma, la crisi ha inciso poco e la domanda si è mantenuta costante.

– Quali marchi e fasce di prezzo stanno risentendo di più della crisi?

Per quanto riguarda la fascia di prezzo, quella che ha sofferto maggiormente va dai 2.000 ai 5.000 euro. Per i marchi l’analisi è più complessa. Come detto in precedenza la crisi ha coinvolto più la modellistica che le marche. I prodotti “evergreen” sono sempre richiesti.

– Ci potrebbero essere delle ricette per uscire dalla crisi per quanto riguarda l’orologeria?

Dal mio punto di vista, è più un problema di macro economia e che va risolto, innanzitutto, per aumentare l’occupazione e in secondo luogo per far ritrovare la fiducia e la propensione al consumo.

– Quali consigli si potrebbero dare a un appassionato che voglia acquistare un orologio?

Innanzitutto la “tenuta” del valore di un orologio non dipende dalla fascia prezzo cui lo stesso appartiene. Acquistando prodotti classici è più facile avere un valore “costante” nel tempo, naturalmente a meno di modifiche dell’andamento del settore, che rappresentano sempre una variabile incontrollabile.

– Mercato dell’usato: su quali marchi e modelli vale la pena investire attualmente?

Diciamo che, su gamme di valore diverse, Rolex, Patek Phillippe e Audermars Piguet sono sempre attuali e pertanto consigliabili.

– Quali consigli si possono dare a chi cerca un orologio di prestigio usato?

Uno dei consigli più utili è quello di acquistare da rivenditori autorizzati che vendono anche il “secondo polso”. In aggiunta, visionare l’orologio di persona e verificare che abbia la sua garanzia originale. Assolutamente sconsigliato l’acquisto on-line a scatola chiusa.

– Si possono fare previsioni sui modelli che in futuro aumenteranno il loro valore?

Sicuramente, pezzi che hanno produzioni molto limitate o caratteristiche particolari hanno una buona possibilità di mantenere il loro valore nel tempo.