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Milano Autoclassica è una di quelle dimensioni che stanno felicemente lontane dalla realtà; in cui nonni, padri, figli e nipoti seppelliscono i loro scontri intergenerazionali e si ritrovano tutti uniti davanti a griglie e fanali o a pneumatici che hanno già sgommato sulle pagine della storia, o che invece lo stanno facendo tutt’ora. L’evento milanese è un concept che nel tempo ha conquistato il gradimento di un pubblico ampio e variegato, che raccoglie di tutto: capolavori d’alto collezionismo, appannate utilitarie rugose e qualche giovane wrappata. All’ultima edizione abiamo fatto un grande balletto balzando dal luccichio dell’asta di Wannenes al fumo ringhioso delle youngtimer, portate dai numerosi club presenti all’esterno dei padiglioni.

Tanti Auguri Countach!

Il padiglione centrale, sotto le insegne dell’ACI, ha voluto rendere omaggio a una delle massime espressioni dell’estremismo automobilistico. Diversi esemplari di Lamborghini Countach in tutte le versioni esistite, dalla primissima del 1971 alla Venticinquesimo Anniversario, hanno rapito gli occhi dei presenti a Milano Autoclassica, alzando spesso e volentieri le loro porte verticali come fossero delle code di pavone. Il genio italiano è stato celebrato anche dalle creazioni di Vignale esposte dall’ASI; Maserati 3500 GT, Fiat 600 Rendez Vous ed MG TD; e dalle barchette emiliane; Maserati 200 S, Ferrari 750 Monza e OSCA MT4; in prima fila a salutare i visitatori all’ingresso.

Il classico che guarda avanti

Anche Milano Autoclassica si è lasciata rapire dal crescente interesse per le restomod. Sono automobili iconiche, vere stelle del passato ormai in pensione che tornano a nuova vita grazie a un complesso lavoro di ammodernamento meccanico ed estetico. Queste auto rinascono migliori di prima suscitando un misto di fascino e discussioni. È il caso di due “mostri sacri” della genialità e passione italiane: da un lato la Kimera EVO37, la 037 di Lancia riadattata per “bastonare le regine attuali. Dall’altro la Totem GT Super, mostrificazione dell’indimenticabile Alfa Romeo Giulia GT. È spinta col V6 della Giulia GTAm dell’era Stellantis ma per i piloti più green è disponibile una versione elettrica.

Stelle all’incanto

Nei padiglioni della Fiera di Rho si è svolta la prestigiosa asta di Wannenes, che ha portato sotto i riflettori autentiche perle; come le Abarth 850 TC e OT 1000, Lotus Elan, Mercedes C55 AMG, Alfa Romeo Giulietta Spider, Ford Mutt e diverse altre; alcune di queste erano ancora ammantate sotto quella coperta di polvere e ragnatele che, per anni, le ha protette dagli sguardi dei barnfinder. Tra i lotti che hanno trovato una nuova casa, assieme ad alcune moto e memorabilia d’antan, spicca lei, la Fiat 509S firmata Zagato del 1927, con un passato agonistico tutto da raccontare, che ha salutato i contendenti per oltre 178.000 euro ed è volata nel garage dell suo nuovo proprietario.

L’anima della passione

Da sempre questi eventi fanno da vetrina per i numerosi club che, con raduni e incontri, tengono vivo lo smisurato interesse per i motori in tutto lo Stivale. MilanoAutoclassica ha spalancato le porte del polo fieristico ad una moltitudine di stendardi, colori e folclori, affezionati ai più disparati marchi e modelli. Gli esterni sono stati presi d’assalto da Mini Fiat 500, Renault 4 (tra cui le rare Frog), Chevrolet Corvette, Ford Mustang e Mercedes SL. Dentro, in pochi passi, è stato possibile passare dall’austerità di Wartburg e Trabant all’esuberanza di Dodge Charger e Pontiac Firebird, senza tralasciare l’esemplare di Renault 4 prima serie, costruito in Italia dall’Alfa Romeo, e la Fiat Panda Italia 90, rarissima edizione speciale per i mondiali. Siccome la passione ci unisce Milano Autoclassica ha fatto da trampolino di lancio, nel Belpaese, ad una delegazione di Retro Classic Stoccarda, con una selezione di loro vetture.

Largo agli affari

L’evento è anche una cartina tornasole per tutto ciò che avviene nel mercato delle auto storiche. Commercianti e privati pare abbiano ritrovato un certo ottimismo nel business come dimostrato dalle tante storiche e youngtimer che sfoggiavano sorridenti la scritta “sold” sul parabrezza. Tra le chicche del 2021 vanno ricordate Honda S800 coupé, Porsche 959, Alfa Romeo Giulietta Turbodelta e Aston Martin Virage, quella appartenuta all’allora presidente dell’Inter Massimo Moratti.

Uno spazio per tutti

La grande kermesse milanese ha, come da tradizione, dato visibilità a tutto ciò che ruota intorno alla nostra mania per le quattro ruote. Alcune tra le più emozionanti gare di regolarità, tra cui la Milano Sanremo, hanno presentato i loro programmi per l’anno prossimo mentre due conclamate star di Youtube, Gabriele Sirtori di Gasi Garage ed Emanuele Sabatino di Ema Motorsport, sono state impegnate tra foto e autografi. Non poteva mancare anche la riproduzione del più antico esperimento di ingegneria del veicolo, ovvero il carro semovente di Leonardo Da Vinci, gentilmente portato dalla Fondazione Leonardo 500. Anche i cacciatori di ricambi, documentazioni o, più in generale, gli amanti dello shopping hanno avuto un’ampia scelta di banchi su cui passare le ore.

Un sereno arrivederci

L’edizione 2021 di Milano Autoclassica ha confermato ancora una volta la sua importanza. Quest’anno lo è stato ancora di più per il pubblico desideroso di vita normale, di lasciarsi il peggio alle spalle.

Augusto Pellucchi

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