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MITI E LEGGENDE D’ITALIA. CARLO CHITI, L’AUTODELTA, ALFA ROMEO… ATMOSFERE UNICHE RIVIVONO A MONZA PER IL DEBUTTO IN PISTA DELLA MONTECARLO AUTOMOBILE CARLO CHITI MONZACODALUNGA, EREDE DELLA CENTENAIRE V12 DEL 1993 E REALIZZATA SULL’ESPERIENZA DELLA MONTECARLO QUADRIFUEL. MOTORE 6 CILINDRI 3 LITRI ALFA ROMEO “BUSSO”, 300 CV, ALIMENTAZIONE BIFUEL, 20 ESEMPLARI, 150.000 EURO.

Fulvio Maria Ballabio, pilota gentleman, fondatore e animatore del marchio automobilistico Montecarlo Automobile (che a metà degli Anni 90 produsse la hyper car Centenaire) ha portato in pista, in occasione dei 50 anni dell’Autodelta celebrati recentemente sul circuito di Monza, la Carlo Chiti MonzaCodaLunga per la sua prima esibizione dinamica in pista.

La supercar “italo-monegasca” è dedicata al genio di Carlo Chiti, storico progettista Ferrari e Alfa Romeo, fondatore dell’Autodelta e fondatore dell’ATS (che produsse pochissimi esemplari della 2500 nel 1961, oggi un gioiello da collezione di grande valore) dopo le famose dimissioni (sue e di altri 7 dirigenti) dallo staff tecnico della Ferrari per violenti contrasti con Enzo Ferrari stesso.

L’ingegnere toscano è stato un attivo collaboratore della Montecarlo Automobile: ha infatti progettato il 12 cilindri montato sulla Centenaire.

MOTORE ALFA V6 3 LITRI, ALIMENTAZIONE “GREEN”

La Montecarlo Automobile Carlo Chiti MonzaCodaLunga è una discendente diretta della concept Montecarlo Quadrifuel sviluppata per portare in sperimentazione “pratica” soluzioni innovative per un’auto da corsa con filosofia “eco-green”.

E’ costruita attorno a una monoscocca in fibra di carbonio con un motore 6 cilindri a V 3 litri di derivazione Alfa Romeo (il cosiddetto “motore Busso”) con potenza massima di 300 Cv. L’impianto di alimentazione bifuel, curato e sviluppato dalla BRC, prevede l’uso di metano.

20 ESEMPLARI, 150.000 EURO

Montecarlo Automobile sta raccogliendo gli ordini per 20 esemplari al prezzo di 150.000 euro. Una parte del ricavato dalla vendita di ogni esemplare sarà devoluto a un’importazione fondazione cinofila monegasca, rispettando, così, quella che fu la più grande passione dell’ing. Carlo Chiti.