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THINKING POSITIVE. FONDAZIONE ALTAGAMMA HA RECENTEMENTE PRESENTATO LA RICERCA “TRUE LUXURY GLOBAL CONSUMER INSIGH” CHE DICHIARA CHE, NEL GIRO DI 6 ANNI (2014-2020), SI PASSERA’ DAI 380 MILIONI DI CONSUMATORI DEL SETTORE LUXURY AI 440 MILIONI (+60 MILIONI). LA SPESA COMPLESSIVA PASSERA’ QUINDI DAGLI ATTUALI 730 MILIARDI DI EURO AGLI 880 MILIARDI DI EURO (+150 MILIARDI DI EURO).

Fortunatamente, questo incremento, rispetto a quello di una decina di anni fa, vedrà un consumatore più consapevole e attento a dettagli fondamentali come, per esempio, la provenienza dei prodotti.

A questo proposito, ci si augura una sempre maggiore attenzione e rispetto nei confronti del “Made in Italy”.

Andrea Illy, Presidente di Fondazione Altagamma ha tenuto a sottolineare che: “L’Italia è la patria della bellezza e in virtù di questo abbiamo chiesto al governo di creare una partnership pubblico/privato per supportare le esportazioni che vanno sostenute perché rappresentano l’unica formula per la ripresa”.

I consumatori “affamati di lusso” verranno per lo più dagli Stati Uniti d’America, seguiti da Cina (+15 milioni di nuovi compratori), Europa e Middle East.

Mentre gli amanti del lusso provenienti dai Paesi emergenti prediligono l’acquisto in flagship store, i Paesi più “maturi” preferiscono i più raccolti e intimi “punti vendita monomarca” ancor meglio se collocati in location esclusive.

I consumatori del lusso si suddividono in “core” e “aspirazionali”.

I primi, che rappresentano il 40% circa del mercato mondiale, sono quelli che spendono mediamente 10.000 euro l’anno mentre il restante 60% è costituito dagli “aspirazionali”, per la serie “posso ma solo ogni tanto”, con una spesa annua fino ai 2.000 euro.

Particolare attenzione dovrà essere riservata a quel milione circa di compratori “disaffezionati” (soprattutto italiani, francesi, giapponesi e statunitensi) che prevedono, al contrario, di ridurre di non poco la loro spesa nel settore luxury.