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IN NOMINE SOVRASTERZI. LA GT86 RIPORTA (E MENO MALE!) IL CONCETTO DI SPORTIVITA’ INDIETRO DI QUALCHE ANNO, VERSO UN SIGNIFICATO PIU’ AUTENTICO DELLA SPORTIVITA’. RIPARTE DALLA CELICA, LO PERMEA DI PASSIONE, LO RENDE ATTUALE. E NELLA SUA FASCIA DI PREZZO RIESCE A CREARE UN OGGETTO DI GRANDE FASCINO, DA GODERE FINO ALL’ULTIMO BULLONE.

Se si dovesse cercare un aggettivo che descrivesse il nuovo coupé sportivo Toyota nella sua completezza, “spontaneità” è il termine più azzeccato.

La GT86 crea il piacere di tutte quelle sfumature (piccole o grandi) che fanno autentica un’auto sportiva. Non si potrebbe pretendere di creare questa atmosfera offrendo solo piccoli assaggi trascurando molti elementi importanti (motore, architettura meccanica, prestazioni, handling…).

C’è bisogno, oggi, di restituire dignità a questa filosofia, ostaggio delle leggi del marketing (vuoi più cavalli? Paghi! Vuoi lo scarico sportivo? Paghi! Vuoi il cambio con corsa accorciata? Paghi! Vuoi il sedile a guscio? Paghi!). Ci voleva un’auto sportiva che, senza necessità di investire un capitale, ristabilisse un po’ di “giuste regole”. Eccola: coupé, 2+2, motore anteriore, trazione posteriore, schema Transaxle, cambio meccanico.

Giapponese fino al midollo, la Toyota GT86 sembra cercare (secondo 0-100.it riuscendovi) piaceri ancestrali o figli di altre culture (lontanissimi, nello spazio e nel tempo, da quella europea dominante): la sportività britannica che ha fatto la fortuna di tanti piccoli marchi (Noble, Caterham, TVR, Marcos, Lotus…), la sportività “italica” degli Anni 60 e 70, quella che ha creato dei veri e propri miti automobilistici (l’Alfa Romeo Junior Z, la Lancia Fulvia Coupé, la Fiat Dino, l’Abarth OT Coupé, l’Opel GT 1900, la RenaultAlpine A310, la Ford Escort RS 1600 MK1, la Datsun 240Z e la Porsche 912).

SCHIETTEZZA

La Toyota GT86 è un rigoroso meccanismo dotato di precisione giapponese: un 4 cilindri boxer 2 litri da 200 Cv con tanto carattere, un cambio a 6 marce dotato di un leveraggio corto da farti perdere la testa, un bilanciamento ottimale delle masse grazie al sistema Transaxle (motore anteriore, cambio in blocco con il differenziale, agganciato mediante un tubo rigido di raccordo), trazione posteriore (Alleluia!), uno sterzo di grande precisione e ottima rapportatura, un assetto sportivo tarato per offrire un handling scrupolosamente sicuro e divertente.

Ed è contraddistinta da una serie di particolarità che se da un lato possono sembrare “cheap” (l’orologio digitale sulla plancia, la panchetta posteriore un po’ approssimativa, la mancanza di controlli al volante…) in realtà possono essere interpretati come piccoli suggerimenti a “epurare” la Toyota GT86 dai preconcetti concentrandosi su ciò che sa offrire in termini di piacere di guida.

Del resto, non per la mancanza delle cosucce sopra segnalate può essere definita una macchina poco confortevole e pratica. Anzi! Comoda, silenziosa in autostrada, con un impianto di climatizzazione rapido ed efficiente, con un baule abbastanza capiente, con un pedale della frizione corto e che “stacca” in modo preciso e confortevole.

AL VOLANTE

La posizione di guida della GT86 è come te la aspetti: bassa, raccolta, alto tunnel centrale, leva del cambio vicina al volante, volante piccolo a tre razze. Così il 50% della soddisfazione è già raggiunta.

Il motore ha una buona sonorità (anche se, forse, “un po’troppo Subaru”) e anche da fermo dichiara apertamente i suoi propositi.

Posizione di guida e motore si armonizzano creando un’unione favorevole. Per questo la GT86 piace in tutte le situazioni. Nel traffico e nella guida rilassata è silenziosa, dotata di un certo comfort (l’assetto, giustamente, è sportivo, un po’ duro sullo sconnesso ma fa parte dell’armonia) e in grado di farti apprezzare di essere decisamente più basso della pletora di SUV che ti circondano.

Il motore, pronto ed elastico, ama (e preferisce) trascinarti in situazioni eccitanti. Prima e seconda ne rivelano l’indole nippo-sportiva, che il valido aiuto dell’elettronica sa calmare con classe (altrimenti fuori da qualsiasi rotonda, anche in seconda, il sovrasterzo di potenza è assicurato).

E’ una Celica, forse meno acerba e più moderna nelle risposte del corpo vettura e, per questo, più seducente. Non una macchina da fast & furious ma un’auto che sogni di condurre in pista (o su un terreno innevato) maestosamente di traverso.

Il telaio è rigido come si conviene a un’auto che deve essere agile e scattante per darti il meglio, per incollare il tuo portapiume al sedile e le tue mani in posizione 9:15 e goderti il meglio di un grande e libidinoso misto con curvoni larghi e panoramici.

In ingresso di curva è davvero precisa, basta poco sterzo. In uscita, con la marcia giusta, è pronta e affamata per raggiungere subito la svolta successiva seguendo fedelmente la traiettoria impostata. E se il controllo di trazione è disattivato (c’è un pulsante sul tunnel, molto bene in vista, per farlo rapidamente e senza esitazioni) allora la GT86 perde la coda e si esibisce in un sovrasterzo, molto semplice da correggere o condurre perché lo sterzo è molto diretto e si avverte distintamente che la massa è poca e l’agilità è tanta.

In frenata la Toyota GT86 è pronta, rigidamente e tecnicamente giapponese: il corpo vettura non si scompone, completamente esente da repentini fenomeni di deriva grazie all’ottimale bilanciamento.

29.900 Euro

E’ un prezzo “perfetto” per questo genere di auto sportiva (31.400 euro per la versione con cambio automatico), il costo giusto per accedere al Primo Cielo, abitato da coloro che, non per scelta ma perché costretti, spendono cifre abnormi convinti che il divertimento cominci più in alto.

Certo, a quei livelli ci sono anche tecniche ancora più sofisticate, brand più prestigiosi, vetture con almeno un paio di secondi in meno sullo 0-100 (7”6; va bene così!).

E per dare una definitiva “nomina” al proprio orgoglio di proprietario di una GT86, perché non iscriversi al nobile ordine ufficiale dei possessori, il Toyota GT86 Academy?

[Servizio fotografico realizzato presso il Circolo Golf Venezia – Lido Alberoni]

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.