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ARTE ITALIANA. NEL’47 BINDO, ETTORE ED ERNESTO MASERATI FONDARONO LA OSCA. LA PICCOLA FACTORY DIVENNE UNO DEI MARCHI PIU’ FORTI DEL MONDO NELLE CLASSI MINORI. L’OSCA 750, TELAIO 769, CHE ANDRA’ ALL’ASTA A SCOTTSDALE A META’ GENNAIO, HA AVUTO UN’INVIDIABILE CARRIERA SPORTIVA ED E’ SEMPRE STATA TRATTATA CON GRANDE RIGUARDO.

Nel 1947 tre dei fratelli Maserati, Bindo, Ettore ed Ernesto, alla scadenza del loro contratto decennale di consulenza con la Maserati (ceduta ad Adolfo Orsi dieci anni prima) fondarono l’OSCA a San Lazzaro di Savena, poco lontano da Bologna.

L’Officine Specializzate Costruzioni Automobili si costruirono da subito una fama internazionale straordinaria, che ne fece uno dei marchi costruttori più forti del mondo nelle classi minori. L’azienda, specializzata soprattutto nella costruzione delle barchette Sport, ottenne il suo successo più straordinario alla 12 Ore di Sebring del ’54.

L’OSCA MT4 iscritta da Briggs Cunningham, fu portata alla vittoria da Stirling Moss e Bill Lloyd. Altre 3 vetture OSCA si piazzarono nei primi 10 posti difendendosi in con coraggio epico contro gli attacchi di specialisti del calibro di Phil Hill, Alberto Ascari e Juan Manuel Fangio.

E’ molto plausibile che questo straordinario risultato abbia contributo, almeno in parte, a catturare l’attenzione di un certo John Bentley di New York, che nella stessa gara si classifico ventesimo assoluto su una Siata – Fiat.

Fu lui, assieme a John “Jack” Gordon, l’acquirente della Osca 750 S telaio 769 all’inizio del 1960.

La vettura, ultimo esemplare di questo modello, fu immediatamente portata in gara con un certo successo e raggiunse il suo apice di carriera alla 12 Ore di Sebring 1960: Bentley e Gordon praticarono due grandi aperture ai lati del musetto per applicare due grandi fari di profondità. Si rivelò una scelta intelligente in quanto diede una migliore visibilità durante la guida notturna. Dopo 12 Ore di “battaglia”, la piccola Osca 750 tagliò il traguardo 18esima assoluta e prima di classe.

Gordon disputò altre gare minori a Watkins Glen, Lime Rock, Marlboro e Vineland conquistando numerose vittorie di classe. Lo stesso anno fu rimosso il motore originale, numero 774N e installato una nuova unità 769N, acquistato come motore di riserva, portato a 850 cc.

L’OSCA 750 ritornò a Sebring ancora nel 1962: 23esima assoluta e ancora prima di classe. Complessivamente, Gordon conquistò il secondo posto finale di classe nel SCCA Northeast Division Championship del 1961, ’62 e ’64, nonché secondo nell’SCCA National Championships 1961, ’62, ’64 e terzo nel ’63.

Gordon vendette la OSCA nel ’66 al nuovo proprietario e, da questi, ad altri due fino a un nuovo acquirente nel 1983. Questi fece eseguire un restauro parziale e chiuse le aperture per i fari aperte nel ’61. Nel 1986 fu ceduta a un nuovo proprietario, che la tenne per 20 anni utilizzandola molto in gara. Nel 2005, infine, è passata di mano all’attuale proprietario.

 

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.