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SE L’UNICA REGOLA E’ STUPIRE ED EMOZIONARE. LA NUOVA, STREPITOSA, TOYOTA FT-1 INDIRIZZA IL LINGUAGGIO STILISTICO DEL BRAND VERSO I MODELLI DEL PROSSIMO FUTURO. E’ UNA SPORTIVA PURA, NUDA, CRUDA, SEDUCENTE, PENSATA ISPIRANDOSI DIRETTAMENTE E COMPLETAMENTE ALLA 2000 GT DEGLI ANNI 60 E ORIENTATA AL CLIENTE PER IL CLIENTE. FINALMENTE UN MODELLO PENSATO CON L’UNICO OBBIETTIVO DI COLPIRE EMOTIVAMENTE IL CLIENTE. E CI RIESCE ALLO 0-100%! PER GUIDARLA, ATTUALMENTE, C’E’ ALMENO GRAN TURISMO PER PLAYSTATION 3.

Toyota inizia al Salone di Detroit 2014 un nuovo percorso stilistico che caratterizzerà i modelli dei prossimi anni. L’occasione per svelare il nuovo family feeling delle prossime Toyota è un modello speciale, che coinvolge esclusivamente i sensi.

La Toyota FT-1 è una coupé due porte ispirata alla 2000 GT del ’67, prodotta in soli 351 esemplari e oggi valutata come una delle più preziose auto da collezione del mondo, al pari di una Mercedes 300 SL Gullwing o un’Alfa Romeo TZ. E’ stata disegnata da Calty Design Research uno studio di design del marchio giapponese con sede in California.

Le sue caratteristiche riprendono fedelmente l’impostazione meccanica delle GT del periodo: motore anteriore – centrale che crea un frontale lungo e affusolato, abitacolo arretrato, parabrezza molto inclinato, coda piccola e molto larga per amplificare la sensazione di potenza espressa dalle ruote di trazione.

Lo stile è sinuoso, un’esplosione di curve. Il frontale è privo di una classica calandra centrale. Al contrario sembra trarre ispirazione dal mondo della F1: ai lati del grande “naso” anteriore si aprono due grandi prese d’aria per i radiatori. Le fiancate si aprono verso la coda andando a disegnare due possenti fianchi dotati di prese di flusso e uscite d’aria in coda. Quest’ultima è larghissima, con due estrattori laterali che circondano un elemento inferiore che protegge la trasmissione. Il bordo superiore del portellone presenta un labbro integrato nella carrozzeria (sublime riminiscenza della Ferrari 250 GTO) e nasconde un’ala ad azionamento automatico.

L’abitacolo, allo stesso modo, è estremamente essenziale per concentrare unicamente il pilota sulla guida ed è configurato per massimizzare l’atmosfera di grande sportività: sedile molto basso, tunnel altissimo, volante a tre razze piccolo e molto sportivo, strumentazione ridotta al minimo.

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.