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ITALIA, PAESE DI SANTI, POETI, NAVIGATORI, E SALONISTI. SOTTO LE DUE TORRI O SOTTO LA MADUNINA? TRADIZIONE O INNOVAZIONE? ENTRAMBE. IL MOTORSHOW 2014, DICONO GLI ORGANIZZATORI, SI FARA’. MILANO, DICE PROMOTOR, AVRA’ IL SUO SALONE DELL’AUTO, L’AUTO SHOW 2014, A FINE ANNO. MA NON SI SUOL DIRE: ”CHI TROPPO VUOLE NULLA STRINGE?”. I MARCHI AUTOMOBILISTICI SAREBBERO PAZZI, IN UN CONTESTO DI MERCATO COSI’ DEPRESSO, A INVESTIRE IN ITALIA. DEL RESTO, ECCO SERVITO L’ENNESIMO “ITALIAN AFFAIR”: IN UN PAESE CHE HA DATO ALL’AUTOMOBILE PIU’ DI QUALSIASI ALTRO, MANCA UN SALONE DEL’AUTO E, INVECE DI METTERSI D’ACCORDO, SI LITIGA SU COME/DOVE REALIZZARLO.

L’edizione numero 38 del Motorshow, l’anno scorso, fu cancellata per mancanza di adesioni da parte dei costruttori che preferirono riservare i loro budget per altri saloni internazionali con maggiore visibilità (i costi di partecipazione arrivavano ad aggirarsi intorno alla folle cifra di un milione di euro per stand, cifra analoga per prendere parte a eventi del calibro di Detroit, Ginevra, Parigi o Francoforte).

In questi giorni, Duccio Campagnoli, Presidente di BolognaFiereFiera di Bologna, ha dichiarato:” Abbiamo raggiunto un accordo con Gl Events. Sarà una joint venture al 50% per realizzare a Bologna il Motorshow 2014. Siamo molto contenti, sarà un impegno forte, è il segnale che BolognaFiere investe. Lavoriamo per un grande evento”.

Il salone bolognese dell’auto si terrà quindi a Bologna, la sua città natale, dal 6 al 14 dicembre 2014.

Ne consegue che, in Italia a questo punto avremmo ben 2 Saloni dell’Auto; al Motorshow di Bologna si andrebbe ad aggiungere il neonato Milano Auto Show, evento fortemente voluto dall’ex Patron del Motorshow Alfredo Cazzola che si terrà nello stesso periodo dall’11 al 21 dicembre 2014.

L’OPINIONE DI 0-100.IT

La situazione appare alquanto grottesca, un vero e proprio atto di cannibalismo in casa propria.

Che decideranno di fare le case automobilistiche di tutto il mondo? Meglio rispettare la tradizione continuando la storia della kermesse che, fin dal 1975, si svolge in territorio bolognese o meglio tentare la strada dell’innovazione puntando i propri stand sulla cosmopolita città meneghina?

Pare che il jolly che Bologna abbia deciso di giocare sia la carta di un MotorShow “ecologico” (ma in Italia l’Ecologia è un valore tutt’altro che sentito). Ed è un chiaro segnale di resa di fronte alla catastrofe del superbollo che ha pressoché distrutto il mercato delle auto di lusso e sportive.

Come ha commentato Gian Carlo Muzzarelli, assessore regionale per l’Emilia Romagna alle Attività produttive: “… Ora un Motor Show green, ecologico e avveniristico per realizzare il cuore dell’automotive della via Emilia che è anche il cuore d’Italia”.

Appellarsi all’ecologia, concetto che in questo periodo va certo molto di moda, abbinandolo al mondo dei motori che si regge ancora, per fortuna per molti, purtroppo per alcuni, sul “caro oro nero” ci pare un’ardua sfida seppur apprezzabile.

Il Governo, del resto, consapevole che l’unico modo per alimentare le affamate casse pubbliche sia concentrarsi sulla pressione fiscale, negli ultimi anni ha causato solo gravi danni al mercato dell’auto.

L’ultima batosta è arrivata proprio dal superbollo (20 euro ogni kW aggiuntivo per auto fino a 5 anni dalla prima immatricolazione e con potenza superiore a 185 kW). E non sembra intenzionato ad allentare la morsa.

Con gravissimi danni a tutto il settore, soprattutto dal punto di vista del mercato del lavoro.