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Non è un fiorellino immediatamente riconoscibile nel vivaio di 0-100 dove crescono e fioriscono le emozioni. Eppure la Hyundai I-Oniq possiede un fascino inaspettato, quel certo-non-so-che difficilmente spiegabile razionalmente.

Sarà per il design alquanto muscoloso e così poco identificabile con l’immagine Hyundai. Sarà per la carrozzeria due porte con apertura verso l’alto (come la Ferrari Enzo), il muso lungo, spiovente, con una grande griglia inferiore e il padiglione che si allunga sulla coda per creare una carrozzeria Shooting Brake. Sarà per le ruote a razze sottili che ricordano le Borrani a raggi. Sarà infine per la tecnologia del propulsore, molto innovativa, interessante anche se non tipicamente sportiva.

La Hyundai I-oniq, come l’Infiniti Emerg-E, affida il moto primario a un motore elettrico con batterie al litio da 109 Cv abbinato a un propulsore tre cilindri di 1.000 cc che funziona come Range Extender.

Il costruttore dichiara che l’autonomia complessiva è di 700 km a fronte di un valore medio di emissione di soli 49 g/km di Co2.

Le sue misure sono alquanto compatte: lunga 4.432 millimetri, larga 1.916 millimetri e alta 1.400. Ecco la soluzione: forse con 15 centimetri in meno… il fiore sboccerebbe!

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.