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IL CENTRO DI UN PICCOLO UNIVERSO. ABRAHAM LOUIS BREGUET, NEL 1801, PRODUSSE UN’INVENZIONE STRAORDINARIA. POI, IN TEMPI PIU’ RECENTI, CI FU CHI DECISE DI RENDERE LA MAGICA GABBIA DEL TOURBILLON FINALMENTE VISIBILE. OGGI E’ UNA DELLE COMPLICAZIONI PIU’ AFFASCINANTI, FORSE MENO UTILE DI UN TEMPO MA NON MENO SPETTACOLARE.

Di fronte alla precisione di un normale movimento ben progettato c’è chi crede fermamente nel valore della complicazione del Tourbillon. Non c’entra, dunque, l’altissimo valore estetico di questa complicazione ma la consapevolezza di produrre un importante, anzi fondamentale, contributo alla regolarità di marcia.

BLANCPAIN L’EVOLUTION CAROUSSEL

La collezione L-evolution di Blancpain si arricchisce della nuova referenza 92322-34B39-55B. Realizzata in una tiratura limitata di soli 50 esemplari unisce magistralmente, nel nuovo calibro 2322V2, un tourbillon e un carrousel entrambi volanti e provvisti di un bariletto ciascuno. I due bariletti si ricaricano in contemporanea attraverso una corona, la couronne d’armage, collocata sulla circonferenza del meccanismo traforato.

Il movimento, che vanta 2 differenziali (il primo trasmette le informazioni provenienti dalle due complicazioni e determina una marcia media, il secondo indica sul fondello la riserva di carica di 168 ore), è esaltato dal quadrante proposto su più livelli.

La cassa è in platino, ha un diametro di 47.40 mm e monta un cinturino integrato in pelle di alligatore di colore nero.

Tourbillon Vs. Carrousel. Il tourbillon è composto da una gabbietta mobile sulla quale gravitano lo scappamento e l’organo regolatore. Il pignone dello scappamento ruota intorno alla ruota dei secondi, che è fissa. La rotazione della gabbietta trasmette l’energia occorrente allo scappamento e al
bilanciere. La gabbietta compie un giro al minuto, e annulla gli scarti di marcia nelle posizioni
verticali. La gabbietta del carrousel, inventata da Bonniks nel 1892, è azionata non dalla
ruota dei secondi ma dalla ruota mediana, e non possiede ruota fissa. Due sistemi di ruotismi
servono a far ruotare la gabbietta nel primo caso e a fornire l’energia al bilanciere e allo
scappamento nel secondo caso. La lira collocata sulla gabbietta del carrousel rappresenta le
iniziali della marca, ed è intagliata col laser. Si tratta anche qui di una «prima» e di un lavoro
particolarmente delicato, date le piccolissime dimensioni di questo componente.

LEROY CHRONOMETER A TOURBILLON

Facente parte della collezione Osmior, questo tourbillon è equipaggiato con il calibro di manifattura L100, meccanico a carica manuale, interamente concepito e costruito nella Manifattura di Le Sentier nella Vallée de Joux.

Composto da ben 953 componenti, oscilla alla frequenza di 18.000 A/h ed è provvisto di scappamento Duplex ad impulso indiretto (brevettato), dispositivo di forza costante che assicura una distribuzione dell’energia costante per tutta la durata della carica, trasmissione a catena (fusée-chaîne composta da 105 maglie di 1,55 mm cadauna per una lunghezza totale di 16,275 cm), tourbillon con ponte lucidato a specchio effetto nero, indicazione della riserva di carica di 72 ore dipinto in forma di losanga su un disco in smalto grand-feu che ruota a 300° in senso antiorario tra le ore 11 e l’1 e secondi morti al centro.

Per la costruzione del movimento, i tecnici della Maison Leroy si sono ispirati ai primi cronometri da marina del XVIII secolo. Tra le chicche segnaliamo il ponte del bariletto spazzolato con polvere d’argento, un’antica tecnica oramai quasi del tutto in disuso e la griglia cesellata in oro 18kt posizionata nel centro del display che riprende il decoro dell’orologio tabacchiera realizzato per Maria Antonietta nel 1788 (collezione Museo Leroy e firmato Basile-Charles Le Roy).

Il movimento è protetto da una cassa di 41 mm in oro (oro rosso 5N 18kt, oro bianco 18kt al palladio 150PD non rodiato o bicolore oro bianco e rosso) con anse integrate e un quadrante in smalto grand-feu su base oro 18kt con numeri romani in champlevé.

Grazie a un dispositivo sulla corona che aziona l’apertura del coperchio del fondocassa (fond à clapet), è possibile ammirare il pregiato movimento attraverso il vetro zaffiro.

L’orologio, numerato individualmente, è consegnato insieme al  suo certificato di marcia cronometrica rilasciato dall’Osservatorio di Besançon.

Impermeabile sino a -30 metri, abbraccia il polso con un cinturino in pelle di alligatore cucito a mano e foderato in Alcantara con fibbia ad ardiglione o pieghevole a due lame in oro bianco 18kt o oro rosso 5N.

ULYSSE NARDIN ANCHOR TOURBILLON

Dopo essere stato presentato nel 2014 come prototipo, ecco, in anteprima mondiale, il nuovo Ulysse Anchor Tourbillon in oro e smalto. Il vero vanto di quest’orologio che monta il calibro UN-178 (18.000 alt/h) sono il sofisticato scappamento costante in silicio (lo fece per prima sul Dual Ulysse nel 2005) che utilizza l’elasticità delle molle a balestra e l’ancora che, libera dal perno di rotazione, si muove ruotando da un lato all’altro senza alcun attrito sospesa sullo stesso piano da due lamelle del diametro più fine del decimo di quello di un capello.

Il tutto senza dimenticare il tourbillon 60 secondi a ore 6 la cui gabbia (35 componenti) pesa solo 0.4 grammi e l‘indicazione della riserva di carica di minimo 7 giorni dei 2 bariletti montati in serie che è visibile, appena sopra il tourbillon, su un arco di 140°.

Il quadrante in smalto Grand Feu è adeguatamente protetto da vetro zaffiro antiriflesso.

Proposto in due edizioni limitate (cassa di 44 mm in oro rosa o bianco 18kt) di 18 esemplari ciascuna, la referenza 1786-133 1780-133, impermeabile fino a -30 metri, sarà disponibile dal prossimo maggio abbinata a un cinturino in cuoio con fibbia ad ardiglione.

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