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IL “ROLANDO” FURIOSO. ROLAND GUMPERT NON HA PERSO LA BATTAGLIA. IL SUO MARCHIO (GUMPERT), FALLITO NEL 2013, E’ TORNATO CON UN NUOVO NOME (“APOLLO”), UNA NUOVA PROPRIETA’ (CINESE) E UNA NUOVA AUTO (LA ARROW, MILLE VOLTE PIU’ BELLA DELL’ORRENDA – MA COLOSSALE – APOLLO) E IL VIVO DESIDERIO DI DETTARE LE REGOLE NELLE NICCHIA DELLE HYPER CAR (ARDUO, IN VERITA’!). QUELLO ESPOSTO A GINEVRA E’ IL PROTOTIPO: A FINE ANNO LA MACCHINA DEFINITIVA. LE FA COMPAGNIA LA APOLLO N, IL SIMBOLO DELLA CONTINUITA’.

Roland Gumpert, nello stand Apollo al Salone di Ginevra 2016, è il più attivo di tutti: stringe mani, riceve complimenti, spiega con passione la nuova macchina. La Apollo Arrow, è il nuovo volto della rediviva Gumpert. Il “vecchio” brand è fallito ma sulle sue ceneri, come un’araba fenice, è rinato con nuove caratteristiche. Non rinnega assolutamente il suo passato (infatti nello stand c’è anche la Apollo N): la Gumpert Apollo, nata nel 2005, era un’auto straordinaria dal punto di vista meccanico (7’11″57 al Nurburgring, un tempo straordinario per un’auto stradale) ma sempre frenata da un grave difetto fondamentale: talmente fedele al principio secondo cui “la forma segue la funzione” da essere rimasta sempre un brutto anatroccolo.

Ma ora il cigno sembra essere finalmente nato: si chiama Apollo Arrow e ha preso tutto il meglio tecnologico (rigorosamente made in Germany!) della Gumpert Apollo mantenendo inalterati i principi cardine del progetto. Il risultato cui aspira la Arrow, insomma, è sempre lo stesso: essere l’auto più veloce del mondo (Auguri!).

APOLLO ARROW: CARATTERISTICHE

Sulla base della meccanica Apollo, telaio in fibra di carbonio e cromo-molibdeno, è ora montato un nuovo motore 8 cilindri a V biturbo 4 litri Euro 6 (derivazione ancora Audi) per un peso, a vuoto, di 1.200 kg. Dove la Arrow intende dare il meglio è nell’aerodinamica: è stata infatti progettata per generare un grande effetto suolo e garantirsi, così, massima aderenza in condizioni estreme.

Quello che colpisce è certamente il design, ora decisamente più piacevole nei riguardi dell’estetica tipica di un coupé a motore centrale. Ciononostante, Apollo chiarisce che si tratta di una forma nata soprattutto da ragioni funzionali e attraverso una complessa simulazione virtuale dei flussi d’aria che colpiscono la carrozzeria.

Il prototipo semi-definitivo esposto al Salone di Ginevra dovrebbe essere deliberato definitivamente per fine anno. Apollo progetta di produrre circa 25 auto l’anno.

APOLLO N LIMITED EDITION

Fedele al suo stile, la Apollo è ancora tra noi. A Ginevra 2016 si presenta in tutta la sua funzionale bruttezza ma con alcune modifiche, specialmente per quanto riguarda la coda.

La Apollo N è una macchina stradale ma in regola con le normative FIA. Quindi è omologabile in differenti formule sportive. Il telaio è, come nel caso della Arrow, una struttura mista con architettura tubolare in cromo-molibdeno e cellula di sicurezza in fibra di carbonio. La equipaggia un 8 cilindri a V di 4.2 litri (Euro 5), di derivazione Audi, dotato di 2 turbo: esprime 700 Cv a 6.000 giri e 880 Nm di coppia massima a 4.000 giri. E’ accoppiata a un cambio a doppia frizione CIMA con 7 marce (con frizione da corsa AP Racing) e trazione posteriore con differenziale Torsen.

L’impianto freni (AP Racing) comprende dischi anteriori e posteriori da 378 mm con pinze a 6 pompanti. L’impronta a terra è garantita da ruote anteriori da 19″ e posteriori da 20″, con gomme 285 / 30Z R19 e 345 / 30Z R20.

Accreditata di un peso di circa 1.200 kg a vuoto, la Apollo N brucia lo 0-100 in 3″ e raggiunge 360 km/h.

La produzione è limitata a soli 6 esemplari.

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Gli Speciali di 0-100.it: Salone di Ginevra 2016