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PENSI A BENTLEY E PENSI A QUALCOSA DI GRANDE, IMMENSO. MA LA CASA DI CRICKLEWOOD QUEST’ANNO VUOLE STUPIRE, TENTANDO DI PROPORRE QUALCOSA DI ASSOLUTAMENTE NUOVO, SLEGATO DALLA TRADIZIONE, FORSE A DIMOSTRAZIONE CHE IL LUSSO NON È IDENTIFICABILE IN CERTI SCHEMI PREDEFINITI. ECCO LA EXP 12 SPEED 6E, CABRIOLET 2 POSTI TOTALMENTE ELETTRICA. PER CHI INVECE VUOLE LA TRADIZIONE, CI SONO LE NUOVE MULSANNE, FLYING SPUR E CONTINENTAL SUPERSPORT CONVERTIBLE, OLTRE CHE BENTAYGA.

Tra passato, presente e futuro. Questa la sintesi dello stand Bentley, che presenta in anteprima mondiale la sua EXP 12 Speed 6e, concept totalmente elettrica e modello di “rottura” con la tradizione.

Attinge a piene mani dal design della EXP 10 coupé (vista l’ultima volta al Concorso d’Eleganza di Villa d’Este lo scorso anno, dove ha vinto il premio come miglior concept), ma qui il tetto va via e il powertrain è costituito da un motore elettrico alimentato a batterie che garantiscono 400 Km di autonomia. Se ormai la corsa verso l’elettrico sembra una necessità per ogni brand che si rispetti, sono proprio la linea e le dimensioni che la differenziano dall’idea di “Bentley classica”.

Evidenti sono le differenze di proporzioni rispetto alle altre supercar presenti nello stesso stand: la Continental Supersport Convertible (esagerata, in una colorazione rosso e nera che difficilmente passa inosservata) così come la nuova Flying Spur quattro porte (prima 4 porte del marchio a superare i 320 Km/h), o sopratutto la nuova Mulsanne Mullinersono tutte caratterizzata da possanza nelle linee e nelle dimensioni. Una sorta di marchio di fabbrica che si ritrova anche nel SUV Bentayga (presentato qui in versione Mulliner).

Proprio con l’altra cabriolet presente, la Supersport, le differenze sono acuite: 2 posti secchi contro 4, fanaleria anteriore ridimensionata e posteriore singola, una grande griglia senza eccessive prese d’aria.

Vedendo questa EXP 12 Speed 6e non ci si trova quindi davanti alla classica idea che si ha di Bentley, ma voci interne alla compagnia sembrano confermare il bisogno di “shockare” i clienti. E di sicuro può essere definita una showstopper senza problemi, in quanto non convenzionale.

Andrà in produzione? Forse, se i riscontri saranno buoni e se si continuerà a parlare di lei.

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