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CHI VUOL ESSER LIETO SIA, CHE ALMENO DEL MAGGIOLINO C’E’ CERTEZZA. IL MAGGIOLINO CABRIOLET INVITA AL DESIDERIO LIBERTA’, SPENSIERATEZZA, GIOIA DI VIVERE, ALLEGRIA. LO ABBIAMO PROVATO IN ALLESTIMENTO SPORT E, PER QUESTO ALLESTIMENTO, CON LA MOTORIZZAZIONE “PERFETTA”: IL 1.4 TSI DA 160 CV. COSTA 30.500 EURO, A CUI SI AGGIUNGONO (SU QUESTO ESEMPLARE) 6.000 EURO DI ACCESSORI. MA SE DEVE ESSERE UN’AUTO SFIZIOSA, IDEALE PER LA DOLCE.VITA, ALLORA CHE LO SIA ALLO… 0-100%.

Nel mercato dell’auto di oggi, in cui bisogna inventarsi automobili assurde per cercare di vendere (la Ferrari ha fatto una Station Wagon 3 porte e la Rolls-Royce sta pensando di produrre un SUV), alcuni marchi hanno deciso di “ricreare qualcosa di nuovo” recuperando i fasti del passato. Siamo, così, in una fase di neoclassicismo automobilistico in cui celebriamo il nostro passato più illustre.

Molti costruttori stanno seguendo questa filosofia e i numeri premiano questa scelta: FIAT produce la 500, BMW ha reintrodotto la Mini, Chevrolet propone la Camaro, Mercedes ha resuscitato le porte ad ali di gabbiano attraverso l’SLS-AMG. E Volkswagen ha reintrodotto il Maggiolino, naturalmente con un progetto completamente differente (dal punto di vista meccanico) rispetto all’auto originale.

UN PO’ DI STORIA

La storia di una delle automobili più famose del mondo inizia nel 1934, quando Adolf Hitler lanciò l’idea di una Volkswagen, letteralmente un’”auto del popolo”. Spaziosa, per 5 persone, capace di raggiungere 100 km/h e di consumare non più di 7 litri di benzina ogni 100 km.

Il progetto fu sviluppato da Ferdinand Porsche, uno dei più geniali progettisti della storia dell’auto, nonché fondatore dell’azienda che oggi porta il suo nome. La parte più interessante era sicuramente il motore, un piccolo 4 cilindri boxer raffreddato ad aria da 1,1 litri e poco più di 20 Cv.

La Volkswagen Typ 1, così inizialmente era conosciuto il Maggiolino, fu presenta al Salone di Berlino del 1939, l’anno più infausto di tutto il secolo. Inizialmente fu denominata KdF-Wagen, Kraft durch Freude Wagen, ovvero “auto della Forza attraverso la Gioia“, dal nome dell’ente dopolavoro/ricreativo di stato.

La produzione ebbe inizio nel nuovo Stabilimento di Wolfsburg ma i volumi furono bassi, dedicati soprattutto alle forze militari e all’elite tedesca. Terminata la Guerra, nel 1945, grazie agli inglesi, lo stabilimento, completamente distrutto dai bombardamenti, fu restaurato quel tanto che bastò per iniziare la produzione e, finalmente la Typ 1 fu disponibile per tutta la popolazione.

Fu solo nel 1968 che l’utilitaria della Volkswagen divenne conosciuta come Maggiolino, essenzialmente perché in una brochure fu denominata, finalmente, “Der Käfer” (il maggiolino, appunto).

Fu un successo grandioso, con numeri di produzione sempre più elevati e sempre più stabilimenti in giro per il mondo che la producevano. Si arrivarono a produrre 1,3 milioni di esemplari all’inizio degli anni 70.

Nel 1972, con la produzione del Maggiolino numero 15.007.034, questa storica vettura superò un’altra automobile leggendaria: la Ford T.

IL MAGGIOLINO CABRIOLET

Nel 1949 Wilhelm Karmann, il fondatore di una delle più famose carrozzerie tedesche (prossimo assemblatore di alcune versioni della Porsche 356), acquistò un maggiolino berlina e decise di trasformalo in Cabriolet segando la carrozzeria.

Poi lo portò a Wolfsburg e lo mostrò ai vertici Volkswagen, che apprezzarono molto quell’idea. Era nato un altro mito. La carrozzeria Karmann, così, divenne il produttore del Maggiolino Cabriolet fino al 1980.

Sul finire degli Anni 70 lo storico Maggiolino iniziò il suo declino, probabilmente a causa della nascita della Golf. All’inizio del 1978, infatti, la produzione fu spostata definitivamente in Messico e Brasile.

Nei paesi del Sud America la produzione continuò senza sosta fino al 2003, anno in cui fu prodotto l’ultimo esemplare, poi donato al Vaticano (lì si trova ancora oggi).

IL NEW BEETLE, IL MAGGIOLINO 2013

Il Maggiolino è rinato nel 1998 sulla piattaforma meccanica della Golf IV. Denominato Volkswagen New Beetle, ha ricevuto un’architettura completamente nuova: motore anteriore e trazione anteriore.

Prodotta nello stabilimento di Puebla, entra sul mercato nel 1998, e, con numerose versioni, Cabriolet, inclusa, viene prodotta fino al 2010, in oltre 1.200.000 pezzi, venduti soprattutto negli Stati Uniti.

E’ cambiato anche il concetto. La Volkswagen New Beetle è diventata un’auto sfiziosa, trendy, un’auto icona, la celebrazione di un mito del passato del quale riprende si e nò lo stile.

E arriviamo, finalmente, alla vettura di oggi. Il Beetle (senza la parola NEW) è stato presentato a al Salone dell’Auto di Shangai nel 2011 e in versione Cabriolet lo scorso febbraio 2013.

Per l’Italia, addirittura, Volkswagen ha pensato di rendere quest’auto ancora più legata al suo passato e l’ha chiamata, semplicemente, MAGGIOLINO.

E’diventato più grande e imponente, più lungo e più largo. La versione Cabrio ha l’andamento del tetto più piatto, una nuova capote, disponibile in due colori, costituita da tre strati. Questa si ripiega con un unico movimento, in soli 9,5 secondi fino a 50 km/h. E’ interessante notare che il suo movimento non coinvolge il bagagliaio. Sia a capote aperta che chiusa, la capienza è di 225 litri.

INTERNI

Con il modello più “antico” conserva pochi elementi: il parabrezza c’è solo la strumentazione con il grande contagiri al centro e, forse per evocare il suo passato di utilitaria, il gigantesco indicatore del livello benzina.

L’abitacolo del Maggiolino Cabriolet con allestimento Sport si distingue per il dash pad” in “carbon look”, sedili anteriori sportivi con supporto lombare, volante a tre razze, impugnatura della leva del freno a mano e pomello della leva del cambio rivestiti in pelle.
Come optional questo esemplare possiede anche la strumentazione aggiuntiva in cima al centro della plancia: con manometro dell’olio, cronometro e manometro del turbo.

Inoltre, sono montati una serie di interessanti accessori: Fari Bi-Xeno con luci diurne, impianto Fender Sound System, Interni in pelle Vienna, Navigatore satellitare (molto rapido), bluetooth, climatizzatore automatico, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, controlli sul volante e cruise control.

AL VOLANTE

Il 4 cilindri TSI con turbocompressore di soli 1.400 cc eroga 160 Cv e 240 Nm già da 1.500 giri. Sembra un motore “mignon” invece basta poco per rendersi conto del livello di tecnologia. Erogazione corposa, sound coinvolgente, buono spunto in ripresa (grazie soprattutto al cambio DSG). Il motore 2 litri sembrerebbe il propulsore “giusto” invece, forse, rischia di essere esagerato su un’auto del genere, che non ama la guida esasperata.

Percorre lo 0-100 in 8”5 e raggiunge 205 km/h di velocità massima. Potrebbe essere la motorizzazione migliore in assoluto tra i benzina disponibili, perfettamente a cavallo tra il potente 2.0 e il piccolo 1.2 che rischia di essere un po’ sotto tono.

Molto buono lo sterzo, preciso e sensibile, arricchito dai comandi al volante per gestire l’impianto audio, il bluetooth e il computer di bordo. Buona la frenata anche se dalle velocità più elevate è necessario metterci una certa energia per imprimere la decelerazione ottimale. Solo sui terreni più sconnessi il Maggiolino palesa, soprattutto a capote abbassata, qualche vibrazione della scocca.

Di contro, nonostante la capote in tela, il comfort acustico e di marcia sono esenti da critiche (anche per i passeggeri posteriori lo spazio è, tutto sommato, apprezzabile). Di più: nella guida a capote abbassata si apprezza la perfetta integrazione con la climatizzazione, che si adatta immediatamente al “nuovo” clima dell’abitacolo aumentando la portata d’aria calda.

IN CONCLUSIONE

Il maggiolino che abbiamo provato, 1.4, TSI, allestimento Sport, con cambio DSG, costa 30.500 euro. In più, questo esemplare è equipaggiato con oltre 6.000 euro di accessori.

Ma lo abbiamo detto all’inizio: è un’auto iconica, un pezzo di storia dell’automobile. E non è più la parsimoniosa auto del popolo: è diventata un’auto Premium, sofisticata e con una personalità individualista, inimitabile, dedicata a un cliente esigente che cerca in un’auto moderna l’atmosfera Kafer e, perché no, maggiore spazio rispetto a una Mini.

Se deve essere un’auto sfiziosa, allora è bene che lo sfizio, a meno di non volersi comprare un Maggiolino d’epoca (che non può entrare nei centri Storici, esige cure e attenzioni e non rispetta certo i soli intervalli di manutenzione programmata) sia tale.

In questo caso è un’auto tedesca di qualità ineccepibile, un motore piccolo ma che regala soddisfazioni, una cabriolet per tutte le stagioni. Ma, soprattutto, è un vero Maggiolino (moderno!).

Scheda Prodotto


Prestazioni
– Velocità massima km/h 205
– Accelerazione 0-100 km/h. sec. 8.6

Consumi
– Ciclo urbano l/100 km 8.0
– Ciclo extraurbano l/100 km 5.5
– Combinato l/100 km 6.4
– Emissioni CO2 ciclo combinato g/km 148
– Normativa sui gas di scarico Euro 5
– Dimensioni e misure esterne/interne
– Lunghezza mm 4.278
– Larghezza con specchi esterni mm 2.021
– Altezza mm 1.473
– Altezza massima apertura capote 1.953
– Passo mm 2.540
– Carreggiata ant. e post. mm 1.578/1.544
– Volume bagagliaio l 225
– Capacità del serbatoio carburante l 55
– Dischi freno anteriori auto ventilanti diametro/spessore mm 288/25
– Dischi freno posteriori diametro/spessore mm 272/10
– Dischi ruote da 7 x 17
– Pneumatici 215/55 R 17

Garanzie
– Vettura 2 anni
– Vernice 3 anni
Corrosione passante 12 anni



– Fari Bi-Xeno con luci diurne e illuminazione targa a LED
– Fender Sound System
– Interni in pelle Vienna
– Navigatore satellitare RNS 510
– Predisposizione Bluetooth per telefono cellulare
– Ruota di scorta minispare
– Strumentazione aggiuntiva

[tab title=”I DATI DELLA PROVA”]
Chilometri percorsi: 1.103

Consumo (Autostrada): 7,2 l/100 km
Consumo (città): 9,5 l/100 km
Consumo (medio complessivo): 8,3 l/100 km

(informazioni riportate secondo la lettura del computer di bordo)
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