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UN’IDEA RIDICOLA DIVENTATA REALTA’. L’UNICO ESEMPLARE STRADALE DELLA TVR CERBERA SPEED12 E’ TORNATA IN PISTA DOPO UN LUNGO RESTAURO

Definita dallo stesso presidente dell’azienda nei primi anni 2000, Peter Wheeler, un’idea “ridicola”, è stata sottoposta a un lungo restauro che ha riguardato tutta la vettura: scocca, elettronica, carrozzeria e, soprattutto, il motore 12 cilindri atmosferico da 7,7 litri.

La Cerbera Speed12″W112 BHG” è recentemente scesa in pista per macinare i primi chilometri in libertà. Il proprietario ha dichiarato a 0-100 che l’auto attualmente produce 840 Cv ma l’obbiettivo è di superare 1.000 Cv con una centralina modificata e un impianto di scarico differente.

LA STORIA DELLA SPEED12

La TVR Cerbera Speed 12 è stata il punto più alto raggiunto dal marchio inglese TVR dal punto di vista della ricerca ingegneristica.

Il progetto Speed12, inizialmente noto come Project 7/12, era nato a metà Anni 90. Peter Wheeler, proprietario del marchio dal 1981, voleva produrre un’auto da corsa a livello di Porsche 911 GT1 e Mercedes CLK-GTR per i clienti sportivi e l’auto stradale più veloce del mondo.

Per il motore fu incaricato l’ingegnere britannico Al Melling, già progettista dell’8 cilindri a V di 75° della TVR Cerbera, la GT 2+2 della gamma. Per creare il 12 cilindri, Melling concluse di unire due unità del 6 cilindri linea Speed-6 sviluppato per i modelli della Casa.

Il 12 cilindri da 7,7 litri di cilindrata erogava al banco oltre 800 Cv.  Installato in un telaio tubolare e rivestito con una carrozzeria in vetroresina per un totale inferiore ai 1.000 chili, la vettura fu presentata al Salone di Birmingham del 1996.

Nel 1998 la vettura da corsa fu finalmente pronta. Nel frattempo il progetto era stato rinominato in Speed12. Il progetto era di schierarla nella categoria GT1 e di correre alla 24 Ore di Le Mans. La vettura partecipò ad alcune competizioni ma fallì la partecipazione a Le Mans. A ciò si aggiunse il cambio dei regolamenti sportivi, che decretarono la soppressione della categoria GT1.

La TVR, per non vanificare tutte le energie spese fino a quel momento diede una spinta lo sviluppo dell’auto stradale e, contemporaneamente, iniziò a “ritarare” la Speed12 sui nuovi regolamenti.

Nel 2000, quindi, finalmente il progetto della nuova TVR Cerbera Speed 12 si trovava vicino alla completa realizzazione. Mancando degli obbiettivi precisi, il progetto andava avanti molto a “mano libera” guardando alla grandiosa McLaren F1 e a superare “240 miglia di velocità massima” (386 km/h).

Lo sviluppo del modello stradale andava di pari passo con la corrispondente versione da corsa per il Campionato inglese FIA GT, classe GT2. Nonostante numerosi problemi di affidabilità, i 3 o 4 esemplari prodotti riuscirono a vincere alcune gare.

Quando il progetto della versione stradale fu quasi completato, TVR aveva raccolto numerosi ordini. Il prezzo d’acquisto, vicino alle 200.000 sterline, ne avrebbe fatto la TVR più costosa di sempre.

TROPPO POTENTE

Ma se la TVR Cerbera Speed12 da corsa, per la presenza dei restrittori all’aspirazione, erogava circa 600 Cv, il motore di quella stradale, lasciato libero di esprimersi al meglio, si era rivelato un problema.

Durante un test al banco (tarato per sostenere una potenza di 1.000 Cv) il motore Speed-12 riuscì a rompere il banco. Fu fatto, allora, un calcolo teorico e si concluse che la potenza doveva essere di “almeno” 960 Cv. Ma bastò una sera perché Peter Wheeler fosse convinto di abbandonare il progetto.

Allestito un esemplare pre-produzione (targa W312 BFV o W312 BHG) Peter Wheeler, una sera qualsiasi, guidò la vettura dalla sede dell’azienda alla sua residenza. Nonostante fosse avvezzo a guidare auto potenti, concluse che produrre una versione stradale della Cerbera Speed12 si era rivelata un’idea semplicemente ridicola. Il progetto fu abbandonato e le caparre restituite ai clienti.

I prototipi fino a quel momento costruiti furono smantellati per ricavare ricambi per gli esemplari da competizione. Il destino dell’unica Cerbera Speed12 Stradale, a questo punto, iniziò.

Grazie al coinvolgimento di un cliente, nel 2003 iniziò la ricostruzione di uno dei prototipi della stradale (con targa W112 BHG), che effettivamente riuscì a vedere la luce e fu anche provata dal magazine inglese EVO.

SECONDA RINASCITA

Come noto, nel 2006 l’azienda fallì. Peter Wheeler, nel luglio del 2004, cedette la TVR al giovane russo (poco più che ventenne) Nikolai Smolenski il quale non riuscì a risolvere quelli che erano diventati problemi annosi per le vetture TVR (cronici problemi di affidabilità). Nel mese di dicembre, lo stabilimento di Blackpool chiuse i battenti.

Si racconta che la “W112 BHG” sia andata in mano a uno dei commissari liquidatori dell’azienda ma, nel frattempo, non era più marciante a causa della sua notevole complessità.

Da un paio d’anni, però, è in mano a un nuovo proprietario, che ha ripreso il progetto rendendo la vettura totalmente funzionante.

[fonte: TVR Unofficial Blog]

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.
  • D.B.

    Storie di Automobili e Uomini, più che di elettrodomestici da commuting o esibizione ed aziende!
    Articolo bellissimo, anche chi non conosce TVR (non sapendo cosa si perda), avrà bramato su Gran Turismo 1 l’indomita Speed12 che nel video appariva sempre un po’ troppo viola!