Condividi

IL RESPIRO DEL MOSTRO. NEL 1910 LA FIAT COSTRUI’ “SICURAMENTE” 2 ESEMPLARI DELLA S76, UNA VETTURA PROGETTATA PER I RECORD (SULLA SPIAGGIA NEWYORKESE DI LONG ISLAND, NEL 1912, RAGGIUNSE 290 KM/H). DI QUESTI NE E’ ARRIVATO AI GIORNI NOSTRI UNO SOLO, PAZIENTEMENTE IN RESTAURO ORMAI DAL 2002. DOPO UN’APPARIZIONE “STATICA” AL FSTIVAL OF SPEED DI GOODWOOD, LA SCORSA ESTATE, LUNEDI’ SCORSO IL COLOSSALE MOTORE DA OLTRE 28 LITRI E’ STATO RIMESSO IN MOTO.

La Fiat S76, il Mostro di Torino, è ritornata a far sentire la sua voce. Il suo proprietario, Duncan Pittaway, ha personalmente messo in moto la vettura nel cortile dell’officina di restauro, in Inghilterra, dove la straordinaria vettura da record è attualmente in restauro.

Si tratta dell‘ultimo di due esemplari rimasti di un’auto da record che la FIAT costruì nel 1910 e che negli anni successivi fu portata in tutto il mondo per tentare il record di velocità. Nel 2011 Pietro Bordino, raggiunse 200 km/h in Inghilterra, sulla spiaggia di Saltburn. Nel ’12 il francese Arthur Duray toccò 225 km/h su un rettilineo fuori la città belga di Ostenda (ma fu squalificato per irregolarità). A Long Island, qualche mese dopo, la Fiat S76 toccò 290 km/h una velocità sbalorditiva.

La caratteristica certamente più straordinaria è il colossale motore 4 cilindri in linea da 28.533 cc di cilindrata (ogni cilindro 7.100 cc) con carburatore singolo e valvole in testa, per complessivi 290 Cv a 1.900 giri.

DUE ESEMPLARI, UNO RIMASTO

Delle due vetture costruita, una, rimasta alla Fiat, fu smantellata nel ’19. L’altra, nel 1912, fu venduta al principe russo Boris Soukhanov. Successivamente fu spedita in Australia e qui è rimasta fino ai giorni nostri. Se ne persero le tracce e, con lei, anche la sua identità. Negli Anni 50, infatti, collezionista acquistò un non meglio precisato telaio senza motore di una macchina da corsa FIAT dei primi Anni 20. Conservò tutti i pezzi ma non andò mai a fondo della questione. Negli Anni 80 fu venduta e il nuovo proprietario, sicuro che quei pezzi senza identità appartenessero proprio alla S76. Tentò (invano) di recuperare altri pezzi ma dopo 15 anni di ricerche infruttuose decise di abbandonare la partita. Nel 2002 Duncan Pittaway, anch’egli certo si tratti della Fiat S76 superstite, la acquistò e anch’egli si mise alla ricerca della componentistica mancante. Trovò il motore della macchina smantellata e altri componenti del telaio. Iniziò, allora, un lungo restauro.

La vettura, quasi finita, è stata mostrata lo scorso luglio al Festival of Speed di Goodwood.

Condividi
Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.