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SEGUI LA TUA FRECCIA. IL ROLEX EXPLORER II (REFERENZA 1655), PRODOTTO NELLA SOLA VERSIONE ACCIAIO DAL 1971 FINO AL 1984, FU PENSATO APPOSITAMENTE PER GLI SPELEOLOGI CHE, IN CONTESTI DI BUIO TOTALE, AVEVANO LA NECESSITA’ DI POTER DISTINGUERE IL GIORNO DALLA NOTTE. E’ CONOSCIUTO COME IL “FRECCIONE”, NOME DOVUTO ALLA DIMENSIONE DELLA SFERA DELLE 24 ORE.

Il fascino che esercita il Rolex Explorer II “Freccione” referenza 1655 è qualcosa di unico; la lancetta laccata arancione con finale a freccia per l’indicazione giorno-notte ti colpisce al cuore con discrezione mirata ma decisa.

Amato dai collezionisti più attenti all’andamento delle sue quotazioni (a causa del suo breve periodo di produzione dovuto al suo limitato successo commerciale è tuttora uno dei Rolex vintage più ricercati e desiderati) così come apprezzato dagli estimatori del marchio coronato e non solo, il “Freccione” fu concepito per gli speleologi in modo che potessero essere in grado di distinguere il giorno e la notte anche nelle grotte dove l’oscurità più totale regna incontrastata.

Esso deriva dal Rolex Explorer Referenza 6098 che fu creato in occasione della spedizione britannica del 1953, la prima a conquistare l’Everest sotto la guida di Sir John Hunt. L’Explorer, sottoponendosi a differenze di temperatura nell’ordine dei 70° passando dai ghiacciai dell’Himalaya al caldo torrido dell’India, diede all’epoca prova della sua robustezza e affidabilità.

Presentato per la prima volta nel 1971, il Rolex Explorer II referenza 1655, dotato di certificato cronometro, è garantito impermeabile fino a una profondità di 100 metri. Realizzato nella sola versione acciaio, esso andò ad affiancare la produzione dell’Explorer I (Ref. 1016).

L’INDICAZIONE DELLE 24 ORE

Rispetto alla referenza 1016, sul 1655 venne aggiunta l’indicazione delle 24 ore sulla lunetta graduata fissa esterna.

Quest’orologio, che deriva “concettualmente” dal GMT-Master, è provvisto di una lancetta delle 24 ore supplementare laccata in arancio che gira intorno al quadrante puntando a una lunetta fissa graduata (da 0 a 24) che alterna numeri arabi (da 0 a 24) a fini indici a barretta smaltati in nero.

Il quadrante nero opaco con grafica bianca e indici luminosi al trizio, è protetto da vetro plexiglas.

IL MOVIMENTO

Il movimento meccanico che venne utilizzato per l’intera produzione del 1655, ossia dal 1971 fino al 1984, fu il calibro automatico 1575 GMT (il 5 finale segnala la presenza del datario) anche se sul ponte è riportato il calibro base 1570. Il datario a ore 3 e presenta una lente Cyclope integrata a ingrandire il giorno del mese.

Dai volumi di vendita modesti, si dice dovuti anche non proprio chiara leggibilità del quadrante, il Rolex Explorer II “Freccione” referenza 1655 uscì dal catalogo nel 1984 lasciando il posto al nuovo Rolex Explorer II referenza 16550.

L’EREDE 40ENNE

Nel 2011, in occasione del suo quarantesimo anniversario, Rolex ha proposto una nuova versione dell’Explorer II. Il diametro dai 40 millimetri del modello originale passa, con la nuova referenza 216570, a 42 millimetri e le lancette, compresa la lancetta arancione delle 24 ore con la punta a forma di freccia, acquistano in dimensione.

LE 5 VERSIONI DELLA REFERENZA ROLEX 1655

Le differenze tra le cinque versioni individuate del 1655 (Mk1, Mk2, Mk3, Mk4 e Mk5) riguardano la cassa, il quadrante, le ghiere e le sfere.

Sulle prime due versioni, prodotte tra il ’71 e il ’77, il quadrante riporta ancora la scritta “T SWISS T” e la sfera dei secondi, la “straight hand”, non presenta il pallino luminoso. Le spallette di protezione della corona di carica erano molto fini per poi andare inspessendosi a partire dal ‘74.

Dal ’71 al ’73 circa la lancetta delle 24 ore era rossa ma gli esemplari arrivati ai giorni nostri, complice il passare del tempo, presentano tonalità declinate nei colori arancione o giallo, finanche quasi bianco.

Nel ’74 venne presentato anche un nuovo quadrante, conosciuto anche come “Rail dial”, con corona Rolex più fine e allungata, sfera dei secondi riempita con sostanza luminosa e con un allineamento effetto binario tra le parole della prima (Superlative Chronomenter) e seconda riga (Officially certified). Questa versione di quadrante si ritrova su esemplari prodotti fino al ‘77 circa.

Tra il ’77 e il ’78, sui quadranti Mk4, la lunetta venne proposta in una versione più sottile (thin font full), la sfera dei secondi ha il pallino luminoso, la sfera delle 24 ore è arancione o rossa, la corona è più sottile e la dicitura “T SWISS T” venne sostituita da “T SWISS >25 T” a indicare una percentuale di trizio, materiale radioattivo, sotto ai 25 millicurie.

Nel ’79 venne introdotto un ulteriore quadrante (occhiello della corona più tondo, spaziatura differente nella scritta  “T SWISS >25 T”) che verrà impiegato su tutti gli esemplari della referenza 1655 fino alla fine della produzione. La lunetta Thin font full verrà poi spodestata nei primi Anni 80 da una lunetta con una grafica più squadrata e caratteri differenti (MK5, thin font reduced).

Per quanto riguarda il datario, fino ai primi Anni 80, era alloggiato in una finestrella con lente cyclope a ore 3 su fondo grigio e con il numero 3 squadrato mentre a fine produzione e in post produzione, il datario veniva proposto su fondo bianco e con il 3 tondeggiante a riprendere quello in uso sulle referenze Date e Datejust.

Da evidenziare che sia le incisioni del numero seriale tra le anse sia la referenza possono mostrare una grafica diversa dovuta all’impiego di differenti pantografi. Per effetto del brevetto scaduto, a partire dal seriali sopra i 7 milioni, la dicitura Registered Design si trasforma nella scritta Original Rolex Design.

Fino al 1972, il fondello riportava la punzonatura del trimestre e l’anno di produzione del pezzo.

Il bracciale, a maglie ripiegate (Ref.7836) cedette il passo nel 1974 a un bracciale a maglie piene (Ref.78360).

Fonte: www.mazzariolstefanolibrary.com
Photo credit: www.bonhams.com, www.antiquorum.swiss